{"id":1770,"date":"2023-09-05T18:57:07","date_gmt":"2023-09-05T16:57:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/?p=1770"},"modified":"2023-09-05T18:58:58","modified_gmt":"2023-09-05T16:58:58","slug":"i-capi-di-gabinetto-tra-regole-e-prassi-contributi-per-un-dibattito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/i-capi-di-gabinetto-tra-regole-e-prassi-contributi-per-un-dibattito\/","title":{"rendered":"I Capi di Gabinetto tra regole e prassi \u2013 Contributi per un dibattito"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Nelle scorse settimane ha preso avvio su <a href=\"http:\/\/www.unsognoitaliano.eu\">www.unsognoitaliano.eu<\/a> un dibattito sul ruolo dei Capi di Gabinetto, responsabili degli Uffici di Diretta Collaborazione dei Ministri. Si tratta di personaggi chiave il cui compito possiamo riassumere in quello di trasmettere la volont\u00e0 del Ministro alla struttura amministrativa e di controllarne l\u2019attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dibattito ha preso le mosse da un mio articolo cui ha fatto seguito l\u2019intervento del Prof. Luigi Tivelli, con una lunga esperienza di Consigliere parlamentare, Capo di Gabinetto e Consigliere giuridico, autore di molti libri sulla Pubblica Amministrazione, Presidente dell\u2019<em>Accademy Spadolini.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I lettori hanno tutti gli elementi a disposizione per farsi un\u2019idea. La mia la tesi postula la necessit\u00e0 di un\u2019assonanza ideale tra autorit\u00e0 politica e Capo di Gabinetto, il quale non deve essere un politico ma una persona di \u201carea\u201d come si dice, perch\u00e9 la struttura ministeriale possa riconoscere nel Capo di Gabinetto uno che \u201cla pensa\u201d come il Ministro.<\/p>\n\n\n\n<p>Tivelli dissente e fa l\u2019esempio di illustri Capi di Gabinetto che hanno collaborato con politici di diverso orientamento. Dello stesso parere Luigi Fiorentino, intervenuto nel dibattito con l\u2019autorevolezza della sua lunga esperienza di <em>grand commis<\/em>, che ha collaborato con ministri appartenenti a vari partiti politici.<\/p>\n\n\n\n<p>Buona lettura!<\/p>\n\n\n\n<p>Salvatore Sfrecola<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Capo di Gabinetto? Me lo hanno imposto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>di Salvatore Sfrecola<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ho sentita pi\u00f9 volte questa frase da ministri degli ultimi governi e dell\u2019attuale. Badate, \u201cimposto\u201d, non \u201cconsigliato\u201d come accadeva quando i ministri democristiani facevano la staffetta. Allora poteva avere una logica nella continuit\u00e0 di indirizzo politico e amministrativo. Erano politici dello stesso partito e \u201cpescavano\u201d tra gli stessi <em>grand commis <\/em>sperimentati personalmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 mi soffermo ancora una volta sul ruolo dei capi di gabinetto? Non sono l\u2019unico ad averne scritto, a parte il famoso \u201cIo sono il potere \u2013 confessioni di un Capo di Gabinetto\u201d (edito da Feltrinelli) che ne ha esaltato la capacit\u00e0 di incidere sulle decisioni e sulla stessa politica del ministero di appartenenza. I capi di gabinetto, infatti, sono una lobby, tra loro collegati e, in qualche tempo, sono stati anche coordinati dal Capo di gabinetto (oggi Segretario generale) della Presidenza del Consiglio dei ministri. Lo ha fatto Antonio Catrical\u00e0, Segretario generale nel Governo Berlusconi 2001-2006, il cui nome ricorre pi\u00f9 volte in uno dei volumi che hanno scritto di \u201cchi comanda davvero in Italia\u201d (\u201cNomenKlatura\u201d di Roberto Mania e Marco Panara, edito da Feltrinelli).