La responsabilità amministrativa dei dirigenti dell’Istat

La responsabilità amministrativa dei dirigenti dell’Istat per la mancata applicazione delle sanzioni previste in caso di omissione dell’obbligo di fornire le informazioni richieste

di Salvatore Sfrecola

 

La sentenza n. 302 del 21 maggio 2018 della Sezione Seconda Giurisdizionale Centrale d’Appello della Corte dei conti, con la quale sono stati respinti gli appelli del Presidente dell’Istat pro-tempore e di alcuni altri alti dirigenti dell’Istituto avverso una sentenza della Sezione giurisdizionale per la Regione Lazio del 7 novembre 2012, n. 1096, con la quale i predetti erano stati condannati in relazione a mancati adempimenti consistenti nella omessa applicazione delle sanzioni previste per la violazione dell’obbligo di fornire le informazioni richieste dall’Istituto in sede di raccolta dei dati necessari all’elaborazione di indagini statistiche, sanzioni stabilite dall’art. 11 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322.

La compensatio lucri cum damno in diritto privato

La compensatio lucri cum damno in diritto privato: applicazione del principio della compensazione nei giudizi amministrativi e contabili.

di Antonio Vetro, Presidente on. della Corte dei conti

1) Brevi note sulla disciplina civilistica.

L’istituto della compensatio lucri cum damno era già conosciuto nel diritto romano, e veniva applicato quando il vantaggio, di natura patrimoniale ed il danno provenivano dallo stesso evento.

L’analisi della compensatio lucri cum damno, per verificarne l’applicabilità ai giudizi amministrativi e contabili, richiede preliminarmente il suo esame nel diritto privato.

Problematiche relative al danno all’immagine della pubblica amministrazione

Problematiche relative al danno all’immagine della pubblica amministrazione, perseguibile innanzi alla Corte dei conti, dopo l’entrata in vigore del c.d. codice di giustizia contabile.

di Antonio Vetro, Presidente on. della Corte dei conti

 

Negli articoli dello scrivente in data 13 settembre 2015, sul “riordino della procedura dei giudizi innanzi la Corte dei conti” (art. 20 della legge delega n. 124/2015) ed in data 10 ottobre 2016, sul c.d. codice di giustizia contabile (d.lgs. n. 174/2016), sono state formulate pesanti critiche su una riforma censurabile sotto molteplici profili.

Anche nella materia oggetto del presente articolo, riguardante il danno all’immagine della p.a., perseguibile in sede contabile, la riforma ha dimostrato tutti i gravissimi limiti di un “riordino” che, lungi dal chiarire la normativa vigente, di per sé sul punto largamente deficitaria per logica e ragionevolezza, ha ulteriormente incrementato i dubbi interpretativi.

 

La resilienza della legge rinforzata sugli equilibri di bilancio: moniti e correttivi della Consulta.

La resilienza della legge rinforzata sugli equilibri di bilancio: moniti e correttivi della Consulta.

Nota del Prof. Pelino Santoro, Presidente on. della Corte dei conti

a Corte costituzionale 29 novembre 2017 n. 247: Pres. Grossi, Est. Carosi; Regioni Veneto, Friuli e Province autonome Bolzano e Trento (avv. Zanon, Falcon e Von Guggenberg) c. Governo della Repubblica (avv. Stato, De Bellis).

 

1- Il carattere funzionale del bilancio, inteso come bene pubblico, presuppone quali caratteri inscindibili la chiarezza, la significatività, la specificazione degli interventi attuativi delle politiche pubbliche e pertanto l’accentuarsi della complessità tecnica della legislazione in materia finanziaria richiede adozione di idonei strumenti di trasparenza divulgativa, non potendo ritenersi consentito un abuso della “tecnicità contabile” finalizzato a creare indiretti effetti novativi sulla disciplina specificativa dei principi costituzionali di natura finanziaria e di quelli ad essi legati da un rapporto di interdipendenza.

Specificità del sistema probatorio del giudizio di responsabilità erariale di primo grado

Specificità del sistema probatorio del giudizio di responsabilità erariale di primo grado*

di Fulvio Maria Longavita, Presidente della Sezione di Controllo della Corte dei Conti per la Regione Umbria

 

SOMMARIO: §-1) Il sistema probatorio del giudizio di responsabilità erariale di primo grado. §-2) Le prove ammissibili; §-3) L’acquisizione delle prove; §-4) Segue: modalità di acquisizione delle prove. 5) Regole di valutazione giudiziale delle prove; §-6) Gli atti che provengono dall’area del controllo della Corte dei conti: le segnalazioni dei magistrati del controllo dei fatti dai quali possono derivare responsabilità erariale; §-7) Segue:le ammissioni a visto degli atti sottoposti a controllo preventivo di legittimità; §-8) Segue: i pareri delle Sezioni Regionali di controllo, della Sezione delle Autonomie e delle Sezioni Riunite in sede di controllo.

 

Il rimborso delle spese legali

Il rimborso delle spese legali per i convenuti assolti nei giudizi di responsabilità dinanzi alla Corte dei conti

di Antonio Vetro, Presidente on. della Corte dei conti

 

  • La legislazione vigente in materia, prima dell’entrata in vigore del codice di giustizia contabile.

 

L’art. 26 del regolamento di procedura per i giudizi innanzi alla Corte dei conti, approvato con r.d. n. 1038/1933, dispone che nei procedimenti contenziosi si osservano le norme e i termini della procedura civile, in quanto applicabili e non modificati dalle disposizioni del regolamento, il quale non contiene alcuna statuizione riguardante le spese.

USO E ABUSO DEI “TERMINI DIMIDIATI” NEL PROCESSO AMMINISTRATIVO

USO E ABUSO DEI “TERMINI DIMIDIATI”  NEL PROCESSO AMMINISTRATIVO

del Prof. Avv. Pietrangelo Jaricci

 

Una recente decisione della Sezione V del Consiglio di Stato, n. 03722 del 27 luglio 2017 – dopo avere discettato sull’istituto della revocazione con considerazioni tutt’altro che convincenti – ha nuovamente affrontato il problema dell’applicabilità dei termini dimidiati nella proposizione dell’appello per i giudizi di ottemperanza.

La decisione di cui trattasi, riportandosi pedissequamente a quella della Sezione III, n. 5021 del 20 settembre 2012, ha ritenuto che “è divenuto sufficientemente chiaro (!) che, nel rito dell’ottemperanza, l’eccezione alla regola generale del dimezzamento dei termini processuali è circoscritta al solo giudizio di primo grado”.