{"id":1209,"date":"2020-06-14T17:57:40","date_gmt":"2020-06-14T15:57:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/?p=1209"},"modified":"2020-06-14T17:59:04","modified_gmt":"2020-06-14T15:59:04","slug":"il-giudice-in-italia-applica-la-legge-viola-la-costituzione-corrado-carnevale-limperterrita-disapplicazione-dellart-105-cost-da-parte-del-c-s-m","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/il-giudice-in-italia-applica-la-legge-viola-la-costituzione-corrado-carnevale-limperterrita-disapplicazione-dellart-105-cost-da-parte-del-c-s-m\/","title":{"rendered":"\u201cIl Giudice in Italia applica la legge, viola la Costituzione\u201d  \u00a0Corrado CARNEVALE  \u00a0  L\u2019imperterrita disapplicazione dell\u2019art. 105 Cost. da parte del C.S.M."},"content":{"rendered":"<p><strong>&nbsp;<\/strong>dell\u2019avv. Jacopo Severo Bartolomei<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Costituzione, si sa, \u00e8 la Carta fondamentale della Repubblica; tutti i cittadini, dovrebbero amarla e rispettarla, ed ai ragazzi si dovrebbe insegnarla, sia pure sotto forma di educazione civica, affinch\u00e8 sin dalla prima et\u00e0 scolare abbiano familiarit\u00e0 e dimestichezza con il testo costituzionale, ne assimilino e metabolizzino i valori, lo sentano come appartenente al patrimonio della comunit\u00e0 in cui vivono.<\/p>\n<p>L\u2019articolo della Carta fondamentale dedicato al complesso delle strutture burocratiche dello Stato, il 97 Cost. sancisce i principi informatori dell\u2019organizzazione e dell\u2019attivit\u00e0 amministrativa, con la previsione di una riserva relativa di legge, in modo da assicurare il \u201cbuon andamento e l\u2019imparzialita\u201d (comma primo); indi lo stesso articolo stabilisce la modalit\u00e0 di certo preferenziale seppur non esclusiva (cfr. recentissima sentenza Consulta, con dispositivo reiettivo trapelato dal comunicato stampa 11.6.20, con <u>revirement<\/u> del precedente arresto n. 37\/15 in analoga materia di conferimento incarichi apicali, senza concorso e tramite contratto, all\u2019interno dell\u2019Agenzia delle Entrate) di accesso agli uffici pubblici, individuandola nel concorso meritocratico, per titoli e esami. Il concorso pubblico si sostanza in una prova selettiva, aperta a tutti i candidati in possesso dei richiesti requisiti, atta a salvaguardare proprio il buon andamento-efficienza ed imparzialit\u00e0 dell\u2019agire amministrativo, e quindi si pone in rapporto di congruo mezzo rispetto al fine perseguito in termini di preminente interesse pubblico; che agli uffici pubblici siano chiamati i migliori, i pi\u00f9 capaci ed idonei tra tutti i candidati,<\/p>\n<p>Tra gli uffici pubblici cui accedere solo per concorso meritocratico spiccano quelli rivestiti dai magistrati, che esercitano la funzione giurisdizionale in materia ordinaria ed amministrativa, ex artt. 102-103 Cost.. Tali giudici sono i soggetti deputati ad amministrare la giustizia \u201cin nome del popolo\u201d e pertanto risultano \u201csoggetti solo alla legge\u201d, ex art. 101 Cost. affinch\u00e8 con la garanzia dell\u2019autonomia e dell\u2019indipendenza da ogni altro potere, siano assicurate non solo l\u2019assoluta loro imparzialit\u00e0, bens\u00ec anche la retta equanimit\u00e0 nell\u2019esercizio delicato d\u2019essenziale funzione, a tutela dei diritti della cittadinanza e della credibilit\u00e0-prestigio dell\u2019intero ordine giudiziario.