{"id":1829,"date":"2024-07-03T10:06:10","date_gmt":"2024-07-03T08:06:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/?p=1829"},"modified":"2024-07-03T10:07:46","modified_gmt":"2024-07-03T08:07:46","slug":"giunge-in-libreria-unopera-fondamentale-per-gli-operatori-delle-pubbliche-amministrazioni-il-trattato-di-contabilita-e-finanza-pubblica-di-pelino-santoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/giunge-in-libreria-unopera-fondamentale-per-gli-operatori-delle-pubbliche-amministrazioni-il-trattato-di-contabilita-e-finanza-pubblica-di-pelino-santoro\/","title":{"rendered":"Giunge in libreria un\u2019opera fondamentale per gli operatori delle pubbliche amministrazioni, il \u201cTrattato di contabilit\u00e0 e finanza pubblica\u201d di Pelino Santoro"},"content":{"rendered":"\n<p>di Salvatore Sfrecola<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il \u201cTrattato di contabilit\u00e0 pubblica\u201d di Salvatore Buscema, in cinque volumi, inevitabilmente consumato dal tempo, tranne che nei princ\u00ecpi fondamentali, e dalla evoluzione normativa, dottrinale e giurisprudenziale, si sentiva il bisogno di una trattazione sistematica della materia, sempre pi\u00f9 complessa e articolata in una pluralit\u00e0 di fonti. Vi provvede ora Pelino Santoro, Presidente onorario della Corte dei conti, una lunga esperienza nel controllo e nella giurisdizione contabile, docente universitario, autore di una preziosa manualistica sulla quale si sono formati magistrati contabili, avvocati, funzionari delle amministrazioni centrali e degli enti pubblici, che vi hanno sempre trovato indicazioni preziose e aggiornate, a mano a mano che la legislazione sulla gestione dei bilanci si andava rinnovando sia per lo Stato che per gli enti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Trattato di Pelino Santoro (Giappichelli, Torino 2024, pp. 1741, \u20ac 150,00) vuole essere, dunque, una risposta scientificamente adeguata e operativamente preziosa all\u2019esigenza di avere della contabilit\u00e0 pubblica una effettiva rappresentazione trattandosi di una materia di quelle &#8211;&nbsp; scrive l\u2019Autore in apertura della Introduzione \u2013 \u201cla cui disciplina non finisce mai perch\u00e9 costretta ad adattarsi alla storia dei tempi e all\u2019incalzare di avvenimenti storici, prevedibili o meno, nel tentativo di apprestare i rimedi necessari, con compromessi idonei a salvaguardare il consenso. La contabilit\u00e0 pubblica, infatti, rappresenta l\u2019ordinamento vitale del paese che regola gli aspetti finanziari della convivenza sociale della collettivit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec delineato per somme linee il ruolo della contabilit\u00e0 pubblica, va richiamato quanto scrive il Presidente della Corte dei conti, Guido Carlino, nella Presentazione del volume. La contabilit\u00e0 pubblica costituisce \u201cun paradigma di buona amministrazione\u201d, prezioso per i cittadini, perch\u00e9 \u201cl\u2019applicazione dell\u2019insieme di regole e principi generali che la qualificano, infatti, fa s\u00ec che la forza dei numeri, nel dare evidenza alle scelte politiche, consente ai cittadini di avere piena cognizione dell\u2019uso che viene fatto del denaro pubblico, divenendo lo strumento privilegiato per la verifica rigorosa non solo della sana gestione finanziaria e della corretta destinazione delle risorse al soddisfacimento delle occorrenze pubbliche, ma anche della legalit\u00e0 dell\u2019azione amministrativa, nel rispetto delle norme nazionali e di quelle sovranazionali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La gestione del pubblico denaro che, dobbiamo sempre ricordarlo, proviene dal prelievo fiscale a carico dei cittadini e delle imprese, \u00e8 funzionale al perseguimento delle finalit\u00e0, che l\u2019autorit\u00e0 pubblica manifesta essenzialmente in sede elettorale, di soddisfare esigenze primarie, le c.d. \u201cpolitiche pubbliche\u201d, della societ\u00e0, la sicurezza interna e l\u2019ordine pubblico, la difesa verso l\u2019esterno, la giustizia, l\u2019istruzione, la previdenza e l\u2019assistenza, e richiede che siano perseguite nel rispetto della legge e dei princ\u00ecpi di efficienza, efficacia ed economicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La contabilit\u00e0 pubblica \u00e8 dunque, al di l\u00e0 della tecnica di gestione delle risorse finanziarie e patrimoniali, una \u201cscienza al servizio della comunit\u00e0\u201d, come sottolinea il Presidente Carlino, diretta ad assicurare, attraverso princ\u00ecpi e regole, il soddisfacimento dei vari interessi della comunit\u00e0 per migliorarne le condizioni di convivenza. La contabilit\u00e0 pubblica, quindi, come il motore che fa funzionare la macchina finanziaria e patrimoniale pubblica, esige una conoscenza approfondita per chiunque operi all\u2019interno degli apparati pubblici, soggetto a controlli e tenuto a rispondere di eventuali errori che, per la loro gravit\u00e0, meritino di attivare una responsabilit\u00e0 di natura risarcitoria tendenzialmente diretta a ripristinare i valori perduti.