<\/p>\n\n\n\n<p>Essi sono i primi collaboratori dei ministri, presiedono quello che oggi si chiama \u201cUfficio di diretta collaborazione\u201d, che comprende anche la Segreteria particolare del ministro e l\u2019Ufficio legislativo. In questa veste trasmettono le direttive dei ministri alla struttura amministrativa, ai Capi dipartimento e ai Direttori generali e ne verificano la corretta esecuzione. Essi sono la voce del ministro. Sono tecnici di elevata professionalit\u00e0, generalmente magistrati del Consiglio di Stato o della Corte dei conti che si segnalano per l\u2019esperienza maturata nella conoscenza delle questioni dell\u2019amministrazione e per essere, in ragione della provenienza, dotati di quella indipendenza che accresce la loro autorevolezza agli occhi dei funzionari ministeriali dei quali parlano lo stesso linguaggio. \u201cGestire un ministero \u2013 ha spiegato Francesco Giavazzi (richiamato da Paolo Bracalini in \u201cLa Repubblica dei mandarini\u201d, edito da Marsilio) \u00e8 una questione complessa: richiede dimestichezza con il bilancio dello Stato e il diritto amministrativo e soprattutto buoni rapporti con i burocrati che guidano gli altri ministeri e la presidenza del Consiglio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sono politici in senso stretto, ma di ognuno di loro si sa nell\u2019ambiente quale sia l\u2019orientamento ideologico che dovrebbe essere coerente con quello del ministro, altrimenti la struttura non comprenderebbe perch\u00e9 il politico si avvalga di una persona lontana dalle sue idee, pertanto privo di quell\u2019entusiasmo che dovrebbe sempre accompagnare la collaborazione con una personalit\u00e0 politica protesa a perseguire obiettivi di generale interesse.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8, dunque, qualcosa che stona nella trasmissione delle decisioni del ministro da parte di un Capo di gabinetto che sia di altro orientamento politico, soprattutto se \u00e8 stato nello stesso ruolo accanto ad un ministro di opposte tendenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordato il ruolo del Capo di gabinetto \u00e8 evidentemente assurdo che una autorit\u00e0 politica si faccia imporre il suo pi\u00f9 stretto collaboratore. E da chi? Una certa pudicizia impedisce ad ognuno di dire, anche in sede riservata, chi \u00e8 stato ad imporre la scelta, ma \u00e8 facile desumere che possa essere stato chi, in ogni caso, ha l\u2019autorit\u00e0 per farlo: il Capo delegazione al Governo, il Segretario del partito, il Capo gruppo parlamentare. Naturalmente la fantasia che accompagna la narrazione di questi eventi individua altri possibili potentati, che si immaginano \u201cocculti\u201d, i \u201cpoteri forti\u201d, ambienti ecclesiastici, oltre la solita Massoneria delle varie obbedienze.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 inevitabile che il Capo di Gabinetto \u201cimposto\u201d sia collegato con colui che lo ha designato dal quale avr\u00e0 probabilmente indicazioni ed al quale riferir\u00e0, anche senza violare princ\u00ecpi di riservatezza, qualcosa di ci\u00f2 che fa il personaggio col quale collabora. Questo aspetto a mio giudizio \u00e8 gravissimo e si inserisce in una pi\u00f9 vasta situazione ben messa in risalto dal Ministro Guido Crosetto il quale, all\u2019indomani della formazione del Governo, aveva segnalato l\u2019esigenza di un rinnovamento di parte della dirigenza di nomina governativa in quanto legata ai partiti politici i cui ministri avevano effettuato le nomine, soggetti ritenuti lontani dalla filosofia politica dell\u2019attuale maggioranza. In pratica li accusava di remare contro. Ci\u00f2 in quanto parte di una rete che i partiti di sinistra hanno creato negli anni, non solo quando hanno governato ma anche quando \u00e8 prevalso il centrodestra, nel 2001 2006 ad esempio. E che adesso si va ripetendo, non solamente perch\u00e9 le parole di Crosetto si sono disperse al vento, ma perch\u00e9 il Governo ha fatto l\u2019esatto opposto di quanto aveva ipotizzato l\u2019autorevole Ministro della difesa, consolidando i dirigenti a tempo nominati dai ministri dei precedenti governi. Cito ancora Giavazzi il quale \u201cha imputato alla scelta di mantenere al loro posto, \u201cquasi senza eccezioni, tutti i grandi burocrati che guidano i ministeri\u201d, il vero motivo dell\u2019insuccesso di Mario Monti nel taglio della spesa pubblica\u201d (sempre dal libro di Bracalini).