La Corte dei conti si pronuncia sul rendiconto generale della Regione Umbria per l’esercizio finanziario 2015

gius2La Corte dei conti si pronuncia sul rendiconto generale della Regione Umbria per l’esercizio finanziario 2015

Relazione del Presidente della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per l’Umbria, dott. Salvatore Sfrecola, nel giudizio sul rendiconto generale della Regione Umbria per l’esercizio finanziario 2015 – Perugia, 28 giugno 2016

Rapporto funzionale di servizio e giurisdizione contabile

Rapporto funzionale di servizio e giurisdizione contabile nelle relazioni contrattuali e nei contratti societari

dell’Avv. Evaristo Santoro

 1 – Incarico professionale e risorse pubbliche

La Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per il Molise (sent. 7 luglio 2010 n. 85, inedita) aveva ritenuto responsabile di danno erariale derivante da un inconcludente e inutile incarico professionale il responsabile della struttura regionale che aveva provveduto alla istruttoria del provvedimento di affidamento dell’incarico e il dirigente del Dipartimento Universitario affidatario dell’incarico di consulenza scientifica per il servizio di formazione di un inventario informatizzato.

Quando le verticalizzazioni e le stabilizzazioni di personale producono danno erariale

glassesQuando le verticalizzazioni e le stabilizzazioni di personale producono danno erariale

Corte dei conti – Sezione Giurisdizionale Regionale dell’Umbria

n. 51 del 29 giugno 2016: Pres e Rel. Longavita – P. M. Giuseppone – Pr/c

  1. Le c.d. “verticalizzazioni” e le c.d. “stabilizzazioni” del personale in servizio presso la P.A. vanno valutate come forme di “accesso interno”, ai fini dell’eventuale superamento della riserva del 50% dell’“accesso esterno”;
  2. In carenza di un qualche documentato resoconto sul concreto andamento dei lavori di un organo collegiale, il criterio di imputazione della responsabilità resta quello formale del voto favorevole espresso, mitigato dalla maggior responsabilità del proponente e del presidente, per il maggior coinvolgimento materiale e psicologico individuato negli atti del giudizio.

 

RAFFAELE RESTA: L’IMPEGNO SCIENTIFICO DI UN ALLIEVO DI ANTONIO SALANDRA

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RAFFAELE RESTA: L’IMPEGNO SCIENTIFICO DI UN ALLIEVO DI ANTONIO SALANDRA (*)

del Prof. Avv. Pietrangelo Jaricci

 

Il 20 settembre 1973, nella serata inaugurale del 19° Convegno di studi di scienza dell’amministrazione a Varenna, il Prof. Roberto Lucifredi ricordava, con accenti commossi, al folto pubblico presente, che il giorno 13 era deceduto il Prof. Raffaele Resta, ordinario di diritto amministrativo nell’Università di Roma.

Anche chi vi parla, intervenendo dopo la brillante relazione del Prof. Spagnuolo Vigorita, ritenne doveroso, per la consuetudine ultradecennale di vita e di lavoro con l’indimenticabile Maestro, ricordare brevemente la sua figura di scienziato e di uomo leale, disponibile con il prossimo, incapace di ogni rancore, rispettoso verso chiunque ed in qualunque circostanza, che aveva per me rappresentato – e rappresenta ancora oggi – il più nobile degli esempi.

Efficacia soggettiva del nuovo codice degli appalti e società pubbliche*

tutelaEfficacia soggettiva del nuovo codice degli appalti e società pubbliche*
Paola Maria Zerman– Avvocato dello Stato

False partenze ed “enigmistica giuridica”.

Se è vero che “bis dat qui cito dat” come dicevano i romani (“chi dà subito da due volte”) non si può negare che a volte la rapidità nasconde manchevolezze che ne rallentano l’azione con il rischio anche di frenarla. Arrivato in porto il nuovo codice degli appalti (d.lgs.50/2016), in tempo utile per il rispetto delle direttive europee di cui fa applicazione (la 23, 24, 25 del 2014), la nuova impalcatura giuridica rinvia però, come sottolineato dal Consiglio di Stato (parere n. 855 del 2016) a ben cinquanta atti applicativi, con non poche incertezze. Tant’è che l’ANAC (v. determinazione del 11 maggio 2016)  si sta affaticando nel dare chiarezza agli operatori sulle modalità di azione, nelle more della loro emanazione. Fattore questo, che rende ancor più complessa l’operazione dell’interprete, per sciogliere questioni  di “enigmistica giuridica” come, già ai suoi tempi, Massimo Severo Giannini definiva il groviglio di norme sugli appalti.

