L’asseverazione del piano economico-finanziario

asseverazione-dueL’asseverazione del piano economico-finanziario (PEF) nel Codice dei contratti pubblici: quali società di revisione?

di Pierluigi Tonnara, Dottorando in Diritto Pubblico dell’Economia*

  1. Premessa: illustrazione del problema
  2. Evoluzione normativa in materia di società di revisione
  3. La sopravvivenza delle società di revisione iscritte nel registro del Ministero dello sviluppo economico (MiSE)
  4. Le disposizioni sull’asseverazione dei PEF nella contrattualistica pubblica
  5. Brevi cenni conclusivi

L’esclusione del Primo Presidente della Corte di Cassazione…

CortedeicontiL’esclusione del Primo Presidente della Corte di Cassazione dall’esercizio dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati è ancora costituzionalmente legittima?

di Fabrizio Giulimondi

Già la sentenza della Corte costituzionale, del 2 febbraio 1971, n. 12[1], si era posta il problema di una corretta composizione della sezione disciplinare del CSM, osservando, al termine del par.4, che: «Nell’esercizio di una delle più delicate competenze del Consiglio, non è assicurata la presenza di tutte le categorie che, in base alla stessa legge, concorre alla formazione del consesso

Maurizio De Giorgi, Il giudizio di ottemperanza

gius2Maurizio De Giorgi, Il giudizio di ottemperanza (Key editore, 2016)

del Prof. Avv. Pietrangelo Jaricci

È stato recentemente pubblicato il succinto lavoro – pur se non manca di spunti interessanti – di Maurizio De Giorgi, Avvocato, dedicato al giudizio di ottemperanza, istituto particolarmente arduo cui il codice del processo amministrativo avrebbe potuto e dovuto riservare una più meditata attenzione.

Al Forum della Pubblica Amministrazione l’UNADIS propone di scrivere la riforma della P.A. d’intesa con i cittadini

tutelaAl Forum della Pubblica Amministrazione l’UNADIS propone di scrivere la riforma della P.A. d’intesa con i cittadini
di Salvatore Sfrecola

Cittadini, imprese e dirigenti dello Stato intorno ad un tavolo per scrivere la riforma della Pubblica Amministrazione. Sembra banale ma sul punto si ricorrono proposte e iniziative legislative spesso farraginose che, assumendo di voler perseguire semplificazioni e trasparenza, in realtà spesso complicano la vita dei funzionari e dei cittadini, alle prese con regolamenti di attuazione, circolari e direttive che non di rado si scontrano che le interpretazioni dei giudici sui cui tavoli giungono testi illeggibili o comunque contorti e scritti con linguaggio giuridicamente non corretto. Così quelle leggi e quei regolamenti non perseguono l’obiettivo al quale dovrebbero essere finalizzati, quello di assicurare l’efficienza necessaria per dare ai governi, al centro, nelle regioni e nei comuni, strumenti idonei a trasformare le scelte contenute negli atti di indirizzo politico in concrete decisioni amministrative che diano corpo alle politiche pubbliche.

Corte costituzionale 12 maggio 2016 n. 107

cortecosCorte costituzionale 12 maggio 2016 n. 107: Pres. Grossi est. Carosi;

Presidenza del Consiglio dei ministri (avv. Stato, Mangia) c. Regione Molise (avv. Galasso e Angiolini), con nota di Pelino Santoro.

L’indirizzo della subentrata legislazione statale, che consente di ripianare in non più di 30 esercizi a quote costanti il maggiore disavanzo di amministrazione al 1° gennaio 2015, determinato dal riaccertamento straordinario dei residui (art. 3, comma 16, D.lgs n. 118/2011), prende in sostanza le mosse dal presupposto che in una fase di complesse operazioni di riaccertamento dei residui finalizzate a far emergere la reale situazione finanziaria delle Regioni, i disavanzi emersi non possano essere riassorbiti in un solo ciclo di bilancio ma richiedano inevitabilmente misure di più ampio respiro temporale. Ciò anche al fine di assicurare lo svolgimento delle funzioni della Regione in ossequio al «principio di continuità dei servizi di rilevanza sociale affidati all’ente territoriale, che deve essere salvaguardato.