<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec non si governa. Lungi da me, liberale di scuola cavouriana, immaginare un\u2019amministrazione politicizzata. Essa deve essere al servizio dello Stato e non dei partiti. Ho scritto pi\u00f9 volte che il pubblico funzionario, il <em>civil servant <\/em>di Sua Maest\u00e0 \u00e8 un professionista dell\u2019amministrazione, un uomo di legge la cui indipendenza \u00e8 assicurata dall\u2019ordinamento, come avviene, appunto, nel Regno unito.<\/p>\n\n\n\n<p>Con Capi di gabinetto imposti o comunque legati ideologicamente, alcuni in modo smaccato, alle precedenti esperienze di governo ed agli uomini pi\u00f9 rappresentativi di maggioranze lontane dall\u2019attuale, nel contesto di una vasta occupazione dei ministeri attuata nel tempo da parte delle sinistre con la complicit\u00e0 di taluni personaggi, abituati a percorrere con passi felpati i palazzi del potere, che cos\u00ec ritengono di \u201cpararsi\u201d a sinistra, \u00e8 arduo pensare che sia facile perseguire una significativa svolta di governo. Al di l\u00e0 delle buone intenzioni, il governo di Giorgia Meloni potr\u00e0 fare meno, molto meno di quanto promesso in sede elettorale e indicato nelle dichiarazioni programmatiche se non assume il controllo dell\u2019Amministrazione che, ricordo ancora una volta, \u00e8 lo strumento attraverso il quale l\u2019indirizzo politico governativo prende forma concreta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Interviene nel dibattito il Prof. Luigi Tivelli, noto studioso di Pubblica Amministrazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>A seguito del mio articolo del 6 agosto \u201cIl Capo di Gabinetto? Me lo hanno imposto\u201d, il Professor Luigi Tivelli, ex consigliere parlamentare, persona che io stimo moltissimo per la sua cultura giuridica e per la lunga esperienza di consigliere ministeriale e Capo di Gabinetto, mi aveva telefonato per manifestare il suo aperto dissenso rispetto alla mia imposizione secondo la quale deve esistere una consonanza ideologica tra Ministro e Capo di Gabinetto, nell\u2019attuale contesto storico-politico, molto diverso da quello che richiamava Tivelli, quando era consuetudine che i Capi di Gabinetto rimanessero anche al cambio del Ministro. Questo, per la verit\u00e0, \u00e8 accaduto anche in tempi recenti ma a mio giudizio \u00e8 sbagliato, come ho spiegato. Non perch\u00e9 le persone scelte non siano professionalmente capaci e affidabili servitori dello Stato, ma perch\u00e9 nell\u2019attuale polarizzazione, che vede il governo e l\u2019opposizione su posizioni molto differenziate, sulla base di una accentuata diversit\u00e0 del retroterra culturale e politico, che il Capo di Gabinetto abbia una connotazione evidentemente diversa da quella del Ministro, perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 accaduto in tante occasioni, non fa il bene del Ministro e dell\u2019Amministrazione quando la struttura percepisce il principale collaboratore del Ministro come distante dal vertice politico. Inoltre, \u00e8 naturale che in assenza di sintonia con il vertice politico il collaboratore finisce per non avere quell\u2019entusiasmo nella \u201cmissione\u201d politica necessario per andare al di l\u00e0 dell\u2019ordinaria amministrazione. Ricordo, nella mia esperienza, che quando ho collaborato con ministri con i quali avevo una particolare affinit\u00e0 di pensiero mettevo in campo anche un po\u2019 di fantasia perch\u00e9 il ministro assumesse iniziative che, nella mia esperienza amministrativa, ritenevo dessero lustro all\u2019autorit\u00e0 politica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Queste le nostre distanti e distinte posizioni, ritenendo comunque utile un confronto con chi, per cultura giuridica ed esperienza ha qualcosa da dire al riguardo, volentieri ho accolto il suggerimento dell\u2019amico Luigi Tivelli di aprire un dibattito. Lo faccio proprio con un suo pezzo che un po\u2019 ricalca le cose che io avevo scritto nell\u2019articolo del 7 di agosto, come me le aveva anticipate per telefono e che ora consegna in questa breve nota per chi fosse interessato ad interloquire sul tema per scienza ed esperienza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Salvatore Sfrecola<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi confrontiamo ancora una volta con il Presidente Salvatore Sfrecola che dalla