<\/p>\n\n\n\n<p>Non a caso, infatti, La Corte costituzionale ha richiamato pi\u00f9 volte importanti princ\u00ecpi in materia di finanza pubblica, come quello del bilancio \u201cbene pubblico\u201d. D\u2019altra parte, la disciplina della gestione delle risorse pubbliche accompagna da sempre l\u2019evoluzione degli ordinamenti statali e si inserisce nel rapporto fra il cittadino, che corrisponde il dovuto all\u2019autorit\u00e0 pubblica per la realizzazione di finalit\u00e0 di interesse comune, e la stessa autorit\u00e0 che al cittadino deve rendere conto di come ha gestito il denaro pubblico. Si deve risalire molto indietro nel tempo in quanto le regole del bilancio sono coeve alla organizzazione e al funzionamento degli ordinamenti generali gi\u00e0 prima che li chiamassimo stati. Tappa fondamentale la famosa <em>Magna Charta Libertatum <\/em>che nel 1215 ha stabilito una volta per tutte che l\u2019autorit\u00e0 pubblica provvede al prelievo fiscale perch\u00e9 autorizzata dai cittadini-contribuenti attraverso il voto delle istituzioni rappresentative, la Camera dei Comuni del Regno d\u2019Inghilterra, alla quale il sovrano deve rendere conto di come le risorse prelevate attraverso i tributi sono state impiegate. Questo sistema di regole di natura costituzionale prevede un organo tecnico, assolutamente indipendente, e, pertanto, nel nostro ordinamento una magistratura alla quale affidare, come ebbe a dire al Parlamento subalpino il Conte di Cavour, allora Presidente del Consiglio del Regno di Sardegna, in occasione della riforma della legge di contabilit\u00e0, il controllo preventivo e successivo. Quell\u2019organo, nel nostro ordinamento come in molti altri ordinamenti, con espressioni similari, \u00e8 la Corte dei conti che ne riferisce al Parlamento, del quale, pertanto, \u00e8 stata definita <em>longa manus<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>A tutte queste regole Pelino Santoro dedica, con la passione e la competenza straordinaria di chi le ha applicate e ha insegnato ad applicarle, l\u2019esposizione della contabilit\u00e0, dei princ\u00ecpi e dei meccanismi propri delle funzioni di gestione concreta del denaro e dei patrimoni e le funzioni di controllo e giurisdizionali esercitate dalla Corte dei conti che, come ricorda Guido Carlino, \u00e8 istituita \u201ca presidio dell\u2019interesse finanziario pubblico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Caratteristica delle opere che fin qui ci ha fornito Pelino Santoro e, a maggior ragione, dell\u2019attuale Trattato l\u2019estrema chiarezza della esposizione con puntuali riferimenti dottrinali e giurisprudenziali all\u2019evoluzione della normativa in materia di contabilit\u00e0 pubblica che \u00e8 stata, come tanti altri aspetti della normativa statale e locale, influenzata dall\u2019appartenenza dell\u2019Italia all\u2019Unione Europea ed anche dalle regole internazionali contabili che sono espressione delle indicazioni fornite dall\u2019INTOSAI, <em>The International Organisation of Supreme Audit Institutions<\/em>, l\u2019organizzazione internazionale che riunisce le istituzioni superiori di controllo dei vari stati, che ha elaborato una serie di standard internazionali per le istituzioni aderenti (gli <em>International Standards of Supreme Audit Institutions<\/em> &#8211; ISSAI).<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sempre rilevato nelle opere di Santoro una straordinaria capacit\u00e0 di trasmettere al lettore la propria cultura giuridica irrobustita da una lunga esperienza professionale, anche a quello che si avvicina per la prima volta alla contabilit\u00e0 pubblica con un po\u2019 di quella prevenzione che, sulle prime, hanno spesso i giuristi che pensano che la disciplina dei conti pubblici sia una tecnica di numeri senza considerare che le regole applicate nel rispetto di princ\u00ecpi di ordine costituzionale sono giuridiche e riferite al \u201cquadro comunitario che intende assecondare il passaggio da una direttrice di rigorosa austerit\u00e0 a una crescita alimentata da risorse suppletive, con licenza di derogare alle regole auree del debito e sulla spesa (c.d. clausola di salvaguardia) per \u201ceventi eccezionali\u201d con la prospettiva di un obiettivo di medio termine concordato a livello comunitario\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Devo dire che, anche nella mia lunga esperienza di magistrato della Corte dei conti, applicato sia al controllo che alla giurisdizione nella funzione requirente e in quella giudicante, anche quale presidente di collegio, ho sempre trovato occasioni di proficua riflessione leggendo e spesso rileggendo le pagine di Pelino Santoro, proprio per la sua straordinaria capacit\u00e0 di chiarire e precisare anche quando la