L’asseverazione del piano economico-finanziario

asseverazione-dueL’asseverazione del piano economico-finanziario (PEF) nel Codice dei contratti pubblici: quali società di revisione?

di Pierluigi Tonnara, Dottorando in Diritto Pubblico dell’Economia*

  1. Premessa: illustrazione del problema
  2. Evoluzione normativa in materia di società di revisione
  3. La sopravvivenza delle società di revisione iscritte nel registro del Ministero dello sviluppo economico (MiSE)
  4. Le disposizioni sull’asseverazione dei PEF nella contrattualistica pubblica
  5. Brevi cenni conclusivi

L’esclusione del Primo Presidente della Corte di Cassazione…

CortedeicontiL’esclusione del Primo Presidente della Corte di Cassazione dall’esercizio dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati è ancora costituzionalmente legittima?

di Fabrizio Giulimondi

Già la sentenza della Corte costituzionale, del 2 febbraio 1971, n. 12[1], si era posta il problema di una corretta composizione della sezione disciplinare del CSM, osservando, al termine del par.4, che: «Nell’esercizio di una delle più delicate competenze del Consiglio, non è assicurata la presenza di tutte le categorie che, in base alla stessa legge, concorre alla formazione del consesso

Maurizio De Giorgi, Il giudizio di ottemperanza

gius2Maurizio De Giorgi, Il giudizio di ottemperanza (Key editore, 2016)

del Prof. Avv. Pietrangelo Jaricci

È stato recentemente pubblicato il succinto lavoro – pur se non manca di spunti interessanti – di Maurizio De Giorgi, Avvocato, dedicato al giudizio di ottemperanza, istituto particolarmente arduo cui il codice del processo amministrativo avrebbe potuto e dovuto riservare una più meditata attenzione.

Al Forum della Pubblica Amministrazione l’UNADIS propone di scrivere la riforma della P.A. d’intesa con i cittadini

tutelaAl Forum della Pubblica Amministrazione l’UNADIS propone di scrivere la riforma della P.A. d’intesa con i cittadini
di Salvatore Sfrecola

Cittadini, imprese e dirigenti dello Stato intorno ad un tavolo per scrivere la riforma della Pubblica Amministrazione. Sembra banale ma sul punto si ricorrono proposte e iniziative legislative spesso farraginose che, assumendo di voler perseguire semplificazioni e trasparenza, in realtà spesso complicano la vita dei funzionari e dei cittadini, alle prese con regolamenti di attuazione, circolari e direttive che non di rado si scontrano che le interpretazioni dei giudici sui cui tavoli giungono testi illeggibili o comunque contorti e scritti con linguaggio giuridicamente non corretto. Così quelle leggi e quei regolamenti non perseguono l’obiettivo al quale dovrebbero essere finalizzati, quello di assicurare l’efficienza necessaria per dare ai governi, al centro, nelle regioni e nei comuni, strumenti idonei a trasformare le scelte contenute negli atti di indirizzo politico in concrete decisioni amministrative che diano corpo alle politiche pubbliche.

Corte costituzionale 12 maggio 2016 n. 107

cortecosCorte costituzionale 12 maggio 2016 n. 107: Pres. Grossi est. Carosi;

Presidenza del Consiglio dei ministri (avv. Stato, Mangia) c. Regione Molise (avv. Galasso e Angiolini), con nota di Pelino Santoro.

L’indirizzo della subentrata legislazione statale, che consente di ripianare in non più di 30 esercizi a quote costanti il maggiore disavanzo di amministrazione al 1° gennaio 2015, determinato dal riaccertamento straordinario dei residui (art. 3, comma 16, D.lgs n. 118/2011), prende in sostanza le mosse dal presupposto che in una fase di complesse operazioni di riaccertamento dei residui finalizzate a far emergere la reale situazione finanziaria delle Regioni, i disavanzi emersi non possano essere riassorbiti in un solo ciclo di bilancio ma richiedano inevitabilmente misure di più ampio respiro temporale. Ciò anche al fine di assicurare lo svolgimento delle funzioni della Regione in ossequio al «principio di continuità dei servizi di rilevanza sociale affidati all’ente territoriale, che deve essere salvaguardato.