sua carriera significativa nella Corte di conti ha tratto fra gli altri aspetti grande dovizia giuridica, solida conoscenza dell\u2019economia pubblica condite da una certa generosit\u00e0. Dal 2001 quando eravamo colleghi Capi di gabinetto, lui col Vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini, io del Ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi. Certo ho sempre saputo che lui \u00e8 un liberale cavouriano con tendenze monarchiche, io sono un \u201crepubblicano in Repubblica\u201d, come amava dire il grande Vicepresidente della Costituente Giovanni Conti, che ha fatto di tutto nella sua carriera di Consigliere parlamentare della Camera, con molte fasi da Consigliere parlamentare in Presidenza del Consiglio eccetera, per essere e diventare sempre pi\u00f9 al di sopra delle parti.<\/p>\n\n\n\n<p>Insieme a Guglielmo Negri, gi\u00e0 impareggiabile Vicesegretario Generale vicario della Camera, poi Consigliere di Stato, che per\u00f2 a differenza di tanti colleghi si era anche specializzato ad Harward nel 1951, l\u2019altro mio maestro principale \u00e8 stato Antonio Maccanico, tra l\u2019altro grande Segretario generale della Camera dei deputati e della Presidenza della Repubblica con Pertini e Cossiga, molte volte ministro, eccetera. A dire il vero io avevo gi\u00e0 letto da giovane \u201cLa Giustizia nell\u2019amministrazione\u201d di Silvio Spaventa che detta i fondamenti dell\u2019imparzialit\u00e0 del servizio all\u2019amministrazione, ma devo dire che sia Negri che Maccanico (di cui sono stato anche consigliere giuridico e portavoce) erano legatissimi al dettato dell\u2019articolo 97 della Costituzione, quello che sancisce la separazione tra politica e amministrazione e l\u2019imparzialit\u00e0 della Pubblica Amministrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo fui tra i primissimi a criticare con forza quel pessimo punto di svolta che fu l\u2019introduzione del \u201dsistema delle spoglie\u201d nella Pubblica Amministrazione ad opera dell\u2019allora Ministro della funzione pubblica, Franco Bassanini, nella seconda met\u00e0 degli anni \u201890. Ho omesso poi di citare il senso dell\u2019articolo 98 secondo cui \u201ci pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sempre pensato che l\u2019introduzione di quello che ho sempre definito \u201csistema delle spoglie all\u2019italiana\u201d, malamente mutuato e con effetti ben pi\u00f9 degenerativi, dal sistema delle spoglie USA fosse e sia un&nbsp;<em>vulnus<\/em>&nbsp;ai principi dettati dal combinato disposto di quei due articoli della Costituzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo tra l\u2019altro che ne discussi con un grande Presidente del Consiglio di Stato da poco scomparso come Franco Frattini, che dovette apprestare da Ministro della funzione pubblica del Governo Berlusconi del 2001, succeduto a precedenti governi di Centrosinistra, una sorta di contro&nbsp;<em>spoil system<\/em>, in quanto con la prima applicazione di quel sistema delle spoglie all\u2019italiana una sorta di politicizzazione, con nomina fiduciaria o parafiduciaria da parte dei ministri o di fatto qualche sottosegretario no di tanti dirigenti di prima e anche di seconda fascia costringeva anche Frattini, che non credeva in quel modello in quanto Ministro della funzione pubblica, ad assumere contromisure.&nbsp;<em>Nulla quaestio<\/em>&nbsp;se lo&nbsp;<em>spoil system<\/em>&nbsp;si applica ai Capi dipartimento, ai Segretari generali e alle figure apicali ma farlo discendere fino alla dirigenza perfino di seconda fascia ha finito per snaturare la dimensione, il senso della pubblica amministrazione e del servizio allo Stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Veniamo per\u00f2 all\u2019aspetto e alla funzione dei Capi di gabinetto che, con tanto zelo ed impronta strettamente fiduciaria, ha trattato l\u2019amico Salvatore Sfrecola da queste colonne. Credo di aver scritto alcuni fra i libri e i saggi pi\u00f9 significativi sui&nbsp;<em>civil servant<\/em>, salvo che qualcuno ritenga un saggio significativo qualche libro anonimo del tipo \u201cIo sono il potere\u201d, secondo il quale il Capo di gabinetto sembra l\u2019uomo pi\u00f9 onnipotente della Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Esattamente due giorni fa sono andato volentieri, qui a Sabaudia, da dove scrivo, al premio Catrical\u00e0 ed ho ripercorso ancora una volta la figura di Antonio che \u00e8 stato volentieri e indifferentemente Capo di gabinetto di centrodestra o di Centrosinistra o ha assunto figure similari in governi di centrosinistra o di centro destra.