{"id":1697,"date":"2021-11-07T16:47:48","date_gmt":"2021-11-07T15:47:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/?p=1697"},"modified":"2021-11-07T16:58:55","modified_gmt":"2021-11-07T15:58:55","slug":"linquietante-silenzio-dei-custodi-della-costituzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/linquietante-silenzio-dei-custodi-della-costituzione\/","title":{"rendered":"L\u2019inquietante silenzio dei custodi della Costituzione."},"content":{"rendered":"\n<p>del Prof. Avv. Jacopo Severo Bartolomei<\/p>\n\n\n\n<p>Collaboratore Univ.t\u00e0 Roma III \u2013 Cattedra Dir. Cost.le Prof. Alfonso Celotto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Nel volgere di appena un paio di mesi, lo scenario-teatrino della politica istituzionale del Bel paese ha assistito al dipanarsi di singolari fenomeni, nel silenzio degli attori costituzionali e dei principali soloni, <em>maitre-a-penser<\/em> dell\u2019ortodossia costituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sia consentito rammentare preliminarmente come nel diritto costituzionale comparato siano oggetto di studio i regimi politici improntati alle forme di governo classiche (modello Westminster in Gran Bretagna, il semipresidenzialismo della V Repubblica francese, il regime presidenziale USA, etc.) e, solo in via ulteriore e residuale, le applicazioni degenerative di detti archetipi in altri contesti socio-economici (ad es. il presidenzialismo latinoamericano).<\/p>\n\n\n\n<p>Orbene sin dall\u2019apertura delle danze per l\u2019ascesa al Quirinale, abbiamo assistito \u2013 oltre a scontato riproporsi fuori tempo massimo di protagonisti dagli anni \u201990 dell\u2019agone politico (Romano Prodi per il centrosinistra, Silvio Berlusconi per il centrodestra e, persino, l\u2019ondivago Pierferdinando Casini, redivivo candidato in quota centro destra sponsorizzato dal renzismo crepuscolare postrottamazione, etc.) \u2013 a singolari ipotesi di candidature tecniche (Marta Cartabia, il Guardasigilli nelle grazie di Mattarella; Giuliano Amato, eterno <em>doctor subtilis<\/em>; Sabino Cassese . a met\u00e0 tra scialbo <em>Grand commis de l\u2019Etat<\/em> e tardivo sferzatore del malcostume pure nell\u2019amministrazione giustizia, etc.).<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, dapprima smentita e poi definitivamente tramontata la soluzione Napolitano bis, per Sergio Mattarella, cio\u00e8 la permanenza a termine nel secondo mandato nel Colle pi\u00f9 alto &#8211; sino a quando Draghi abbia finito il lavoro con i fondi europei, da impiegarsi nel PNRR \u201cPiano nazionale di Ripresa e resilienza\u201d, si sono aperti vari scenari sul prossimo inquilino del Quirinale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto stesso che siffatta problematica trovi vasta eco non solo nei media, ma anche nel dibattito della classe politica \u00e8 indicativo di un certo cambiamento di costume politico-istituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordiamo, infatti, che la preventiva presentazione e vaglio della candidatura \u00e8 stata criterio selettore scartato, dai padri costituenti in poi, in quanto il dibattito sul profilo personale e sui requisiti si riteneva potesse intaccare il prestigio e l\u2019autorevolezza dell\u2019aspirante candidato a suprema magistratura repubblicana, per cui la cortina di riservatezza tra tutti i possibili \u201cscalatori\u201d durante la prima Repubblica era volta ad evitare che si \u201c<strong>bruciassero\u201d<\/strong> candidature papabili a carica presidenziale, prima dell\u2019approdo all\u2019esame del Parlamento in seduta comune e a composizione allargata, con i delegati regionali, in breve lo specifico collegio elettorale a tanto deputato.