Esperienze di interventi per la valorizzazione dei beni culturali al di fuori delle iniziative ordinarie della Pubblica Amministrazione

Salvatore Sfrecola

Esperienze di interventi per la valorizzazione dei beni culturali al di fuori delle iniziative ordinarie della Pubblica Amministrazione – L’esempio di ARCUS s.p.a.*

di Salvatore Sfrecola, Presidente di Sezione della Corte dei conti

 

Ritorno spesso su una frase di Camillo di Cavour, uno straordinario statista, grande uomo di governo: “datemi un bilancio ben fatto e vi dirò come un Paese è governato”. Perché dall’ammontare degli stanziamenti iscritti in bilancio si deduce l’attenzione di chi governa per un determinato settore di interesse pubblico. Che nel caso della cultura denuncia un misero 1,1 per cento del PIL, la metà della media dei paesi dell’Unione Europea, meno della Grecia, dove mancano persino farmaci e siringhe negli ospedali. Negli enti locali, poi, la falcidia delle risorse è ancora più pesante, con riduzione mediamente del 50% per musei e biblioteche. Le previsioni sono ancora più nere per quest’anno e per gli anni a venire: Chiuderanno altri musei, sarà impossibile accedere ad altre biblioteche.

Responsabilità amministrativa derivante da “mobbing”

mobbingResponsabilità amministrativa derivante da “mobbing”: diversa qualificazione dell’elemento psicologico da parte del giudice contabile rispetto alla prospettazione della Procura.

di Antonio Vetro, Presidente on. della Corte dei conti

 

1) La nozione di mobbing, secondo la Cassazione.

Come statuito dalla Cassazione con sentenza n. 3785/2009, per mobbing si intende comunemente una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell’ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili, che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la

Il presidente degli organi collegiali di autogoverno delle magistrature: ruolo e funzioni

image-art1dell’Avv. Gabriele Pepe
(Ricercatore di Diritto amministrativo presso l’Università degli Studi Guglielmo Marconi)

Il presente articolo intende analizzare in una prospettiva non già politologica ma rigorosamente giuridica il ruolo, laposizione ed poteri del presidente[1] nell’ambito degli organi collegiali di autogoverno delle magistrature. L’indagine, muove dalla teorizzazione gianniniana della primazia quale figura organizzatoria applicabile alle relazioni tra presidente e componenti nell’ambito della collegialità amministrativa; una iuris figura, tuttavia,estensibile in un’ottica generalegeneralea qualsivoglia famiglia di organi collegiali, ivi inclusi gli organi di autogoverno[2].

Leale collaborazione in Conferenza di servizi

penna

dell’Avv. Paola Maria Zerman
(Fonte: Quotidiano Enti Locali & PA)

Il rispetto delle regole non è fine a se stesso, ma funzionale all’interesse per la cui tutela sono state poste. Ed è principio di buona amministrazione ritenere irrilevante un inadempimento formale, ove ne risultasse pregiudicato l’interesse pubblico tutelato. A questo criterio sostanziale di applicazione delle norme (chi non ricorda il brocardo summum ius, summa iniuria?) si richiama da ultimo il Consiglio di Stato con la sentenza n. 709 del 10 febbraio 2015, in tema di procedimento amministrativo, nella specie di violazione della normativa in materia di Conferenza di servizi.

La nuova disciplina sulla responsabilità civile dei magistrati, ai sensi della legge 27 febbraio 2015 n. 18

toga sdraiata

di Antonio Vetro
Presidente on. della Corte dei conti

La normativa previgente sulla responsabilità civile dei magistrati.
Il codice di procedura civile del 1865, nell’art. 783,  limitava la responsabilità civile del giudice alle ipotesi di “dolo, frode o concussione” e “denegata giustizia”. Su analoghe basi si fondava la disciplina prevista dal codice di procedura civile del 1940 negli artt. 55, 56 e 74. Con l’avvento della Costituzione, è stato stabilito dall’art. 28 Cost. che i funzionari ed i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici siano direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti e che in tali casi la responsabilità civile si estenda allo Stato e agli enti pubblici.

Atti giuridici e principio di conservazione

libri sospesi

dell’Avv. Gabriele Pepe
(Ricercatore di Diritto Amministrativo Presso l’Università degli Studi Guglielmo Marconi.)

Sommario
1. Il ruolo dei principi e delle regole nel sistema giuridico; 2. Natura e caratteri del principio di conservazione degli atti giuridici; 3. Il principio di conservazione nel diritto romano; 4. Il principio di conservazione nel diritto privato; 5. Il principio di conservazione nel diritto amministrativo; 5.1. La funzione di riesame della P.A. con particolare riferimento alla conversione dell’atto amministrativo; 5.1.2. L’obbligo di rimozione del provvedimento amministrativo comunitariamente illegittimo; 5.2. Gli atti amministrativi compiuti dal funzionario di fatto; 5.3. Le illegittimità non invalidanti del provvedimento amministrativo.

L’accesso civico nell’ambito della comunicazione delle Pubbliche Amministrazioni

lente

dell’Avv. Donato Iannone

Sommario
Premessa – 1. I principi del procedimento amministrativo nella comunicazione delle pubbliche amministrazioni – 2. I principali istituti operativi per la comunicazione tra cittadini e pubbliche amministrazioni – 3. L’accesso civico all’insegna della progressiva trasparenza amministrativa – 4. La giurisprudenza in tema di accesso civico – 5. Bibliografia.

Il Comune non è tenuto a «dar seguito» alle istanze del privato che chiede la revisione del regolamento

libri diritto

dell’Avv. Paola Maria Zerman
(Fonte: Il sole24ore)

Non sempre le istanze rivolte dai cittadini alla Pa, nell’ambito delle proprie aspettative o nell’esercizio del diritto di critica, collaborazione o denuncia, hanno un effettivo fondamento e devono avere esplicita risposta. Con la possibilità, in caso di prolungato silenzio, di chiedere la condanna della Pa a pronunciarsi sulle stesse e, ove ne ricorrano i requisiti, al risarcimento del danno (con le conseguenti responsabilità amministrativo-contabili del dirigente e/o funzionario responsabili ai sensi dei commi 8 e 9 dell’articolo 2 della legge 241/1990).

Il procedimento amministrativo ieri oggi e domani

penna che scrive e occhiali

di Filippo Patroni Griffi
(Fonte: Federalismi.it)

Il procedimento amministrativo costituisce, a mio avviso, una delle possibili chiavi di lettura dei mutamenti istituzionali succedutisi nel nostro Paese dall’inizio del 900 ad oggi; questo perché il procedimento è un istituto che, per mutuare un’espressione dallo studio delle rappresentazioni teatrali, costituisce il luogo in cui si realizza l’unità di tempo, di spazio e di azione del rapporto tra cittadino e pubblico potere; un’unità però diacronica, non statica, nella consapevolezza del resto,