<\/p>\n<p>L\u2019imparzialit\u00e0 della giurisdizione e la professionalit\u00e0 dei giudici, con il primato della legge (rule of law), costituiscono connotati essenziali dello Stato di diritto contemporaneo, come evolutosi delle democrazie occidentali<\/p>\n<p>******<\/p>\n<p>Ora, dopoch\u00e8 da decenni la magistratura, specie quella inquirente, si \u00e8 arrogata un ruolo di supplenza rispetto alla poca incisivit\u00e0 delle scelte di altri poteri dello Stato e alla carenza, vera e propria latitanza in certi periodi e determinati settori, dei medesimi nello scenario pubblico &#8211; complice il circo mediatico-giudiziario mai a sufficienza valutato in sua portata dirompente ed insanamente condizionante del flusso della rappresentanza politica dagli elettori agli eletti, dai cittadini votanti ai loro rappresentanti &#8211; lo scandalo connesso disvelato dal cd. \u201caffaire Palamara &amp; Co.\u201d, che ha coinvolto direttamente i membri togati del CSM, e pure l\u2019ex Vicepresidente avv. Legnini, ha fatto tornare di attualit\u00e0 il tema non pi\u00f9 rinviabile della riforma della giustizia, riforma che investa espressamente l\u2019aspetto ordinamentale, la separazione delle carriere e l\u2019intero sistema di funzionamento del CSM, nelle sue varie articolazioni, non ultima la sezione disciplinare.<\/p>\n<p>In verit\u00e0, il fenomeno della degenerazione correntizia del CSM, venutosi vieppi\u00f9 configurando da \u201cParlamentino dei giudici\u201d ad \u201cAssemblea di gruppi\u201d della magistratura associata \u2013 quasi proiezione rappresentativa dei rapporti di consistenza e forza tra le varie correnti presenti all\u2019interno dell\u2019ANM e \u201corgano di teatro\u201d deputato alla mera ratifica di scelte assunte altrove\u2013 dequotazione attestata ora inesorabilmente dalla lettura dei verbali di intercettazioni disposte nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta condotta dalla procura della Repubbica di Perugia, per l\u2019ipotesi iniziale di corruzione a carico del dr. Palamara ed altri, \u00e8 tutt\u2019altro che nuovo. Tale fenomeno \u00e8 stato stigmatizzato da tempo da vari di studiosi (prof. Di Federico, G. Guarnieri), politici (dichiarazione 2008 del sen. M. Gasparri) e persino dell\u2019ex Presidente della Repubblica G. Napolitano.<\/p>\n<p>In particolare, il predecessore del Presidente Mattarella, aveva reiteratamente nel corso del suo doppio mandato, condannato pubblicamente e con accenti veementi quel fenomeno, pure nei suoi collegamenti con la politica, definendo le modalit\u00e0 decisorie del CSM \u201c<em>malsani bilanciamenti tra le correnti (\u2026) frutto di pratiche spartitorie rispondenti a interessi lobbistici, logiche trasversali, rapporti amicali, sino a simpatie o collegamenti politici\u201d. <\/em>Nonostante la condanna unanime, senza mezzi termini, financo dalle stesse correnti della magistratura che percepivano lo smarrimento ormai di qualsiasi orizzonte culturale di confronto e differenziazione, l\u2019invito a porvi rimedio \u00e8 caduto nel vuoto per decenni.<\/p>\n<p>Il disegno di legge delega che il Guardasigilli Bonafede si appresta nell\u2019immediato prosieguo a far approvare in Consiglio dei Ministri, dovrebbe incentrarsi, stando a indiscrezioni e notizie trapelate, su 3 profili tra loro complementari:<\/p>\n<ol>\n<li>a) il nuovo sistema elettorale per la maggioritaria (16 su 24) componente togata del CSM;<\/li>\n<li>b) la disciplina del rapporto tra magistratura e politica, sotto l\u2019aspetto delle condizioni pi\u00f9 rigorose di partecipazione dei magistrati alla competizione elettorale (con l\u2019auspicio che non si ripetano incresciose situazioni, come per il Senatore Grasso, candidatosi all\u2019inizio scorsa legislatura, dopo aver smesso nemmeno da 30 gg. i panni del Procuratore nazionale antimafia, poi eletto Presidente del Senato) ed al rientro nei ruoli dopo la fine della parentesi politica (inibizione della cd. porte girevoli);<\/li>\n<li>c) le condizioni per la nomina a membro laico del C.S.M., con esclusione di coloro che abbiano rivestito significative cariche politiche (in primis parlamentari) nel lustro antecedente all\u2019elezione da parte delle Camere riunite (ricordando che gli ultimi vicepresidenti del C.S.M. V. Rognoni, M. Vietti, N. Mancino, G. Legnini e David Ermini, sono stati <strong>tutti deputati o senatori<\/strong>).