{"id":361,"date":"2015-02-09T15:40:59","date_gmt":"2015-02-09T14:40:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/?p=361"},"modified":"2016-11-18T10:17:05","modified_gmt":"2016-11-18T09:17:05","slug":"brevi-riflessioni-materia-di-legalita-e-lotta-alla-corruzione-negli-appalti-pubblici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/brevi-riflessioni-materia-di-legalita-e-lotta-alla-corruzione-negli-appalti-pubblici\/","title":{"rendered":"Brevi riflessioni in materia di legalit\u00e0 e lotta alla corruzione negli appalti pubblici."},"content":{"rendered":"<p>\u201c<em>La corruzione mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche e nello Stato di diritto, danneggia l\u2019economia europea e priva gli Stati di un gettito fiscale particolarmente necessario\u201d. <\/em>Cos\u00ec dichiarava,nel febbraio 2014, la Commissaria U.E. per gli Affari interni,Cecilia Malmstr\u00f6m, in occasione del Rapporto sulla lotta alla corruzione, specificando, al contempo, che \u201cgli<em> Stati membri hanno fatto molto negli ultimi anni per combatterla, ma la relazione odierna mostra che \u00e8 lungi dall\u2019essere sufficiente\u201d.<\/em><!--more--><\/p>\n<p>Il fenomeno corruttivorappresenta, invero,un problema di non agevole soluzione per l\u2019intera Unione Europea, poich\u00e9 in grado di colpire, seppur con modi diversi, tutti gli Stati membri, e capace di presentare un conto complessivo all\u2019economia europea pari a circa 120\u00a0miliardi di\u00a0euro annui. L\u2019Unione Europea ha suggerito, al riguardo, una sempre maggiore attenzione all\u2019attuazione di politiche preventive (ad esempio, norme etiche, misure di prevenzione, accesso facile alle informazioni di pubblico interesse), ai meccanismi di controllo interno ed esterno e alla soluzione dei conflitti di interesse propri di ciascuno Stato membro.<\/p>\n<p>La campagna di sensibilizzazione andata via via consolidandosi in sede comunitaria ha prodotto in Italia un ampio dibattito intorno all\u2019effettivo rispetto delprincipio di legalit\u00e0 all\u2019interno dell\u2019azione amministrativa, la cui portatanon pu\u00f2 in alcun modoessere disattesa qualora si intenda salvaguardare appieno una gestione sana, efficiente e trasparente della \u201c<em>res publica\u201d.<\/em><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>L\u2019adozione, nel novembre 2012, della legge anticorruzione (L. n. 190\/2012)ha segnatoun importante passo in avanti.<\/p>\n<p>La nuova normativa\u00e8 indirizzata, infatti, a rafforzarele politiche di prevenzione mirate alla responsabilizzazionedei pubblici ufficiali e della classe politica, nel tentativo di bilanciare l\u2019onere della lotta al fenomeno corruttivo che attualmente ricade quasi esclusivamente sulle forze dell\u2019ordine e sulla magistratura, introducendo ulteriori misure, come l\u2019obbligo per tutte le Amministrazioni di pubblicare <em>on-line<\/em> i conti e i bilanci annuali, di indicare la ripartizione dei costi delle opere e dei servizi pubblici e di fornire informazioni dettagliate sulle gare in corso e gi\u00e0 concluse.<\/p>\n<p>La medesima legge prevede, inoltre, anche una banca dati sugli appalti pubblici e l\u2019obbligo per i prefetti di istituire elenchi di operatori economici non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa, misura in fase di attuazione.<\/p>\n<p>Nonostante gli sforzi profusi dall\u2019Italia sianoconsiderevoli, la corruzione rimane per\u00f2,in tutta evidenza,un fenomeno preoccupante e alcuni settori strategici dell\u2019ordinamento amministrativo perla loro rilevanza economica (su tutti quello degli appalti pubblici regolati dal D.Lgs. n. 163\/006 e dal successivo Regolamento di attuazione)risultano ancora fortemente esposti all\u2019influenza della criminalit\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p>Il pensiero \u00e8 rivolto, ad esempio, alle c.d. \u201cgrandi opere\u201d, quali la ricostruzione deL\u2019Aquila per il