{"id":749,"date":"2015-07-14T07:24:20","date_gmt":"2015-07-14T05:24:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/?p=749"},"modified":"2015-07-20T21:37:21","modified_gmt":"2015-07-20T19:37:21","slug":"relazione-del-presidente-della-sezione-regionale-di-controllo-della-corte-dei-conti-per-lumbria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/relazione-del-presidente-della-sezione-regionale-di-controllo-della-corte-dei-conti-per-lumbria\/","title":{"rendered":"Giudizio di parificazione del Rendiconto generale della Regione Umbria. La relazione del Presidente e la requisitoria del Procuratore regionale."},"content":{"rendered":"<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;3&#8243; gal_title=&#8221;Salvatore Sfrecola Udienza10072015&#8243;]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Relazione del Presidente\u00a0<\/strong><strong>Salvatore Sfrecola<\/strong><\/p>\n<p>La relazione con la quale la Corte dei conti di anno in anno riferisce alle assemblee legislative sui risultati dei controlli eseguiti, d\u00e0 conto della verifica costante dell\u2019andamento dei conti pubblici, in rapporto al ruolo che le Amministrazioni sono chiamate a svolgere nell\u2019interesse del Paese e delle comunit\u00e0 locali. <!--more-->Pertanto, in conseguenza delle rilevanti trasformazioni che hanno interessato negli ultimi anni il nostro assetto istituzionale e delle difficolt\u00e0 di bilancio di tutti gli enti del settore pubblico, il Parlamento nazionale ha ritenuto necessario ampliare i controlli della Corte su regioni ed enti locali, allo scopo \u201cdi rafforzare il coordinamento della finanza pubblica, in particolare tra i livelli di governo statale e regionale e di garantire il rispetto dei vincoli finanziari derivanti dall\u2019appartenenza dell\u2019Italia all\u2019Unione Europea\u201d (art. 1 del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213), con riguardo all\u2019equilibrio economico finanziario del complesso delle Amministrazioni pubbliche, \u201ca tutela dell\u2019unit\u00e0 economica della Repubblica\u201d, come ha ricordato di recente la Corte costituzionale.<\/p>\n<p>Nell\u2019occasione, dunque, la Corte riferisce dati ed offre proprie valutazioni, adempimento che da tempo i cittadini hanno imparato a riconoscere come funzionale all\u2019esercizio delle attribuzioni di controllo politico che illuminano la democrazia. E trasmette alle Assemblee legislative analisi e verifiche il cui oggetto \u00e8 l\u2019affidabilit\u00e0, la veridicit\u00e0 e la trasparenza dei conti e la legalit\u00e0 dell\u2019azione amministrativa in rapporto alle risorse destinate in bilancio alle politiche pubbliche, secondo le indicazioni contenute nell\u2019indirizzo politico elettorale e di governo.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio delle democrazie, infatti, rendere effettivo nei confronti dei cittadini e dei loro rappresentanti nelle assemblee legislative il \u201cdiritto alla conoscenza\u201d perch\u00e9, come diceva Luigi Einaudi, conoscere \u00e8 essenziale \u201cper deliberare\u201d. Liberi, poi, tutti di condividere o meno valutazioni e suggerimenti, che indubbiamente costituiscono un riferimento importante per chi \u00e8 chiamato ad adottare provvedimenti destinati ad incidere su diritti e su aspettative che si realizzano mediante espansione o riduzione della spesa, perch\u00e9 l\u2019arida sequenza dei numeri parli alla gente e dica quali effetti sui cittadini e sulle imprese sono derivati dalle scelte politiche e di gestione.<\/p>\n<p>Molto opportunamente, dunque, la \u201cRelazione sullo stato di attuazione del programma di governo e sull\u2019amministrazione regionale \u2013 Resoconto di legislatura\u201d, approvato dalla Giunta con la Delibera n. 328 del 2015, sottolinea la finalit\u00e0 di fornire al Consiglio regionale, \u201cma anche ai cittadini, alle imprese ed al mondo scientifico\u201d uno strumento utile per \u201cinterpretare correttamente l\u2019attuazione delle diverse politiche\u201d regionali.