Ecco come la trasparenza può salvare l’Italia dal declino

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Ecco come la trasparenza può salvare l’Italia dal declino
di Franco Massi, Consigliere della Corte dei conti

La crisi che ha investito il nostro Paese, nata “finanziaria”, diventata “economica” ed ormai evoluta (o involuta) in “sociale”, rischia di determinare sempre più – tra le altre cose – una disaffezione generalizzata dei cittadini e delle imprese verso lo Stato e le sue Istituzioni.

Il nuovo codice dei contratti nel sistema di finanza e contabilità pubblica

glassesIL NUOVO CODICE DEI CONTRATTI
NEL SISTEMA DI FINANZA E CONTABILITÀ PUBBLICA

del Prof. Pelino Santoro, Presidente On. della Corte dei conti

1 – Premessa
È noto che gli appalti e i contratti pubblici hanno un notevole peso sulla spesa pubblica e nel mercato. Secondo i dati comunitari, i soli appalti regolati dalle direttive rappresentano il 18% del PIL; in ambito nazionale la spesa complessiva di tutti i contratti si aggira sul 20% del PIL; secondo dati dell’ANAC, nel 2014 il valore complessivo dei contratti di importo superiore a 40.000 euro in tutti i settori (ordinario e speciale) si è attestato attorno ai 101,4 miliardi di euro; il settore degli appalti pubblici costituisce un mercato rilevante di grande importanza e costituisce uno dei più importanti aggregati della spesa pubblica che complessivamente raggiunge 130 miliardi di euro.

L’insindacabilità nel merito delle scelte discrezionali nei giudizi contabili

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L’insindacabilità nel merito delle scelte discrezionali nei giudizi contabili, alla luce dei principi affermati dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), secondo l’interpretazione della Corte EDU di Strasburgo.

di Antonio Vetro, Presidente on. della Corte dei conti,

 

1) I limiti dell’insindacabilità secondo la giurisprudenza della Corte dei conti e della Cassazione.

L’art. 1, comma 1, della legge n. 20/1994 stabilisce che “la responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica è personale e limitata ai fatti ed alle omissioni commessi con dolo o con colpa grave, ferma restando l’insindacabilità nel merito delle scelte discrezionali”.

La prevenzione della corruzione negli Appalti Pubblici

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La prevenzione della corruzione negli Appalti Pubblici*

di Luigi Giampaolino, Presidente Emerito della Corte dei Conti

 

Premessa

Mi sia consentito un riferimento personale.

La motivazione dell’accettazione a tenere questa conversazione è quella di trasmettere la mia esperienza nel settore (Protezione Civile; Lavori pubblici, Ufficio legislativo; Autorità di vigilanza sui contratti pubblici; Presidente della Corte dei Conti) a funzionari che nel settore operano.

La conversazione sarà pertanto svolta in questa veste, pur ripercorrendo e possibilmente coprendo il tema ed il relativo schema che la Scuola mi ha proposto.

E sarà svolta esponendo un testo scritto, affinché, attese le qualità, ancorchèétutte trascorse, con le quali la conversazione vuole essere intrattenuta, le riflessioni, le osservazioni, le enunciazioni in essa svolte siano sorvegliate e così rese ostensive.

L’aggiudicazione nel nuovo codice dei contratti pubblici.

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L’aggiudicazione nel nuovo codice dei contratti pubblici: dalla doppia fase alla doppia faccia.

del Prof. Pelino Santoro, Presidente on. della Corte dei conti

Premessa

Il primo codice dei contratti pubblici approvato con D.Lgs n. 163/2006, sveva deluso le attese degli operatori, soprattutto perché soffriva di iper-regolamentazione normativa, che generava enormi difficoltà applicative ed interpretative che agivano in maniera opposta al principio di legalità, attenuando il senso di vincolatività delle norme e creando zone d’ombra e scappatoie elusive; il codice è stato additato come un esempio negativo in quanto è stato modificato ben 52 volte.