molteplicit\u00e0 delle pronunce di controllo e giurisdizionali e la variet\u00e0 delle indicazioni dottrinali potevano far dubitare della regola da applicare al caso concreto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il testo tratta in specifici capitoli, oltre che della natura e delle regole fondamentali della contabilit\u00e0 pubblica, anche dell\u2019impatto \u201cdei nuovi princ\u00ecpi costituzionali e le ricadute sugli spazi di autonomia locale (c.d. federalismo), in un sistema che pone al centro i principi di armonizzazione e coordinamento della finanza pubblica e di sussidiariet\u00e0 e leale collaborazione, mediante la trasposizione nazionale dei princ\u00ecpi di equilibrio, con l\u2019obiettivo della stabilit\u00e0 finanziaria e il consolidamento dello Stato di diritto\u201d, come precisa l\u2019Autore. Seguono le regole della gestione della finanza pubblica a livello nazionale e territoriale ripartite nelle varie fasi della spesa e dell\u2019entrata, dei residui, della tesoreria, nell\u2019ottica di un nuovo sistema di contabilit\u00e0 finanziaria potenziata, integrato con una contabilit\u00e0 economico-patrimoniale e raccordata con le rilevazioni di contabilit\u00e0 nazionale per la misurazione statistica della situazione economica complessiva del Paese secondo il sistema europeo dei conti pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p>Una speciale attenzione Santoro riserva alla rendicontazione e ai conti economici, alla gestione del patrimonio e dei contratti, alle concessioni, alla gestione dei servizi pubblici e ai controlli, analizzati nei vari possibili aspetti, compreso il controllo concomitante, e articolati separatamente per l\u2019amministrazione dello Stato e degli enti territoriali.<\/p>\n\n\n\n<p>Tradizionale \u00e8 l\u2019attenzione che Santoro riserva alla materia contrattuale, che impegna risorse pubbliche sempre pi\u00f9 rilevanti, raccordata con i princ\u00ecpi contabili di base, considerato che il nuovo Codice dei contratti, del 2023, ponendo al centro il principio del risultato sembra rappresentare, come osserva l\u2019A., un ritorno all\u2019antico riproponendo il principio cardine della contabilit\u00e0 di Stato che ha sempre considerato la procedura di evidenza pubblica come uno strumento concorrenziale per la scelta del \u201cgiusto contraente\u201d, quale miglior contraente al minor prezzo possibile, in una prospettiva della concorrenza come mezzo e non come fine. Quindi nel rispetto di un principio fondamentale dei Trattati dell\u2019Unione Europea che vedono nella concorrenza una regola fondamentale per l\u2019esercizio pubblico di funzioni di interesse generale.<\/p>\n\n\n\n<p>Passo dopo passo con la chiarezza tradizionale, della quale ho gi\u00e0 detto, Santoro adotta il sistema delle tesi e degli argomenti che ne hanno fatto diventare l\u2019opera un \u201cTrattato sistematico\u201d, che procedendo da definizioni e princ\u00ecpi fondamentali facilita l\u2019approccio alle tematiche contabili, rese complesse dalla pi\u00f9 recente normativa, tra l\u2019altro dispersa tra testi di vario contenuto, come strumento di lavoro fondamentale per gli operatori delle amministrazioni pubbliche, dei magistrati, degli avvocati e dei consulenti dei privati che operano con le pubbliche amministrazioni, ponendosi altres\u00ec come strumento indispensabile di apprendimento per i candidati nei concorsi pubblici di funzionario, dirigente e magistrato contabile. Giovano a questi fini il riferimento ai pi\u00f9 recenti indirizzi giurisprudenziali, spesso arricchiti con rinvio a note della dottrina pi\u00f9 qualificata che ha approfondito leggi e sentenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Essendo un Trattato di finanza l\u2019Autore non trascura di mettere a disposizione del lettore una serie di riferimenti dottrinali riferiti alla finanza globale ed ai problemi, pi\u00f9 specificamente italiani, di sostenibilit\u00e0 del debito che condizionano le scelte di politica tributaria anche in relazione ai vincoli comunitari.<\/p>\n\n\n\n<p>Giusto, dunque, da studiosi ed operatori del diritto contabile pubblico esprimere, come fa il Presidente Carlino in chiusura della sua Presentazione, \u201criconoscenza\u201d all\u2019Autore insieme all\u2019augurio di un \u201cbuon successo editoriale\u201d al volume, come \u00e8 stato per i precedenti manuali, strumenti di lavoro preziosi, oggi sostituiti dal presente Trattato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Sfrecola Dopo il \u201cTrattato di contabilit\u00e0 pubblica\u201d di Salvatore Buscema, in cinque volumi, inevitabilmente consumato dal tempo, tranne che nei princ\u00ecpi fondamentali, e dalla evoluzione normativa, dottrinale e giurisprudenziale, si sentiva il bisogno di una trattazione sistematica della materia, sempre pi\u00f9 complessa e articolata in una pluralit\u00e0 di fonti. 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