<\/li>\n<\/ol>\n<p>Questa riforma del CSM definita dei \u201csoliti buoni propositi\u201d o \u201cdei pannicelli caldi\u201d, ovvero dai pi\u00f9 critici quale propria controriforma, ennesimo tentativo elusivo della necessaria incisiva riforma, manovra atta a distogliere l\u2019attenzione da una non pi\u00f9 possibile autoriforma (mantra che pure si \u00e8 a gran voce caldeggiato, sino all\u2019anno scorso, a debutto inoltrato dell\u2019affaire Palamara &amp; co., forti della pretesa di \u201cpoche mele marce\u201d in un \u201c corpo sostanzialmente sano\u201d, perdipi\u00f9 concentrate nell\u2019unica corrente di UNICOST, capitanata dall\u2019ex presidente ANM indagato), nulla dice su altre evidenti criticit\u00e0 di primario rilievo. Tali criticit\u00e0, che assumono a snodi ineludibili, di ogni riforma degna del suo nome sono costituiti \u2013 tra gli altri &#8211; dal mantenimento all\u2019interno del CSM della sezione disciplinare (nell\u2019 attuale composizione sbilanciata di 6 membri togati e 2 laici, col quorum richiesto di almeno 4 voti per un giudizio di responsabilit\u00e0 disciplinare dell\u2019incolpato magistrato), dal funzionamento della Prima commissione in tema di trasferimento per incompatibilit\u00e0 ambientale o funzionale ad altra sede, in applicazione latamente discrezionale della legge delle guarentigie, ovvero dall\u2019ambito distacco fuori ruolo dei giudici ordinari, presso il Ministero della Giustizia, altri organi costituzionali, CSM, ect. per la cui assegnazione le intercettazioni hanno disvelato l\u2019influenza determinante del correntismo, al pari che per la nomina ai posti direttivi, dei vari uffici giudiziari requirenti (le Procure) e giudicanti.<\/p>\n<p>Si obietter\u00e0 che il meglio \u00e8 nemico del bene, e che approntando una vasta riforma organica &#8211; comportante in alcuni snodi pure il procedimento di revisione costituzionale ex art. 138 Cost., abbisognevole di periodi lunghi ed ampie convergenze all\u2019interno della maggioranza e pure con l\u2019opposizione &#8211; i tempi son destinati ad allungarsi, mentre la diffusiva virulenza della \u201cinfezione istituzionale\u201d della magistratura associata e del CSM esige un intervento rapido ed efficace; pertanto, i sostenitori della proposta di riforma puntuale propugnata dal Ministro Bonafede avv. Alfonso \u2013 proposta che, invece, per i detrattori si risolve in \u201criformetta\u201d troppo circoscritta e dall\u2019ispirazione sfumata, lungi dal poter conseguire l\u2019effetto palingenetico additato da roboanti parole di presentazione &#8211; sono convinti che egli abbia ben fatto a riesumare in fretta e furia, qualche appunto preso e lasciato nel cassetto dal Predecessore Guaradasigilli Andrea Orlando, consci come la stessa coalizione giallorossa che sostiene l\u2019esecutivo Contebis abbia accusato proprio di recente delle insidiose fibrillazioni sui problemi della giustizia, sia per divergenze su singoli temi (ad es. soppressione prescrizione) che per differenti sensibilit\u00e0 di fondo tra le varie formazioni (essenzialmente tra quella pi\u00f9 garantista di IV di Renzi e l\u2019altr\u00e0 pi\u00f9 giustizialista della stragrande parte del M5S).