{"id":1215,"date":"2020-06-29T06:46:45","date_gmt":"2020-06-29T04:46:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/?p=1215"},"modified":"2020-06-29T06:46:45","modified_gmt":"2020-06-29T04:46:45","slug":"il-governo-vorrebbe-limitare-le-sue-attribuzioni-e-la-corte-dei-conti-si-appella-a-mattarella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/il-governo-vorrebbe-limitare-le-sue-attribuzioni-e-la-corte-dei-conti-si-appella-a-mattarella\/","title":{"rendered":"Il Governo vorrebbe limitare le sue attribuzioni e la Corte dei conti si appella a Mattarella"},"content":{"rendered":"<p>di Salvatore Sfrecola<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Governo, si sente dire da tempo, preoccupato per \u201cla paura della firma\u201d che sarebbe diffusa tra i pubblici funzionari, vorrebbe escludere, in caso di danno erariale, la punibilit\u00e0 dei fatti dovuti a \u201ccolpa grave\u201d. In pratica la Corte dei conti potrebbe giudicare solamente i casi di dolo, cio\u00e8 i danni conseguenza di un illecito penale. \u00c8 vero che la giurisprudenza del giudice contabile conosce il cosiddetto \u201cdolo contrattuale\u201d, in pratica la condotta in violazione di un obbligo di legge, ma la strada \u00e8 irta di ostacoli, perch\u00e9 occorre sempre un danno all\u2019erario evidente e quantificabile. Quel dolo sembra troppo una sanzione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la Corte affila le sue armi e il suo Presidente, <strong>Angelo Buscema<\/strong>, porta in Consiglio di Presidenza, l\u2019organo di autogoverno della magistratura contabile, il testo di una lettera al Presidente della Repubblica, <strong>Sergio Mattarella<\/strong>, al quale spiega le ragioni per le quali sarebbe gravissimo escludere la responsabilit\u00e0 di coloro i quali hanno causato un danno con quella negligenza che i giuristi romani definivano \u201cnimia\u201d (eccessiva, smodata) specificando che <em>culpa lata<\/em> (cio\u00e8 la colpa grave) <em>id est non Intelligere quod omnes intelligunt <\/em>(Ulpiano). Anche chi non conosce la lingua di <strong>Cicerone<\/strong> comprendere che parliamo di una gravissima negligenza, di una trascuratezza non scusabile. Ed \u00e8 quella che avendo prodotto un rilevante pregiudizio alla finanza e\/o al patrimonio pubblico fa scattare l\u2019obbligo del risarcimento. Per intenderci, una spesa non dovuta o eccessiva, l\u2019acquisto di un bene non necessario, una minore entrata (per chi fosse complice di evasori fiscali), un danno al patrimonio, in particolare a quello storico artistico, come nel caso di chi favorisse con sue omissioni il furto o il deterioramento di un bene o mancasse di intervenire per evitare il crollo di un immobile o di una cinta muraria carica di memorie storiche la cui manutenzione sia stata colposamente trascurata nel tempo.<\/p>\n<p>Insomma, eliminando l\u2019ipotesi di responsabilit\u00e0 per colpa grave lo Stato e gli enti pubblici dovrebbero tenersi i danni compiuti da amministratori e dipendenti disonesti o incapaci, autori di fatti o di omissioni caratterizzati da quella grave trascuratezza che da sempre \u00e8 stata punita. Sarebbe, infatti, impossibile perseguire gli sprechi che l\u2019opinione pubblica denuncia quotidianamente e che indigna i cittadini onesti.<\/p>\n<p>Nella sua lettera a<strong> Mattarella<\/strong>, che in pi\u00f9 occasioni ha dimostrato speciale attenzione per la magistratura contabile, <strong>Angelo Buscema<\/strong>, ha spiegato le ragioni del disagio dei magistrati contabili. E facendo riferimento alle notizie che, informalmente, indicano in un prossimo decreto legge (che <strong>Mattarella<\/strong> dovrebbe emanare su deliberazione del Consiglio dei ministri) l\u2019abolizione della colpa grave quale elemento costitutivo della responsabilit\u00e0 amministrativa, ha voluto ribadire, riferendo ai Colleghi il senso della sua lettera, \u201cche un\u2019attivit\u00e0 amministrativa gravemente negligente o imprudente implica sempre un dispendio di risorse pubbliche con conseguente violazione dei principi basilari di buon andamento della Pubblica Amministrazione, di sana gestione finanziaria e di equilibrio di bilancio\u201d. Ed ha aggiunto, con riferimento ad una opinione diffusa in sede politica e amministrativa, che \u201cl\u2019incertezza in cui operano i funzionari pubblici non pu\u00f2 essere imputata alla Corte dei conti, ma discende, piuttosto, da una certa farraginosit\u00e0 e contraddittoriet\u00e0 di testi normativi, circostanza di cui, comunque, la magistratura contabile tiene conto ai fini dell\u2019esclusione della colpa grave o, eventualmente, ai fini dell\u2019esercizio del potere riduttivo\u201d. Cio\u00e8 con limitazione dell\u2019ammontare del risarcimento a carico del responsabile del danno che la Corte pu\u00f2 decidere di applicare, tenendo conto delle condizioni nelle quali ha operato, che non escludono la responsabilit\u00e0 ma la riducono.<\/p>\n<p><strong>Buscema <\/strong>riferisce di aver segnalato al Capo dello Stato che \u201cl\u2019abolizione della colpa grave e la configurabilit\u00e0 della responsabilit\u00e0 amministrativa soltanto nelle ipotesi di dolo potrebbe indurre funzionari pubblici a tenere una condotta negligente o imprudente, confidando sul fatto che la colpa grave impedirebbe la possibilit\u00e0 di ravvisare la responsabilit\u00e0. Si creerebbe cos\u00ec un\u2019area di immunit\u00e0 in contrasto con i principi costituzionali\u201d.<\/p>\n<p>Il tema ricorre frequentemente su questo giornale, che costantemente segue le vicende della Pubblica Amministrazione segnalando tanto le buone pratiche (poche) quanto le gravi inefficienze (purtroppo tante) che pesano sui cittadini e sulle imprese. Anche di recente abbiamo segnalato il basso livello professionale diffuso in molte amministrazioni in ragione di una dissennata politica del personale che ha \u201cpromosso\u201d, senza concorsi e prove selettive con sistemi di automatico passaggio a livelli superiori, una grande quantit\u00e0 di pubblici dipendenti. Inquadrati per grazia ricevuta questi non sono in condizione di gestire pratiche di una certa importanza e manifestano timore per il reato di abuso d\u2019ufficio e per la responsabilit\u00e0 erariale e vanno a lamentarsi dai politici sostenendo che non firmano per paura del giudice penale e della Corte dei conti. Chi li ascolta, una classe politica di una modestia mai vista prima, crede nelle lamentazioni dei loro collaboratori e si convince che l\u2019inefficienza non sta nelle leggi spesso incomprensibili e nella scarsa preparazione professionale di molti pubblici dipendenti ma nello spauracchio dei giudici. E cos\u00ec il Governo si appresterebbe a realizzare una nuova area di impunit\u00e0 che non esiste in nessun ordinamento amministrativo nei paesi pi\u00f9 sviluppati, di fatto favorendo l\u2019inefficienza che, a parole, molti vorrebbero combattere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Sfrecola &nbsp; Il Governo, si sente dire da tempo, preoccupato per \u201cla paura della firma\u201d che sarebbe diffusa tra i pubblici funzionari, vorrebbe escludere, in caso di danno erariale, la punibilit\u00e0 dei fatti dovuti a \u201ccolpa grave\u201d. 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