<\/p>\n\n\n\n<p>Come \u00e8 noto ci sono delle personalit\u00e0 autorevoli cui spesso i ministri si sono affidati o si affidano per consigli sulla scelta dei Capi di gabinetto. Nel mio libro \u201cChi \u00e8 Stato \u2013 gli uomini che fanno funzionare l\u2019Italia\u201d, del 2009, l\u2019unico in cui c\u2019\u00e8 un lungo ritratto dialogo, intervista con Gianni Letta, il dottor Letta dichiara chiaramente che lui sia nelle scelte dirette che nei consigli si \u00e8 sempre comportato come se non esistesse la norma dello <em>spoil system.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra personalit\u00e0 con un\u2019impronta pi\u00f9 nettamente da grande professore e giurista come Sabino Cassese, da alcuni anni a questa parte denuncia con forza gli effetti del \u201csistema delle spoglie\u201d e onestamente credo che ad entrambi sia capitato di dover suggerire per le posizioni di Capo di gabinetto indifferentemente figure per governi di centrodestra e di centrosinistra, in quanto richiesti di qualche consiglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Apprezzo, ad esempio, tra gli altri, per salire ad un livello pi\u00f9 apicale la figura di Carlo Deodato, oggi Segretario Generale della Presidenza del Consiglio nel governo Meloni. Ma ricordo bene, come credo sapesse chi lo ha scelto per questo incarico nei mesi scorsi, che Deodato era capo del DAGL (il Dipartimento per gli affari Giuridici e Legislativi) nel governo a guida <em>PD <\/em>di Enrico Letta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho chiesto lumi ad un ottimo ex Capo di gabinetto, oggi Capo del Dipartimento per l\u2019editoria e la comunicazione della Presidenza del Consiglio, Luigi Fiorentino, che tra l\u2019altro \u00e8 anche uno dei pochi alti dirigenti pubblici che conosce e insegna il <em>management<\/em> pubblico e mi ha ricordato di aver fatto in anni non lontani indifferentemente il Capo di gabinetto per ministri della <em>Lega<\/em> o di centrosinistra o del <em>Movimento 5 Stelle<\/em>. Gli esempi potrebbero ampiamente proseguire. Credo di avere le idee abbastanza fresche perch\u00e9 sto licenziando definitivamente un libro dal titolo \u201cI segreti del potere \u2013 le voci del silenzio\u201d, oltre che un mio lungo saggio introduttivo fatto essenzialmente di ritratti e dialoghi con figure di <em>civil servant.<\/em> I migliori e pi\u00f9 significativi di essi hanno appunto indifferentemente esercitato le loro funzioni con governi e ministri di colore diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessun dubbio che il Capo di gabinetto \u00e8 l\u2019imbuto essenziale che deve avere in qualche modo rapporti fiduciari con il ministro, fra il ministro e l\u2019amministrazione di riferimento. Ma c\u2019\u00e8 bisogno davvero di essere dello stesso colore del ministro per fare questo? Io preferisco quelli che, come nel mio piccolo, \u00e8 capitato a me, hanno girato l\u2019alta amministrazione, provenendo dal carriera di Consigliere parlamentare, tenendo sempre in tasca il senso degli articoli 97 e 98 della Costituzione. Ci\u00f2 che ho sempre tentato di trasferire come insegnamento anche quando a suo tempo fungevo con qualche assiduit\u00e0 da docente di amministrazione pubblica alla allora Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione. <em>Oportet ut scandala eveniant<\/em>, direbbe l\u2019amico Salvatore Sfrecola che pratica forse pi\u00f9 di me i brocardi latini.