terremoto del 2009, l\u2019Expo di Milano 2015, il sistema MOSE di Venezia; opere rivelatesi, purtroppo,non esenti dal rischio di distrazione di fondi pubblici e di infiltrazioni criminali(\u201c<em>Nel 2011 i contratti pubblici per opere, forniture e servizi rappresentavano circa il 15,9% del PIL italiano. Nello stesso anno il valore delle gare d\u2019appalto pubblicate nella gazzetta ufficiale in percentuale della spesa totale per i contratti di opere, forniture e servizi era del 18,3%. Il gi\u00e0 citato rapporto del 2012 della commissione <\/em>ad-hoc<em> individua negli appalti pubblici un settore particolarmente esposto al rischio di corruzione. In Italia il ricorso a procedure negoziate -soprattutto senza pubblicazione del bando- \u00e8 pi\u00f9 frequente della media: nel 2010 rappresentava infatti il 14% del valore dei contratti, contro il 6% della media dell\u2019Unione<\/em>\u201d, fonte \u201cRelazione dell\u2019Unione sulla lotta alla corruzione\u201d, Bruxelles, 3.2.2014)<\/p>\n<p>I predetti settori sono statiinteressati dalla recente ondata riformista del nostro legislatore(significativa, al riguardo, in un passato meno recente, la normativa sulla tracciabilit\u00e0 dei flussi finanziari e la promozione di nuovi progetti per rintracciare le operazioni finanziarie e prevenire le infiltrazioni mafiose o sviluppando la capacit\u00e0 del Comitato di coordinamento per l\u2019alta sorveglianza delle grandi opere),al fine di rendere ancora pi\u00f9 stringente il richiamo alla supremazia della legge e al rispetto dell\u2019etica, e di realizzare al contempopienamente gli obiettivi a garanzia della trasparenza, della legalit\u00e0 e dello sviluppo della cultura dell\u2019integrit\u00e0 auspicatiin sede nazionale e comunitaria (\u201c<em>In Italia il settore delle infrastrutture \u00e8 a quanto pare quello in cui la corruzione degli appalti pubblici risulta pi\u00f9 diffusa; dato che le risorse in gioco sono cospicue, il rischio di corruzione e infiltrazioni criminali \u00e8 particolarmente elevato. Anche il rischio di collusione \u00e8 peraltro elevato dal momento che solo pochi prestatori sono in grado di fornire le opere, le forniture e i servizi interessati. Secondo studi empirici, in Italia la corruzione risulta particolarmente lucrativa nella fase successiva all\u2019aggiudicazione, soprattutto in sede di controlli della qualit\u00e0 o di completamento dei contratti di opere\/forniture\/servizi. La Corte dei conti ha pi\u00f9 volte constatato la correttezza della gara, il rispetto delle procedure e l\u2019aggiudicazione dell\u2019appalto all\u2019offerta pi\u00f9 vantaggiosa, anche se in compenso la qualit\u00e0 dei lavori viene intenzionalmente compromessa nella fase di esecuzione. Pi\u00f9 che rivelare la presenta di pratiche corruttive, queste irregolarit\u00e0mettono a nudo i punti deboli dei dispositivi di controllo in vigore, in particolare nella fase di realizzazione dell\u2019appalto pubblico. La Corte dei conti ha fatto inoltre presente una carenza dei propri poteri di controllo: la Corte non pu\u00f2 infatti eseguire controlli ad hoc senza preavviso, il che si ripercuote negativamente sul tasso di accertamento delle irregolarit\u00e0. D\u2019altro canto la depenalizzazione del falso in bilancio produce effetti negativi in termini di prevenzione delle irregolarit\u00e0, in particolare nella fase di esecuzione<\/em>\u201d, fonte \u201cRelazione dell\u2019Unione sulla lotta alla corruzione\u201d, Bruxelles, 3.2.2014, cit.).