<\/p>\n<p>Inoltre l\u2019attuale Ministro, indubbiamente \u00e8 stato spinto a tanto, dalla non ancora conclusasi stagione di vivaci polemiche divampate sul suo operato (cd. circolare antiCovid del dr. Basentini Capo del DAP, dimessosi al pari della pressoch\u00e8 totalit\u00e0 dei magistrati distaccati presso il Ministero; il decreto legge per le \u201cricarcerazioni\u201d, gi\u00e0 sospettato di non manifesta infondatezza delle questioni di legittimit\u00e0 costittuzionale e reiteratamente rinviato (3 volte in meno di un mese) alla Corte costituzionale, di cui l\u2019ultimo ordinanza da parte di quel Tribunale di sorveglianza di Sassari, disponente la messa in detenzione domiciliare per gravi motivi di salute di detenuto in regime di isolamento ex art.41bis Zagaria), e soprattutto, dal lato eminentemente politico, dal fatto di esser scampato per il rotto della cuffia alla mozione di sfiducia individuale calendarizzata al Senato (grazie a disinvolto quanto inopinato cambio di rotta del Sen. Renzi, che aveva tuonato in pi\u00f9 occasioni contro l\u2019operato del guardasigilli, nonch\u00e8 aveva fatto riecheggiare parole di sdegno in aula palazzo Madama su straripamento di magistratura inquirente, nell\u2019equiparare la fondazione Open a \u201carticolazione di partito politico\u201d), in riferimento all\u2019intera gestione carceraria degli ultimi mesi, dalle rivolte con morti e feriti, gravi danneggiamenti, contagi di agenti penitenziari, per ultimo ma non da ultimo, pure richiami e richieste informazioni dalla CEDU, etc.<\/p>\n<p>II vicepresidente PD Orlando, che non ha lesinato di far ascoltare la sua voce sui problemi della giustizia e che al cospetto del Bonafede, propugnatore di prescrizione e legge spazzacorrotti, appare vieppi\u00f9 \u2013 ancorch\u00e8 n\u00e9 avvocato n\u00e9 laureato in giurisprudenza &#8211; campione di garantismo e moderazione, gli avr\u00e0 rimproverato di aver lasciato per troppo tempo nel cassetto, l\u2019unico gioiello partorito da sua iniziativa di convocazione degli \u201cstati generali\u201d della giustizia, ad inizio scorsa legislatura, cio\u00e8 ci riferiamo a quella riforma dell\u2019ordinamento penitenziario, ancorch\u00e8 organicamente delineata, rimasta lettera morta per ragioni di convenienza politico.elettorale e non riproposta dal Contebis.<\/p>\n<p>Orlando certo non disdegna che il suo successore, quantomeno, dopo averla integrata e riadattata, abbia presentato come nuova, un progetto riformatore, di corto respiro, gi\u00e0 perlopi\u00f9 esistente, cui ha aggiunto negli ultimi giorni l\u2019orpello delle \u201cquote rose\u201d o della \u201cpreferenza di genere\u201d per assicurare la presenza di donne.<\/p>\n<p>A ben vedere, per\u00f2, ad onta di annunci mediatici e solenni proclamazioni, il disegno di legge delega nient\u2019altro \u00e8 che la versione riveduta e corretta di un progetto presente in via Arenula, ora additato quale \u201cGrande Riforma\u201d, capace di assolvere a funzione di catartica rigenerazione del CSM.<\/p>\n<p>Oblitera il Ministro che tale progetto, per quanto levigato ed edulcorato , non \u00e8 minimamemte destinato a intaccare e tantomeno ad estirpare il pernicioso fenonemo della degenerazione correntizia nei processi decisionali dell \u2019organo di autogoverno, soprattutto allorquando procede a scegliere i titolari di incarichi direttivi.