La Riforma degli enti portuali

Riforma degli enti portuali nella prospettiva della rinnovata competitività del sistema trasportistico nazionale ed europeo nel mercato globalizzato.

 

di Alessandro Ortolani*

 

L’accelerazione delle innovazioni tecnologiche e il fenomeno della globalizzazione stanno spingendo i sistemi produttivi nazionali a un continuo serrato confronto con quelli europei e mondiali in condizioni di ipercompetizione.

All’esasperata rivalità e all’offerta crescente di prodotti si associa, infatti, la ricerca di soluzioni tecnologicamente innovative ecosostenibili, tese a ottenere minori costi di produzione, di distribuzione e di vendita nella consapevolezza della difficoltà di mantenere, nel lungo periodo, vantaggi competitivi o rendite di posizione.

In tale scenario economico il sistema portuale italiano sconta un gap competitivo nei confronti degli altri sistemi portuali europei e mondiali[1] ed è, perciò, chiamato ad una profonda trasformazione sia sul versante organizzativo sia su quello della performance. L’ottimale integrazione dei porti nazionali, da realizzare mediante catene di trasporto e logistiche ininterrotte e connesse, costituisce obiettivo fondamentale per la crescita e il funzionamento efficiente della rete trans-europea di trasporto nel mercato.

APPUNTI SPARSI E FRAMMENTARI SUL NUOVO CODICE DELLA GIUSTIZIA CONTABILE

APPUNTI SPARSI E FRAMMENTARI

SUL NUOVO CODICE DELLA GIUSTIZIA CONTABILE

di Stefano Imperiali, Presidente di sezione della Corte dei conti

 

  1. L’art. 1 del d.lgs. n. 174/2016, che ha approvato il codice della giustizia contabile (di seguito: Codice) dispone, al primo comma, che “la Corte dei conti ha giurisdizione nei giudizi di conto, di responsabilità amministrativa per danno all’erario e negli altri giudizi in materia di contabilità pubblica”.[1] E’ una disposizione di legge meno scontata di quel che potrebbe sembrare.

Alla ricerca dell’origine e del significato di due formule potenti

Ubi societas ibi ius”. “Ubi ius ibi societas

Alla ricerca dell’origine e del significato di due formule potenti

del Prof. Renato Federici

 

SOMMARIO: 1. Un antesignano possibile: Grozio. – 2. Alla ricerca della genesi di una formula assai fortunata. – 3. Esposizione della tesi di Santi Romano secondo cui Ubi societas ibi ius”; e “Ubi ius ibi societas”. – 4. Ubi ius ibi societas”. -5.Ubi societas ibi ius”. – 6. Digressione: Caratteri e funzioni degli ordinamenti giuridici. – 7. Ubi societas ibi ius”: Il misterioso ed intrigante titolo di una raccolta di scritti dello studioso Umberto Santarelli. – 8. Sul pluralismo giuridico. La parola a Francesco Calasso e a Riccardo Orestano, storici del diritto. – 9. Tentativo di descrivere lo sviluppo del “processo circolare” tra organizzazione e norma: l’organizzazione crea la norma nuova e la nuova norma può modificare l’organizzazione. Ciò all’infinito. – 10. Autore del diritto è l’uomo; mentre della giustizia, Dio: “Auctor iuris homo, iustitiae Deus”. – 11. Sul rapporto tra la formula medioevale “Auctor iuris homo, iustitiae Deus” e le due novecentesche “Ubi societas ibi ius” e “Ubi ius ibi societas”. – 12. Che cos’è il diritto? In che cosa consiste il diritto? Qual è l’essenza del diritto? – 13. Conclusioni. Le società umane e gli ordinamenti giuridici. Ubi societas ibi ius; ubi ius ibi societas

Corte dei conti – La nuova competenza territoriale per i processi con convenuti magistrati

Corte dei conti

La nuova competenza territoriale per i processi con convenuti magistrati

Si applica anche ai fatti anteriori al nuovo Codice del Processo contabile

Pubblichiamo questa interessante ordinanza della Sezione giurisdizionale regionale della Corte dei conti per il Veneto che fa applicazione, per la prima volta, dell’art. 18, comma 3, del nuovo Codice del Processo Contabile (decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 174) che, in analogia a quanto stabilito dall’art. 11 c.p.p. e 30-bis c.p.c. prevede che “la competenza territoriale relativa alle istruttorie e ai giudizi contabili di qualsiasi natura, nei quali un magistratro della Corte dei conti assume comunque la qualità di parte, che a norma del comma 1 sarebbe attribuita alla sezione giurisdizionale nell’ambito della cui com petenza territoriale il magistrato esercita le proprie funzioni, o le esercitava al momento dei fatti o della comanda, è attribuita alla sesione giurisdizionale che ha sede nel capoluogo di regione determinato in base alla tabella A allegata al presente codice”.