<\/p>\n<p>Per gli appalti pubblici,in particolare, al centro di una (nuova) fase di transizione che porter\u00e0 a un radicale cambiamento della normativa vigente (la recente approvazione di nuove\u00a0direttive europee\u00a0&#8211; nn. 23, 24 e 25 del 2014<strong>\u00a0<\/strong>&#8211; relative ai settori ordinari, speciali e ai contratti di concessione, condurr\u00e0, all\u2019esito del recepimento, ad una sostanziale revisione del Codice dei contratti pubblici), la Commissione europea, in ragione dei preoccupanti accadimenti che hanno caratterizzato la materia,ha suggerito, tra l\u2019altro,di ampliare i poteri della nuova Autorit\u00e0 nazionale anticorruzione,cos\u00ec da poter svolgere appieno -in un quadro di sempre maggiore attenzione alla prevenzione e al contrasto della corruzione e dell\u2019illegalit\u00e0 &#8211; le funzioni di coordinamento e di controllo dell\u2019intera materia, da sempre caratterizzata dauna naturale complessit\u00e0, nonch\u00e9 da continua evoluzione normativa e giurisprudenziale.<\/p>\n<p>Da qui, pertanto, e conclusivamente, la necessit\u00e0 di produrre un ulteriore sforzo generale per promuovere una sempre pi\u00f9 efficace campagna di sensibilizzazione verso il rispetto del diritto, della legalit\u00e0\u00a0 e dell\u2019etica, anche con il supporto di appositi corsi di formazione e di aggiornamento normativo che illustrino agli interessati i gravi rischi e le molteplici responsabilit\u00e0 connesse ad un uso distorto dell\u2019azione amministrativa.<\/p>\n<p>Parallelamente, non potr\u00e0 trascurarsi, in sede legislativa, l\u2019obiettivo di rendere pi\u00f9 sicure e trasparenti le singole procedure di affidamento, sia prima chedopo la loro aggiudicazione, come richiesto dalle raccomandazioni rivolte all\u2019Italia nel luglio 2013 nel quadro del semestre europeo.<\/p>\n<p>Tale traguardo, in linea con l\u2019impostazione dell\u2019Unione, potrebbe essere perseguito, ad esempio,sia ponendo a carico delle Amministrazioni l\u2019obbligo di pubblicare <em>on-line<\/em> i propri conti e i bilanci annuali, insieme alla ripartizione dei costi per i singoli contratti pubblici di opere, forniture e servizi, secondo quanto previsto dalla citataL. n. 190\/2012, sia attraverso la messa a punto di dispositivi preventivi e di monitoraggio della corruzione per gli operatori economici che operano nei settori strategici, unitamente al conferimento alle Autorit\u00e0 interessate, per quanto di loro competenza, del potere di effettuareverifiche e controlli sempre pi\u00f9 incisivi e senza preavviso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Roma, 7 ottobre 2014<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prof. Avv. Andrea Altieri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a>* Avvocato e Docente di Diritto Amministrativo presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi \u201cLink Campus\u201d. Relazione tenuta al CONVEGNO \u201cPER LA LEGALITA\u2019 E IL LAVORO, LOTTA ALLA CORRUZIONE, ALL\u2019EVASIONE AL RICICLAGGIO ED ALLA CRIMINALITA\u2019 ORGANIZZATA\u201d, Hotel Quirinale, Roma, 7 ottobre 2014.<\/p>\n<p>[1]\u201c<em>La nostra epoca, pur avendo ricevuto uno stato simile a un quadro dipinto con arte suprema, ma ormai sbiadito per effetto del tempo, non solo ha trascurato di riportarlo ai suoi primitivi colori, ma non si \u00e8 neppure preoccupata di conservarne almeno la forma e, per cos\u00ec dire, le linee di contorno. Cosa rimane infatti degli antichi costumi, su cui, come disse il poeta Ennio, si reggeva lo stato romano? Questi vediamo cos\u00ec sepolti nell\u2019oblio, che non solo non vengono osservati, ma ormai ignorati (&#8230;) Per le nostre colpe, non per un caso, noi conserviamo lo stato solo di nome, nella sostanza invece lo abbiamo perso gi\u00e0 da tempo<\/em>\u201d.Attraverso tali parole, mezzo secolo prima di Cristo, Marco Tullio Cicerone certificava con <em>La Repubblica<\/em> il dissesto terminale delle istituzioni di Roma, compiendo un estremo tentativo di elaborazione teorica per riscattarle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[printfriendly]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa corruzione mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche e nello Stato di diritto, danneggia l\u2019economia europea e priva gli Stati di un gettito fiscale particolarmente necessario\u201d. 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