<\/p>\n<p>Come ha ricordato il prof. G. Di Federico, gi\u00e0 membro laico CSM (cfr. articolo \u201d<em>Cos\u00ec il CSM ha cancellato il merito dalla magistratura<\/em>\u201d, Il Riformista dell\u2019 11.6.20, pg. 6\/7), il CSM ha reiteratamente e &#8211; iniziando dal decennio 1968.1977 a ridosso delle nefaste legge breganze e breganzone (1966-1973) &#8211; in maniera sistematica disapplicato parte significativa della disposizione dell\u2019art. 105 Cost., secondo cui \u201c <em>spettano secondo le norme dell\u2019ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, <strong><u>le promozioni<\/u><\/strong> e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati\u201d<\/em><\/p>\n<p>Ebbene l\u2019insigne studioso, con ultraquarentennale esperienza di ricerca comparata sui sistemi giudiziari, ritiene che la principale ragione per cui le correnti siano un fattore rilevante e di decisiva importanza, in ogni modalit\u00e0 decisoria del CSM, risiede proprio nel fatto che dalla seconda met\u00e0 degli anni 60, l\u2019organo di autogoverno ha di fatto svuotato di significato tale attribuzione, quasi a non volerla applicare, smettendo di procedere a promozioni meritocratiche ed invece cedendo allo \u201c<u>automatismo gerontocratico<\/u>\u201d per l\u2019avanzamento di carriera dei magistrati.<\/p>\n<p>Dalla seconda met\u00e0 degli anni 60, il CSM ha smantellato le preesistenti e competitive valutazioni di professionalit\u00e0, dando a tutti i magistrati valutazioni positive in base a mera anzianit\u00e0, con conseguente automatico passaggio da una classe stipendiale all\u2019altra pi\u00f9 elevata e contestuale miglioramento quindi del trattamento giuridico.economico in godimento, senza alcun <em>screnning <\/em>di professsionalit\u00e0 . Promozioni automatiche ed indiscriminate per tutti o quasi: le cifre sono impietose, giacch\u00e8 le valutazioni negative \u2013 di regola solo momentanee, comportanti il mero rallentamento dell\u2019avanzamento per periodo pi\u00f9 o meno lungo, recte breve, ma non l\u2019arresto permanente in classe di stipendio di provenienza \u2013 si sono attestate tra lo 0,5 e lo 0,9 (in prativa i \u201crallentati\u201d su 8000 appartenenti all\u2019intera magistratura, oscillano tra 40 e 70 giudici, gli unici assoggettati a lieve ritardo in progressione di carriera e stipendio).<\/p>\n<p>Solo in Italia capita che tutti i magistrati siano \u201c<em>altamente qualificati e di<\/em> <em>spiccata diligenza<\/em>\u201d, senza esser sottoposti ad alcuna valutazione di professionalit\u00e0; l\u2019assurdo che tale valutazione viene presa, non si sa bene in base a quali riferimenti, anche per magistrati fuori ruolo o in aspettativa parlamentare per pi\u00f9 mandati (emblematici i casi narrati da M. Mellini e Livaidoti \u201cMagistrati l\u2019ultracasta\u201d, della dr. Elena Paciotti, Pres.te ANM e poi Europarlamentare, e anche di recente della vicenda Senatrice A. Finocchiaro di Catania, che ha riportato, per tutto il lungo periodo di svolgimento mandato parlamentare, sempre valutazioni entusiastiche, per poi collocarsi a riposo, dopo il denegato distacco in via Arenula, non volendo tornare a indossare la toga corrente).<\/p>\n<p>I Magistrati in servizio in Francia e in Germania, che hanno un trattamento stipendiale di ingresso inferiore a quello italiano, sono periodicamente sottoposti \u2013 a garanzia di qualit\u00e0 ed efficienza loro prestazioni \u2013 a scrupolose valutazioni selettive di professionalit\u00e0, durante l\u2019intero arco di loro permanenza in servizio, e grazie all\u2019operativit\u00e0 di tale filtro meritocratico, solo un numero assai limitato e vagliato raggiunge i vertici della carriera .<\/p>\n<p>In presenza di graduatorie di merito, generate da siffatte valutazioni, l\u2019ambito di apprezzamento discrezionale demandato al CSM, che spesso sfocia nell\u2019arbitrio essendo condizionato dall\u2019appartenenza correntizia, dagli appoggi reperiti e da patti trasversali, se non da bieca logica dello scambio di favori (<em>do ut des<\/em>), risulterebbe drasticamente limitato ed il potere decisionale del CSM vincolato al rispetto dei rigorosi criteri di legge e dei principi costituzionali, in assegnazione degli incarichi direttivi e fuori ruolo, onde prescegliere i migliori e i pi\u00f9 idonei alla singola carica.