<\/p>\n\n\n\n<p>Orbene archiviata tale prassi di proverbiale riservatezza \u201cda conclave\u201d, la situazione odierna appare diversa ed assai sfrangiata, ed a parte la candidatura di bandiera avanzata dal centrodestra, a mo\u2019 di cartina di tornasole di propria compattezza, del Cavaliere Berlusconi, l\u2019ipotesi pi\u00f9 gettonata presa in considerazione \u00e8 quella del trasloco del Presidente del Consiglio Eurocrate, Mario Draghi, nelle stanze del Capo dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p>A favore di tale operazione milita non solo la figura di garanzia del Premier (corroborato ora da doppia felice esposizione in veste di Maestro cerimoniere e comunque assoluto protagonista, dapprima nel G20 di Roma e poi nel Cop26 di Glasgow, qui con l\u2019assist guascone al Boris Johnson, icona pi\u00f9 che della Brexit della riaffermazione del neocommenwealth) ma la sua indubbia autorevolezza di tecnico di comprovata esperienza, \u201cqualificato\u201d in ambito domestico e di assoluto riconosciuto prodigio internazionale; Mario Draghi \u00e8 uomo conosciuto e ascoltata in ogni ambiente europeo, per cui a livello continentale costituisce la migliore garanzia dell\u2019affidabilit\u00e0 del Sistema Paese, siccome stabilmente inserito in contesto euroatlantico (seppur agli osservatori di geopolitica non sia sfuggito, dopo il ribadito diniego di permanenza in Afghanistan da parte di Biden, il non celato conato di coinvolgimento, nell\u2019ordine, di Turchia, Russia e Cina, in persona dei rispettivi \u201ccattivi e illiberali\u201d Autocrati).<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, in tale contesto l\u2019esplicito <em>endorsement<\/em> per Draghi Presidente della Repubblica effettuato dal Ministro Giorgetti, numero due della <em>Lega<\/em> di Salvini, non solo ha svolto la funzione di detonatore nel dibattito sul Quirinale, ma ha posto seri problemi seri sia sull\u2019assetto futuro del governo multilaterale che sulla reale consistenza delle opzioni sovraniste del partito di provenienza (definitivamente attenuata la caratura di partito di lotta antiestalishment, di matrice populista) che si sono pretese definitivamente archiviate da componente di centrodestra all\u2019esecutivo, e sia, soprattutto, sugli assetti istituzionali e le prospettive di riforma costituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Ministro dello Sviluppo Economico, dopo aver inserito nell\u2019intervista rilasciata in occasione dell\u2019ultimo libro panettone dello storico da terza camera <em>RAI<\/em> (Porta a Porta) Bruno Vespa, una critica feroce al capitano per non aver ancora completato il processo di revisione all\u2019antieuropeismo e alle cattive frequentazioni con Marine Le Pen \u2013 cos\u00ec lasciandosi scavalcare dal nuovo leader maximo Giorgia Meloni, auspice il conservatorismo di Raffaele Fitto che ha sdoganato Fratelli d\u2019Italia nell\u2019emiciclo parlamentare di Strasburgo \u2013 si \u00e8 espresso direttamente, senza mezzi termini, proponendo <em>tout-court<\/em> un piano istituzionale eversivo \u2013 cosicch\u00e9 vivo Marco Giacinto Pannella da Teramo, avrebbe a ragione parlato di P1, P2, P3, PScalfari<strong>, P5 Giorgetti<\/strong> \u2026..per finire con la P38 dei brigatisti .<\/p>\n\n\n\n<p>Questo piano si sostanzia nell\u2019unificazione nella persona di Super Mario Draghi dei poteri di Presidente della Repubblica e di Premier in via <em>de facto<\/em>, quasi di costituzione materiale di conio mortatiano, rivisitata al ribasso scevra di rappresentanza, al debutto del quinto lustro del primo secolo del terzo millennio cristiano. Il momento elettivo appare irretrattabilmente dequotato a mero adempimento procedurale ed il corpo elettorale in funzione eligente non pi\u00f9 in grado di investire il sovrano o i rappresentanti incaricati della designazione del sovrano a siffatti gravi degenerazioni il Giorgetti sembra voler dire che il popolo dalla II (momento suo approdo parlamentare) alla III repubblica (contrassegnata dal trasformismo qualunquistico del M5S) si sia rassegnato e aspetti solo il gruzzolo di denari per sopravvivere e prosperare. L\u2019unit\u00e0 nazionale di cui il Capo dello Stato \u00e8 supremo e principale Interprete primach\u00e9 garante, diventa asservimento ai criteri di parit\u00e0 di bilancio e riforma pensionistica retaggio dell\u2019et\u00e0 montiana, giusto in concomitanza con la improcrastinabile rivisitazione della costruzione europea (dissidio tra Varsavia e Bruxelles su aspetti essenziale e prima ancora dissonanze tra Orban e Europa su politica migratoria, nonostante formale appartenenza leader magiaro al PPE) nel frattempo pervenuta dai sette paesi fondatori agli attuali 27, con il non indifferente contributo di enlargement della presidenza commissione italiana all\u2019epoca di Prodi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale semipresidenzialismo de facto si pretende percorribile senza una rottura dell\u2019ordinamento che l\u2019uso della forza comporterebbe, e senza nemmeno un progetto di modifica costituzionale, secondo lo schema dettato dall\u2019art. 138 Cost.. Il passaggio fattuale auspicato comporterebbe la confluenza in una sola persona &#8211; il pi\u00f9 bravo ed illustre tra i connazionali, il pi\u00f9 amato dagli italiani, al pari di un elettrodomestico di eccellenza &#8211; in Mario Draghi, ex autorevole Presidente BCE, di una sommatoria di poteri senza precedenti, cosicch\u00e9 non potrebbe parlarsi di evoluzione della forma di governo parlamentare, ma &nbsp;di &nbsp;stravolgimento involutivo, senza alcuna preclusione alla funzionalit\u00e0 del modello semipresidenziale puro o adattato al nostro ordinamento nell\u2019immediato futuro. Peraltro, Giorgetti ha dimostrato di ignorare sinanco che il semipresidenzialismo alla francese conserva pur sempre la dualit\u00e0 dei poteri, cio\u00e8 la diarchia tra Presidente della Repubblica direttamente eletto dai cittadini e primo ministro, da questi nominato ma pur sempre abbisognevole di fiducia parlamentare, e quindi ha finito con l\u2019abbozzare, grossolanamente, un regime di cesarismo napoleonico o, per usare schemi meno storicamente desueti, di presidenzialismo latinoamericano.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ultimo uomo di stato da prima Repubblica, di matrice socialista, ha scritto perentoriamente: \u201c<em>Questa proposta non \u00e8 nel calendario di Frate Indovino, ma viene avanzata da un Ministro della Repubblica nel pieno esercizio delle sue funzioni, che ha giurato fedelt\u00e0 alla Costituzione, e riguarda il futuro di un Presidente il quale a sua volta ha giurato sulla stessa Costituzione. Dopo questo disdicevole annuncio il Ministro balbetta ed il Presidente del Consiglio tace; eppure il Presidente della Repubblica, deputato a garantire il rispetto della Costituzione si guarda bene dal chiedere un chiarimento a ciascuno dei due! <\/em>(Rino Formica, Il silenzio davanti al piano eversivo di Giorgetti, in Domani, &nbsp;05.11.21 pag. 8).<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 davvero da rimanere sconcertati, pur volendo concedere che il ruolo del Capo dello Stato abbia subito una <em>veritable<\/em> metamorfosi dalla Presidenza di Scalfaro in poi e quindi, gi\u00e0 col singolare incarico sotto ricatto di nomina senatoriale al Rettore Monti da parte di Giorgio Napolitano, una sorta \u201cpresidenzialismo materiale\u201d si \u00e8 innestato bastardamente nell\u2019alveo della Costituzione formale, frutto di quella Repubblica dei partiti che il nuovo e pi\u00f9 autorevole esecutivo tecnico \u00e8 destinato a spazzare dall\u2019aia della dialettica democratica, pur confusa e contraddittoria, al pari del ventilabro biblico. Va da s\u00e9 che tale proposta non abbia allo stato, tranne l\u2019intervento puntuale sobrio di Massimo Villone (Il Manifesto 6.11.21), richiamato la dovuta attenzione dei protagonisti delle istituzioni e dei custodi della Costituzione (vari Cassese, Zagrebelsky, Pasquino etc.).<\/p>\n\n\n\n<p>A fronte di ci\u00f2, l\u2019intellettuale disorganico, pescarese secondo per originalit\u00e0 solo a Gabriele D\u2019Annunzio nell\u2019intero 900, Ennio Flaiano, con sferzante brocardo &nbsp;soleva dire che: <em>la situazione nel nostro paese \u00e8 sempre estremamente grave, ma mai dannatamente seria<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>del Prof. Avv. Jacopo Severo Bartolomei Collaboratore Univ.t\u00e0 Roma III \u2013 Cattedra Dir. Cost.le Prof. Alfonso Celotto. 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