<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, grazie Salvatore per aver aperto questo tema e questo fronte. Sarebbe bello e significativo che su questi punti intervenissero altre voci forse pi\u00f9 competenti o con maggiore esperienza della mia. Che potrebbe dire ad esempio un Corrado Calabr\u00f2, che ha iniziato come Capo della Segreteria tecnica di Aldo Moro e attraversato poi da Capo di gabinetto decine di ministeri con ministri diversi di diversi colori? Che potrebbe dire l\u2019ottimo de Lise? Ma che potrebbero dire anche altri di generazioni pi\u00f9 giovani? Mi sembra che i <em>civil servant <\/em>italiani tante volte abbiamo un po\u2019 di timore a misurarsi col confronto critico, che invece farebbe molto bene a tanti e pure al senso del servizio allo Stato, vuoi che tengano o non tengano in tasca gli articoli 97 e 98 della Costituzione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il contributo-testimonianza <\/strong>del Prof. Luigi Fiorentino, Consigliere della PCM e Capo Dipartimento<strong> <\/strong><em>Capo Dipartimento informazione ed editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Bel dibattito quello aperto dal Presidente Salvatore Sfrecola sulla figura dei Capi di gabinetto, nell\u2019attuale fase storica, oggi, in una congiuntura politica nuova e per tanti versi sfidante.<\/p>\n\n\n\n<p>In sostanza si sono sin qui confrontate due tesi, quella del Presidente Sfrecola e quella del Consigliere Luigi Tivelli. L\u2019uno ritiene importante una omogeneit\u00e0 politica con il Ministro, l\u2019altro la ritiene non essenziale, portando esempi concreti di <em>Grand Commis<\/em> che hanno ricoperto tale ruolo indifferentemente con Ministri di schieramenti politici diversi.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che l\u2019analisi vada, in linea generale, da un lato storicizzata e dall\u2019altro condotta esaminando in concreto l\u2019attivit\u00e0 del Capo di gabinetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto al primo profilo, distinguerei, quindi, almeno quattro periodi, durante i quali il profilo politico di chi riveste tale ruolo \u00e8 pi\u00f9 o meno netto: la prima Repubblica, la seconda Repubblica, i governi tecnici, il momento attuale. Anche se non esiste una regola generale e vi sono numerosi esempi di segno contrario in ognuna delle diverse fasi, il profilo politico \u00e8 pi\u00f9 evidente quando le coalizioni sono politiche, meno nel caso di governi tecnici o di \u201clarghe intese\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto al secondo profilo, \u00e8 necessario forse chiedersi se ad un Ministro sia pi\u00f9 utile un Capo di gabinetto \u201cpoliticizzato\u201d, o un Capo di gabinetto non apertamente schierato, che realizzi gli obiettivi definiti dal vertice politico con seriet\u00e0 ed efficienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, anche un Capo di gabinetto \u201cpoliticizzato\u201d pu\u00f2 essere competente ed utile nel lavoro quotidiano. Ma cosa cerca davvero un Ministro nel proprio Capo di gabinetto? Secondo la mia esperienza: lealt\u00e0, competenza e capacit\u00e0 di risolvere i problemi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un Capo di gabinetto deve essere leale e trasparente nei comportamenti. Non deve mai farsi prendere dal delirio di onnipotenza. Deve essere in concreto, ma anche apparire, \u201cal servizio\u201d, \u201ca supporto\u201d del vertice politico. Non deve mai trasmettere la sensazione di essere il vero decisore. Quando ci\u00f2 accade, c\u2019\u00e8 qualcosa di anomalo nel rapporto con il Ministro. Qualcosa di \u201cinsano\u201d. Mi \u00e8 capitato, soprattutto in passato, di sentir dire, di uno piuttosto di un altro Capo di gabinetto, \u201c\u00e8 lui il vero Ministro\u201d. Naturalmente si trattava di semplificazioni, che riflettevano per\u00f2 sicuramente un modello \u201cmuscolare\u201d di intendere il ruolo, forse anche un eccessivo protagonismo con le<em> lobbies<\/em> e con i c.d. \u201cpoteri forti\u201d e un pericoloso distacco dalla struttura amministrativa. In passato alcuni miti sono stati costruiti e tramandati proprio su queste basi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lealt\u00e0 nell\u2019esercizio di questa delicata funzione significa essere trasparenti nei confronti del vertice politico. In sostanza, occorre sempre riferire tutto e supportare il Ministro nella definizione delle decisioni strategiche, renderlo edotto passo dopo passo dei problemi relativi all\u2019implementazione di una data riforma o, comunque, di un determinato atto. Aggiornarlo sui problemi dell\u2019amministrazione, sulle eventuali carenze organizzative e sui nodi gestionali. Metterlo a parte dei rapporti con le forze politiche, con le organizzazioni sindacali e sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella mia visione il Capo di gabinetto deve essere equilibrato e costituire uno snodo agile.