<\/p>\n<p>Invece in Italia, in assenza dell\u2019operativit\u00e0 di tali imprescindibili meccanismi selettivi, la meritocrazia \u00e8 offuscata, la progressione in carriera livellata, la qualit\u00e0 dei magistrati titolari di posti apicali proletarizzata, secondo la dinamica inesorabile della curva di Gauss ( \u201c a capello di carabiniere\u201d, con allargamento base e smussamento al ribasso della punta ), con la conseguenza nefasta di risulta che l\u2019effettiva riuscita delle candidature previste per posti direttivi dipenda non gi\u00e0 dalle condizioni di partenza (CV, esperienze avute, risultati conseguiti, attitudini dirigenziali, etc,) bens\u00ec dall\u2019appoggio rinvenibile in seno alle correnti del CSM e all\u2019intermediazione del Palamara di turno.<\/p>\n<p>Da fine anni 60, il termine stesso di PROMOZIONE \u00e8 divenuto lessicalmente desueto, tanto da scomparire dalle decisioni e dai verbali del CSM, cosicch\u00e8 in forza di tali decisioni consiliari <em>\u201cfrutto della necessaria mediazione<\/em>\u201d (ipse dixit dr. Palamara al conduttore televisivo dr. Gilettti in ultima trasmissione su LA7, \u201c<em>Non \u00e8 l\u2019Arena<\/em>\u201d di domenica 7.6.20), persone mediocri si ritrovino ad essere assegnatarie di migliori posti o addirittura di prestigio, con provvedimenti \u201ctirati\u201d ispirati al favore correntizio, recanti motivazioni insufficienti o contraddittorie.<\/p>\n<p>Qui si apre uno scenario che, se non fosse unico da autentica commedia italiana, risulterebbe grottesco ed inquietante;<\/p>\n<p>A.Essendo tali provvedimenti, non supportati da valutazione di merito certa, dal <u>decisum<\/u> opinabile, possono esser impugnati dai candidati che si sentano ingiustamente pretermessi dal posto assegnato, innanzi al Giudice amministrativo (ricorso al TAR; appello in Consiglio di Stato), con le prevedibili conseguenze di generazione di incertezza e sfiducia;<\/p>\n<p>Sempre il prof. Federico compara la situazione dell\u2019ultimo concorso per posti direttivi in cassazione del 1977, ove non ci furono ricorsi, con il proliferare di un crescente contenzioso \u2013 circa 780 ricorsi, durante il quadriennio della sua consiliatura al CSM &#8211; rimarcando adeguatamente che da allora detti ricorsi investivano nomine a posti di assoluta preminenza presso la Suprema Corte (Primo Presidente Cassazione; Pres.ti titolari di n.2 sezioni; Proc.re generale aggiunto, etc,), posti cio\u00e8 ricoperti da due dei tre membri di diritto CSM, con un disdicevole andazzo senza pari in Europa.<\/p>\n<ol>\n<li>Come se questo scenario inquietante non bastasse, capita sovente che gli interessati dopo aver ottenuto dagli organi della giustizia amministrativa il giudicato di annullamento della nomina erronea, debbano attivare il giudizio di ottemperanza innanzi al competente Collegio, in quanto pur di fronte a pronuncia irrevocabile il CSM si ostini, spesso e volentieri, a non dargli \u201cspontanea\u201d esecuzione come son tenute tutti gli altri uffici delle pubbliche amministrazioni, adducendo argomenti infondati e speciosi.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Per non dire poi, quando il CSM per sottrarsi all\u2019esecuzione del giudicato, con chiari intenti ostruzionistici o dilatori, si concede il lusso di sollevare \u2013 nonostante sia inequivocabile il riparto delle rispettive competenze costituzionalmente delimitate \u2013 conflitto di attribuzioni tra poteri dello stato, innanzi alla Corte costituzionale! Sono i membri del CSM, cio\u00e8 giudici rappresentanti di altri giudici che devono assicurare al cittadino il servizio della giustizia, non intasarlo con beghe pretesuose o giochi di potere.