Gian Piero Iaricci, Istituzioni di diritto pubblico

Iariccidi Salvatore Sfrecola

Giunge nelle librerie “Istituzioni di diritto pubblico” di Gian Piero Iaricci, Ricercatore confermato di diritto amministrativo dell’Università di Roma La Sapienza, docente nell’ambito del Corso di laurea in medicina di Latina. Dottore di ricerca in diritto pubblico dell’economia, avvocato, Gian Piero Iaricci, è autore di numerose pubblicazioni, articoli e note a sentenze, di una monografia sul Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e di un Codice sul medesimo argomento,recentemente pubblicato in collaborazione con Licia Grassucci, Dirigente del Consiglio di Stato.

Società pubbliche, la Corte dei conti afferma la propria giurisdizione a tutela del denaro pubblico

Cortedeicontidell’avv. Paola Maria Zerman
(fonte Quotidiano del Sole 24 Ore)

Nate gemelle eppure così diverse. Anzi opposte. Ci si riferisce a due sentenze depositate entrambe nel medesimo giorno, il 24 marzo del 2015, l’una della Cassazione (Sezioni unite n. 5848), l’altra della sezione centrale d’appello della Corte dei conti (la numero 249) sul medesimo e spinoso argomento. E cioè se ed entro quali limiti sussista la

Responsabilità amministrativa derivante da “mobbing”

mobbingResponsabilità amministrativa derivante da “mobbing”: diversa qualificazione dell’elemento psicologico da parte del giudice contabile rispetto alla prospettazione della Procura.

di Antonio Vetro, Presidente on. della Corte dei conti

 

1) La nozione di mobbing, secondo la Cassazione.

Come statuito dalla Cassazione con sentenza n. 3785/2009, per mobbing si intende comunemente una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell’ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili, che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la

Alessandro Cagnoli, “Un affare di famiglia”

copdel Prof. Avv. Pietrangelo Jaricci

Alessandro Cagnoli, avvocato romano, con il volume Un affare di famiglia realizza il passaggio (non sappiamo se soltanto temporaneo), oggi tutt’altro che inconsueto, dai codici al variegato mondo del romanzo.

Conobbi Cagnoli quando, in anni ormai lontani, io giovane assistente ordinario alla cattedra di diritto amministrativo della Facoltà di Economia (all’epoca, Economia e Commercio), fui officiato, dall’indimenticabile Prof. Raffaele Resta, di fare gli “onori di casa” al nuovo arrivato, assistente volontario (così erano un tempo qualificati i preziosi collaboratori non di ruolo delle cattedre universitarie).

La tutela della legalità negli enti locali: il ruolo del Segretario Comunale

Salvatore Sfrecola di Salvatore Sfrecola

“Conoscere per deliberare”, scriveva Luigi Einaudi in apertura delle sue “Prediche inutili”. Aggiungendo, più avanti, “non conosce chi cerca, bensì colui che sa cercare”. Conoscere, dunque, e cercare per riformare, si potrebbe dire oggi mentre affrontiamo la riforma della dirigenza statale e specificamente di quella degli enti locali nel suo vertice storico, il segretario comunale, che il disegno di legge delega n. 1577, all’esame del Senato, prevede sia soppresso, nonostante l’esperienza indurrebbe a mantenerlo, anzi a rafforzarne il ruolo.

Il presidente degli organi collegiali di autogoverno delle magistrature: ruolo e funzioni

image-art1dell’Avv. Gabriele Pepe
(Ricercatore di Diritto amministrativo presso l’Università degli Studi Guglielmo Marconi)

Il presente articolo intende analizzare in una prospettiva non già politologica ma rigorosamente giuridica il ruolo, laposizione ed poteri del presidente[1] nell’ambito degli organi collegiali di autogoverno delle magistrature. L’indagine, muove dalla teorizzazione gianniniana della primazia quale figura organizzatoria applicabile alle relazioni tra presidente e componenti nell’ambito della collegialità amministrativa; una iuris figura, tuttavia,estensibile in un’ottica generalegeneralea qualsivoglia famiglia di organi collegiali, ivi inclusi gli organi di autogoverno[2].

Leale collaborazione in Conferenza di servizi

penna

dell’Avv. Paola Maria Zerman
(Fonte: Quotidiano Enti Locali & PA)

Il rispetto delle regole non è fine a se stesso, ma funzionale all’interesse per la cui tutela sono state poste. Ed è principio di buona amministrazione ritenere irrilevante un inadempimento formale, ove ne risultasse pregiudicato l’interesse pubblico tutelato. A questo criterio sostanziale di applicazione delle norme (chi non ricorda il brocardo summum ius, summa iniuria?) si richiama da ultimo il Consiglio di Stato con la sentenza n. 709 del 10 febbraio 2015, in tema di procedimento amministrativo, nella specie di violazione della normativa in materia di Conferenza di servizi.

La nuova disciplina sulla responsabilità civile dei magistrati, ai sensi della legge 27 febbraio 2015 n. 18

toga sdraiata

di Antonio Vetro
Presidente on. della Corte dei conti

La normativa previgente sulla responsabilità civile dei magistrati.
Il codice di procedura civile del 1865, nell’art. 783,  limitava la responsabilità civile del giudice alle ipotesi di “dolo, frode o concussione” e “denegata giustizia”. Su analoghe basi si fondava la disciplina prevista dal codice di procedura civile del 1940 negli artt. 55, 56 e 74. Con l’avvento della Costituzione, è stato stabilito dall’art. 28 Cost. che i funzionari ed i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici siano direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti e che in tali casi la responsabilità civile si estenda allo Stato e agli enti pubblici.

Atti giuridici e principio di conservazione

libri sospesi

dell’Avv. Gabriele Pepe
(Ricercatore di Diritto Amministrativo Presso l’Università degli Studi Guglielmo Marconi.)

Sommario
1. Il ruolo dei principi e delle regole nel sistema giuridico; 2. Natura e caratteri del principio di conservazione degli atti giuridici; 3. Il principio di conservazione nel diritto romano; 4. Il principio di conservazione nel diritto privato; 5. Il principio di conservazione nel diritto amministrativo; 5.1. La funzione di riesame della P.A. con particolare riferimento alla conversione dell’atto amministrativo; 5.1.2. L’obbligo di rimozione del provvedimento amministrativo comunitariamente illegittimo; 5.2. Gli atti amministrativi compiuti dal funzionario di fatto; 5.3. Le illegittimità non invalidanti del provvedimento amministrativo.