La responsabilità amministrativa dei consiglieri regionali

AGGIORNAMENTI GIURISPRUDENZIALI IN TEMA DI GRUPPI CONSILIARI REGIONALI E RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA PER “SVIAMENTO” DEI CONTRIBUTI RICEVUTI

di Paolo Luigi Rebecchi, Vice Procuratore Generale della Corte dei conti

 

Nell’ambito dell’intervento del procuratore generale della Corte dei conti, in sede di inaugurazione dell’anno giudiziario 2017([1]), è stato ricordato che “… le Sezioni Unite (della Corte di cassazione) hanno ribadito, sulla scorta di quanto già affermato negli anni precedenti, la sussistenza della potestà cognitiva per danni erariali derivanti da illecita gestione dei fondi pubblici assegnati ai gruppi consiliari dei partiti politici nell’ambito dei Consigli regionali ([2]). Nella gestione di tali fondi pubblici la Corte dei conti può ravvisare la

Corte dei conti: regole probatorie e di giudizio.

Regole probatorie e regole di giudizio nell’ammissione e valutazione giudiziale degli esiti dell’attività consultiva e di controllo*

di Fulvio Maria Longavita, Presidente della Sezione di Controllo della Corte dei Conti per la Regione Umbria

 

  • -1) Premessa: i rapporti tra funzioni giurisdizionali e funzioni di controllo nelle disposizioni del nuovo codice contabile; -2) I rapporti tra funzioni giurisdizionali e funzioni di controllo della Corte dei conti nel quadro dei valori costituzionali della contabilità pubblica; -3) Regole probatorie e regole di giudizio nel codice di giustizia contabile; -4) Segue: ammissibilità dei mezzi di prova; -5) Segue: regole di valutazione giudiziale delle prove; -6) Le segnalazioni dei magistrati del controllo dei fatti dai quali possono derivare responsabilità erariale, ex art. 52, comma 4, c. giust. cont.; -7) L’ammissione a visto degli atti sottoposti al controllo preventivo di legittimità, ex art. 17, comma 30-quater, del d.l. n. 78/2009, convertito dalla l. n. 102/2009 e s.m.i.; §-8) I pareri espressi dalla Corte dei conti nell’esercizio della funzione consultiva, ex art. 95, comma 4, c. giust. cont. .

Dall’invio delle “segnalazioni di operazioni sospette” alla comunicazione di dati e notizie.

Antiriciclaggio e Pubblica Amministrazione

Dall’invio delle “segnalazioni di operazioni sospette” alla comunicazione di dati e notizie.

È fatto obbligo a partire dal 1991, con la Legge n. 197, agli uffici della Pubblica Amministrazione il rispetto della normativa antiriciclaggio, anche se da allora solo poche decine di segnalazioni di operazioni sospette sono state inviate dalla P.A. all’Unità di Informazione Finanziaria.

Leggendo lo Schema di Decreto legislativo in attuazione della c.d. IV Direttiva europea, oggi all’esame delle Commissioni Giustizia e Finanza della Camera dei Deputati, gli uffici della P.A. non saranno più obbligati all’invio delle Segnalazioni.

di Giuseppe Sciarretta* e Irene Magliozzi**

La tutela annullatoria nel moderno assetto della giustizia amministrativa

La tutela annullatoria nel moderno assetto della giustizia amministrativa

di Daniela Cimmino, funzionario del Consiglio Superiore della Magistratura

 

La tutela annullatoria, espressione del giudizio impugnatorio azionato dal soggetto inciso dal potere amministrativo per la caducazione con efficacia retroattiva dell’atto autoritativo, si inquadra oggi in un assetto giuridico sempre più conformato dalle emergenti istanze del tessuto economico sociale.

Nell’attuale stadio del percorso interpretativo giurisprudenziale e dottrinale, che da sempre alimenta l’evoluzione del pensiero giuridico del procedimento e del sistema processuale amministrativo, l’impianto normativo offre all’interprete una rinnovata lettura degli istituti classici del diritto sostanziale e della tutela.

Infatti, la tutela della situazione giuridica soggettiva di interesse legittimo, che si staglia a fronte dell’azione unilaterale amministrativa, appare sempre più conformata ai criteri di pienezza ed effettività proclamati nell’incipit del Codice del processo amministrativo, quali valori di rango costituzionale e europeo.