<\/p>\n<p>E pensare che ogni giudice, come potere diffuso, \u00e8 legittimato a sollevare conflitto di attribuzione, ma c\u2019era una disposizione &#8211; a quanto consta ora abrogata -che quando lo faceva senza una parvenza minima di plausibilit\u00e0 doveva essere suscettibile di procedimento disciplinare da parte del CSM !<\/p>\n<p>Pertanto il CSM ha perso ogni credibilit\u00e0, anche nella sua sezione disciplinare di fronte alla perniciosa pervasivit\u00e0 delle disfunzioni e delle degenerazioni denunciate.<\/p>\n<p>IL CSM verminaio, cloaca, o pi\u00f9 semplicemente luogo di costante intermediazione politica non \u00e8 in grado di assolvere alla sua funzione istituzionale, nella sua attuale composizione deve esser sciolto e poi ricostituito con diverso sistema elettorale, prevedibile con decreto-legge ricorrendo in circostanza tutti i requisiti della straordinaria necessit\u00e0 ed urgenza ex art. 77 Cost.. All\u2019uopo Bonafede asserisce che la sua riforma prevede \u201c<em>un meccanismo per garantire in un\u2019ottica di eliminazione del <\/em>carrierismo<em>, che <strong>solo il merito<\/strong> (sic!) sia al centro dei criteri con cui si procede nelle nomine e nell\u2019avanzamento delle carriera\u201d<\/em><\/p>\n<p>Ma rispondendo 11.6.20 al \u201cQuestion time\u201d al Senato, ha riconosciuto che l\u2019esigenza della riforma deriva dal fatto che \u201c<em>la credibilit\u00e0 e il prestigio della magistratura sono state duramente colpiti dagli eventi in quel contesto<\/em>. <strong><em>Siamo al punto di non ritorno, un intervento netto e profondo<\/em><\/strong><em>, a tutela dei cittadini e della stragrande maggioranza della magistratura che guarda con sdegno a queste degenerazioni, <strong>non \u00e8 pi\u00f9 rinviabile\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Quis custodiet custodies<em>?<\/em><\/p>\n<p>Ministro Bonafede il suo approccio al problema \u00e8 riduttivo ed ingenuo, soprattutto nell\u2019invocare enfaticamente il merito senza porsi il problema di attuare le promozioni per merito imposte dalla Costituzione,<\/p>\n<p>Allarghi i suoi troppo ristretti orizzonti culturali e riconosca che la formazione manichea che l\u2019ha portata sin ora a dividere i cittadini in buoni e cattivi, colpevoli e innocenti, apprezzabili e deontologicamente disdicevoli, senza chiaroscuri e sfumature di grigio, non rappresenta di certo il bagaglio giusto per affrontare compito cos\u00ec impegnativo<em>.<\/em><\/p>\n<p>Si riparta dalla constatazione della disapplicazione degli artt. 105 &#8211; 97 Cost. da parte del CSM, onde assicurare il merito nelle promozioni; si constati che la politica di promozione generalizzata di tutti i magistrati senza selezioni valutative, portata avanti per troppi decenni dalle correnti del CSM, alimenta il perpetuarsi di intese tra loro a scopo clientelare.associativo; Si ammeta che alcuni membri e a volte lo stesso exVicepresidente (G. Legnini) in varie circostanze hanno tenuto condotte illecite, non solo sul piano deontologico, ma di strumentalizzazione eversiva della funzione.<\/p>\n<p>Infine ci si convinca che gli attuali componenti CSM, se son obbligati a promuovere indiscriminatamente tutti i colleghi, lo fanno per non dover bocciare se stessi. L\u2019unico segno di tangibile rinnovamento, percepibile da quell\u2019opinione pubblica ai cui occhi i magistrati devono non solo essere ma anche apparire imparziali, restano le dimissioni, spontanee o indotte dal Capo dello Stato. Il Ministro della Giustizia che ha sempre dato spazio ed alimentato la cultura del sospetto, nel presente frangente non pu\u00f2 non concordare con illustre Cons. P. Davigo che \u201c<em>non bisogna<\/em> <em>aspettare le sentenze<\/em>\u201d men che mai il giudicato, ma bisogna agire subito.