<\/p>\n\n\n\n<p>Non deve mai diventare un freno, n\u00e9 impedire l\u2019accesso dei dirigenti dell\u2019amministrazione al Ministro.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, credo sia indispensabile che un Capo di gabinetto conosca il funzionamento del sistema politico, dei partiti e delle aggregazioni in funzione elettorale. Sappia la storia dei partiti politici e delle alleanze elettorali. In sostanza, possegga, almeno, i profili generali della scienza politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Un Capo di gabinetto deve conoscere in concreto l\u2019organizzazione ed il funzionamento delle pubbliche amministrazioni: quali sono i compiti, come si relazionano le unit\u00e0 interne ad una determinata amministrazione e le diverse amministrazioni tra loro. Come si svolge realmente il rapporto con gli organi di controllo. E cos\u00ec via. Ma anche quali sono gli orientamenti giurisprudenziali su una determinata questione. Deve saper organizzare la costruzione di un dossier su uno specifico argomento, sia nella fase di progettazione sia nella fase attuativa di una riforma: si tratta di fasi importanti, in cui \u00e8 necessaria una grande sensibilit\u00e0 politica al fine di comprendere gli obiettivi politici che il vertice vuole raggiungere.<\/p>\n\n\n\n<p>Serve competenza, capacit\u00e0 di analisi, per indicare il percorso giuridicamente corretto e sostenibile da parte dell\u2019amministrazione, sotto il profilo finanziario e organizzativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019attuale fase storica, il Capo di gabinetto non pu\u00f2 essere soltanto, come avveniva in passato, un buon giurista. \u00c8 sempre di pi\u00f9 una figura particolare, con competenze multidisciplinari o, in ogni caso, in grado di coordinare esperti dei pi\u00f9 svariati ambiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, la complessit\u00e0 delle amministrazioni, il ruolo preponderante dell\u2019Europa e di vari ed importanti organismi internazionali, la presenza di un sistema multilivello sempre pi\u00f9 pervasivo, l\u2019eterogeneit\u00e0 degli interessi in gioco, richiedono molteplici competenze, molto spesso&nbsp;<em>team&nbsp;<\/em>composti, come gi\u00e0 ho detto, da scienziati politici, economisti, sociologi, statistici, oltre ad esperti dei vari rami del diritto.<\/p>\n\n\n\n<p>In una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 complessa, credo, in sintesi, che pi\u00f9 che una comune visione politica con il Ministro, sia indispensabile grande lealt\u00e0, dedizione e competenza. Peraltro, con un Capo di gabinetto politicamente forte, nel senso di soggetto organico ad una forza politica, non possono escludersi neppure tensioni con il Ministro, cio\u00e8 spiacevoli situazioni di <em>stress <\/em>relazionale, dovute ad una lotta, magari sotterranea, per la primazia nel governo politico della \u201cmacchina\u201d, che sicuramente danneggiano il clima complessivo del Ministero, eliminano quella chiarezza di ruoli e rapporti necessaria per l\u2019efficace gestione di strutture sempre pi\u00f9 complesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Io ho lavorato con politici di diverso e contrapposto orientamento e non ho mai avuto alcun problema a supportarli, con suggerimenti, analisi e proposte nonch\u00e9 a impostare l\u2019attivit\u00e0 degli uffici di diretta collaborazione in funzione degli obiettivi politici, per il cui raggiungimento mi sono sempre impegnato con tutte le mie energie, con lealt\u00e0 e con spirito di innovazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle scorse settimane ha preso avvio su www.unsognoitaliano.eu un dibattito sul ruolo dei Capi di Gabinetto, responsabili degli Uffici di Diretta Collaborazione dei Ministri. 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