<\/p>\n<p>Di anno in anno, dunque, questa magistratura si fa garante della correttezza dei conti pubblici regionali nei confronti dell\u2019intera Comunit\u00e0, un ruolo che, con felice espressione, Meuccio Ruini, Presidente della Commissione per la Costituzione, defin\u00ec \u201causiliare della Repubblica\u201d, perch\u00e9 nessuna risorsa messa a disposizione del potere politico dal prelievo tributario vada dispersa, nella convinzione che lo spreco sia fonte di danno pubblico ma anche effetto di pratiche illecite, il pi\u00f9 delle volte corruttive.<\/p>\n<p>In quanto garante delle buone pratiche amministrative e contabili alla Corte \u00e8 stata affidata anche una funzione consultiva \u201cin materia di contabilit\u00e0 pubblica\u201d che i numeri ci dicono essere sempre pi\u00f9 apprezzata dagli enti della Regione Umbria.<\/p>\n<p>Per questa somma di competenze, che si incentrano nella gestione finanziaria e patrimoniale e nel loro impatto sull\u2019economia, come ha spiegato di recente anche la Banca d\u2019Italia nel rapporto sull\u2019economia dell\u2019Umbria, la Corte dei conti costituisce un osservatorio privilegiato dell\u2019andamento della finanza e dei flussi finanziari ed \u00e8, pertanto, in condizione di elaborare dati e di misurare i fenomeni che spetta alla politica governare. In questa ottica abbiamo avviato un\u2019indagine diretta a capire quale sia stato l\u2019impatto delle norme limitatrici delle spese di personale sulla organizzazione degli uffici, sui tempi dei procedimenti amministrativi e sulla resa dei servizi al cittadino. Giungono le prime risposte, raramente confortanti. Molti enti sono in difficolt\u00e0 anche per la gestione di servizi essenziali, come quelli propri della Polizia Municipale. E pi\u00f9 sono stati virtuosi negli anni passati pi\u00f9 soffrono oggi. Per non dire del grido accorato che proviene dagli amministratori delle province che mantengono inalterate preziose attribuzioni, dalla manutenzione delle strade e quella degli istituti scolastici, tanto per fare un esempio, con risorse dimezzate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di particolare ausilio per l\u2019Assemblea legislativa, nella quale si sommano funzioni normative e di controllo politico, il compito affidato alla Corte dell\u2019esame della tipologia delle coperture finanziarie adottate dalle leggi regionali e delle tecniche di quantificazione degli oneri (art. 1, commi 2 e 8, del D.L. n. 174\/2012), \u00e8 funzione preziosa per chi amministra la cosa pubblica, perch\u00e9 la corretta individuazione dei mezzi con i quali fare fronte alle nuove o maggiori spese evita di appesantire quel debito che da anni grava sulla finanza statale, a dimostrazione che non sempre la copertura delle leggi di spesa a Roma ha rispettato i canoni costituzionali.<\/p>\n<p>L\u2019analisi delle leggi adottate dalla Regione nel 2013 \u2013 ma analoghe osservazioni erano state formulate lo scorso anno &#8211; ha evidenziato, in apposita deliberazione collegiale, non solo difformit\u00e0 rispetto alla normativa nazionale e regionale di riferimento ma anche lacune ed imprecisioni, che non hanno messo in condizione la Corte di verificare la correttezza della quantificazione degli oneri recati dalle singole leggi e l\u2019individuazione precisa delle modalit\u00e0 di copertura finanziaria.<\/p>\n<p>Ci\u00f2, in primo luogo, per effetto delle metodologie adottate nell\u2019adozione dei disegni di legge e nella verifica degli oneri connessi, diverse a seconda dell\u2019organo proponente, come risulta dai rispettivi Regolamenti. Le relazioni tecniche, infatti, e le relative schede degli elementi finanziari sono spesso generiche, incomplete, lacunose, e prive degli elementi essenziali, o comunque difformi dai modelli normativi di riferimento. Con la conseguenza che dette relazioni sono inidonee a fornire gli elementi necessari per una valutazione organica degli impegni finanziari assunti dalla Regione, specie per gli emendamenti che comportano nuove spese, che non trovano illustrazione nelle relazioni.<\/p>\n<p>Inoltre, per le leggi che assumono l\u2019inesistenza di oneri non risulta dimostrata con certezza la neutralit\u00e0 finanziaria, anche con riferimento agli esercizi futuri (art. 17, comma 7, della legge di contabilit\u00e0 n. 196 del 2009).