<\/p>\n<p>Infine, rammentando le asserzioni dapprima di Corrado Carnevale ( \u201cil giudice italiano applica la legge e viola la Costituzione\u201d) e poi di Francesco Cossiga: \u201cle funzioni politiche devono restare del tutto estranee al ruolo del CSM\u201d &#8211; ora in <em>Dialogo sulla Giustizia<\/em>, Macerata 2003 &#8211; si potr\u00e0 costatare che \u201c <strong>il CSM<\/strong> <strong>disapplica costituzione e legge<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Motivo per cui <u>il CSM v\u00e0 prima sciolto o \u201cdimissionato\u201d e poi riformato<\/u>, in conformit\u00e0 a risultanze di nostra ricostruzione sistematica dei poteri presidenziali sul CSM in crisi, occasionata da commento critico a nota quirinalizia 28.5.20 (L\u2019Opinione delle Libert\u00e0, edizioni 3 e 4 giugno 20); prospettazione singolarmente avallata dall\u2019expresidente Camera L. Violante (ribattezzato \u201c<em>piccolo Vysinskij<\/em>\u201d dal Picconatore, con icastica locuzione spesso ripresa da Mauro Mellini, exmembro laico CSM e storico \u201cgarantista impenitente\u201d d\u2019estrazione radicale) che in recentissima stimolante intervista, ha lanciato la proposta di scelta del Vicepresidente direttamente da parte del Capo dello Stato, per evitare che \u201c<em>ogni consiliatura nasca con uno scambio che legittima tutti quelli successivi, tra le correnti e tra queste e la componente laica\u201d, <\/em>confermando la natura prevalente di delegato del Capo dello Stato del Vicepresidente CSM<em>, <\/em>con tutte le implicazioni conseguenti. Sempre Violante ha ricordato che \u201c<em>non \u00e8 una legge elettorale che pu\u00f2 risolvere<\/em>\u201c i problemi di disfunzionamento e politicizzazione dell\u2019organo di autogoverno della magistratura, infatti \u201c<em>il <strong>CSM<\/strong> l\u2019ha cambiata cinque o sei volte<\/em> (si noti lo pseudo <em>lapsus<\/em>, non il legislatore su consiglio del CSM, ma il CSM quale legislatore in proprio sul sistema elettorale, argomento trattato da <u>interna corporis<\/u> \u2026.). <em>Si \u00e8 cercato di estendere la platea degli eleggibili, poi quella degli elettori, poi di rivedere le regole, da proporzionale a maggioritario e viceversa; ma gli elettori sono diecimila, un paesino, e mettersi d\u2019accordo \u00e8 sempre possibile. Bisognerebbe guardare ad altro\u201d<\/em> (Panorama n.24 del 10.6.20, pgg.23-26, intervista di Emanuela Fiorentino)<\/p>\n<p>Per finire \u00e8 bene tornare a segnalare all\u2019attenzione vigile sia del Ministro della Giustizia che del Capo di Stato-Presidente CSM &#8211; cui non \u00e8 mancata pi\u00f9 di una occasione di riscontro dell\u2019attuale vertiginoso calo di fiducia dei cittadini nella giustizia &#8211; tutte le implicazioni delle vicende capitate al CSM dal 2017 in poi, ed esortarli (come dice il Prof. Giorgio Spangher, su <em>Il Riformista<\/em>) a meravigliarsi non tanto dei gravi fatti in s\u00e8, quanto della circostanza che<em>\u201d pur essendo tutto quanto emerso perfettamente conosciuto, la fiducia si possa esser mantenuta cosi elevata\u201d. <\/em>Prodigio della proverbiale italica capacit\u00e0 di adattamento e al contempo del male endemico della carenza di reale capacit\u00e0 di indignazione civile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;dell\u2019avv. 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