Responsabilità amministrativa derivante da “mobbing”

mobbingResponsabilità amministrativa derivante da “mobbing”: diversa qualificazione dell’elemento psicologico da parte del giudice contabile rispetto alla prospettazione della Procura.

di Antonio Vetro, Presidente on. della Corte dei conti

 

1) La nozione di mobbing, secondo la Cassazione.

Come statuito dalla Cassazione con sentenza n. 3785/2009, per mobbing si intende comunemente una condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell’ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili, che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, da cui può conseguire la

Alessandro Cagnoli, “Un affare di famiglia”

copdel Prof. Avv. Pietrangelo Jaricci

Alessandro Cagnoli, avvocato romano, con il volume Un affare di famiglia realizza il passaggio (non sappiamo se soltanto temporaneo), oggi tutt’altro che inconsueto, dai codici al variegato mondo del romanzo.

Conobbi Cagnoli quando, in anni ormai lontani, io giovane assistente ordinario alla cattedra di diritto amministrativo della Facoltà di Economia (all’epoca, Economia e Commercio), fui officiato, dall’indimenticabile Prof. Raffaele Resta, di fare gli “onori di casa” al nuovo arrivato, assistente volontario (così erano un tempo qualificati i preziosi collaboratori non di ruolo delle cattedre universitarie).

La tutela della legalità negli enti locali: il ruolo del Segretario Comunale

Salvatore Sfrecola di Salvatore Sfrecola

“Conoscere per deliberare”, scriveva Luigi Einaudi in apertura delle sue “Prediche inutili”. Aggiungendo, più avanti, “non conosce chi cerca, bensì colui che sa cercare”. Conoscere, dunque, e cercare per riformare, si potrebbe dire oggi mentre affrontiamo la riforma della dirigenza statale e specificamente di quella degli enti locali nel suo vertice storico, il segretario comunale, che il disegno di legge delega n. 1577, all’esame del Senato, prevede sia soppresso, nonostante l’esperienza indurrebbe a mantenerlo, anzi a rafforzarne il ruolo.

Il presidente degli organi collegiali di autogoverno delle magistrature: ruolo e funzioni

image-art1dell’Avv. Gabriele Pepe
(Ricercatore di Diritto amministrativo presso l’Università degli Studi Guglielmo Marconi)

Il presente articolo intende analizzare in una prospettiva non già politologica ma rigorosamente giuridica il ruolo, laposizione ed poteri del presidente[1] nell’ambito degli organi collegiali di autogoverno delle magistrature. L’indagine, muove dalla teorizzazione gianniniana della primazia quale figura organizzatoria applicabile alle relazioni tra presidente e componenti nell’ambito della collegialità amministrativa; una iuris figura, tuttavia,estensibile in un’ottica generalegeneralea qualsivoglia famiglia di organi collegiali, ivi inclusi gli organi di autogoverno[2].

Leale collaborazione in Conferenza di servizi

penna

dell’Avv. Paola Maria Zerman
(Fonte: Quotidiano Enti Locali & PA)

Il rispetto delle regole non è fine a se stesso, ma funzionale all’interesse per la cui tutela sono state poste. Ed è principio di buona amministrazione ritenere irrilevante un inadempimento formale, ove ne risultasse pregiudicato l’interesse pubblico tutelato. A questo criterio sostanziale di applicazione delle norme (chi non ricorda il brocardo summum ius, summa iniuria?) si richiama da ultimo il Consiglio di Stato con la sentenza n. 709 del 10 febbraio 2015, in tema di procedimento amministrativo, nella specie di violazione della normativa in materia di Conferenza di servizi.

La nuova disciplina sulla responsabilità civile dei magistrati, ai sensi della legge 27 febbraio 2015 n. 18

toga sdraiata

di Antonio Vetro
Presidente on. della Corte dei conti

La normativa previgente sulla responsabilità civile dei magistrati.
Il codice di procedura civile del 1865, nell’art. 783,  limitava la responsabilità civile del giudice alle ipotesi di “dolo, frode o concussione” e “denegata giustizia”. Su analoghe basi si fondava la disciplina prevista dal codice di procedura civile del 1940 negli artt. 55, 56 e 74. Con l’avvento della Costituzione, è stato stabilito dall’art. 28 Cost. che i funzionari ed i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici siano direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti e che in tali casi la responsabilità civile si estenda allo Stato e agli enti pubblici.

Atti giuridici e principio di conservazione

libri sospesi

dell’Avv. Gabriele Pepe
(Ricercatore di Diritto Amministrativo Presso l’Università degli Studi Guglielmo Marconi.)

Sommario
1. Il ruolo dei principi e delle regole nel sistema giuridico; 2. Natura e caratteri del principio di conservazione degli atti giuridici; 3. Il principio di conservazione nel diritto romano; 4. Il principio di conservazione nel diritto privato; 5. Il principio di conservazione nel diritto amministrativo; 5.1. La funzione di riesame della P.A. con particolare riferimento alla conversione dell’atto amministrativo; 5.1.2. L’obbligo di rimozione del provvedimento amministrativo comunitariamente illegittimo; 5.2. Gli atti amministrativi compiuti dal funzionario di fatto; 5.3. Le illegittimità non invalidanti del provvedimento amministrativo.

Corte dei conti: Inaugurazione anno giudiziario della Sezione giurisdizionale delle Marche

Foto Mirabella

Procuratore Regionale Prof. Maurizio Mirabella
Ancona, 27 marzo 2015

Introduzione
Signor Presidente,
prima di svolgere il mio intervento, desidero rivolgere un rispettoso saluto al Presidente della
Repubblica Sergio Mattarella, recentemente insediatosi.
Sono poi lieto di porgere un cordiale benvenuto ed un ringraziamento alle illustrissime autorità
politiche, civili, militari e religiose, alle Signore ed ai Signori intervenuti all’odierna cerimonia.
Questa Procura è, da sempre, particolarmente impegnata nel contrasto di fatti corruttivi che,
incidendo nella finanza pubblica, minano le fondamenta della nostra società civile.