<\/p>\n<p>Nella relazione sono indicati casi specifici, i dubbi e le perplessit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario, dunque, che la Regione adegui la normativa ai pi\u00f9 recenti interventi legislativi che regolano la materia, in particolare alla legge n. 196\/2009, conformandosi ai principi enunciati dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale e ai dettami contenuti nella delibera della Sezione delle Autonomie della Corte dei conti (n. 10 del 20 marzo 2013). Cos\u00ec che l\u2019Assemblea legislativa possa esprimere le proprie valutazioni \u201canche nella prospettiva dell\u2019attivazione di processi di \u2018autocorrezione\u2019 nell\u2019esercizio delle funzioni legislative e amministrative\u201d (Corte Costituzionale, sentenza n. 39 del 2014).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019esame dei dati del rendiconto generale la Corte si \u00e8 avvalsa di informazioni trasmesse dall\u2019Amministrazione, delle Relazioni del Collegio dei revisori dei conti (art. 1, commi 166 e seguenti, della legge n. 266\/2005, richiamato dall\u2019art. 1, comma 3, del decreto legge n. 174\/2012, come convertito dalla legge n. 213\/2012) e della relazione annuale del Presidente della Regione sul sistema dei controlli interni e sui controlli effettuati nell\u2019anno 2014 (art. 1, comma 6, del decreto legge n. 174\/2012, convertito dalla legge n. 213\/2012). \u00c8 questo un documento al quale il legislatore ha assegnato estrema importanza che, pertanto, non pu\u00f2 limitarsi ad una descrizione formale del sistema dei controlli definito dagli atti normativi e regolamentari adottati dalla Regione, in attuazione delle vigenti disposizioni statali, che noi conosciamo bene. In questa sede il Capo dell\u2019Amministrazione regionale deve dare conto di come i controlli hanno operato, non formalmente, ma nella effettivit\u00e0 del loro esercizio. Pertanto nell\u2019apposito questionario sono state previste domande specifiche, come l\u2019indicazione delle criticit\u00e0 eventualmente individuate e delle misure correttive e\/o integrative adottate per il loro superamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le risultanze della verifica sui dati del rendiconto non tengono conto, invece, delle informazioni previste nel Questionario-relazione del Collegio dei revisori sul Rendiconto 2014 (art. 1, commi 166 e seguenti, della legge n. 266\/2005) poich\u00e9 la stessa non \u00e8 stata ancora trasmessa, nonostante reiterate richieste. N\u00e9 altro, ulteriore accertamento \u00e8 stato possibile in ordine alla corrispondenza dei dati esposti nel Rendiconto con le scritture contabili dell\u2019Amministrazione, atteso che il richiesto accesso alle banche dati regionali, gi\u00e0 pi\u00f9 volte sollecitato non \u00e8 stato ancora ammesso.<\/p>\n<p>Altrove, in Toscana e nel Lazio, per rimanere in zona, da tempo magistrati e funzionari accedono direttamente alle banche dati, gi\u00e0 prima che una specifica normativa, la legge europea (art. 30, comma 3, della legge 30 ottobre 2014, n. 161), lo prevedesse esplicitamente. E se va dato atto agli Uffici della Regione di aver assicurato una costante collaborazione in sede di approfondimento dei dati del rendiconto, nondimeno l\u2019accertamento diretto \u00e8 mancato in ausilio alle attivit\u00e0 istruttorie e, successivamente, nel contraddittorio seguito alla notifica della bozza di relazione, quando i dirigenti dei vari settori, delegati dall\u2019Autorit\u00e0 politica, hanno chiarito, spiegato e precisato, formulando osservazioni delle quali \u00e8 stato dato puntualmente conto in allegato alla relazione.<\/p>\n<p>L\u2019accesso alle banche dati \u00e8 comunque un dato irrinunciabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche quest\u2019anno la Corte si \u00e8 uniformata alle tecniche di controllo tradizionali ed a quelle pi\u00f9 recenti adottate in sede internazionale dalle Istituzioni Superiori di Controllo sulle Finanze Pubbliche, periodicamente messe a punto dall\u2019Organizzazione Internazionale nella quale esse si riconoscono (INTOSAI, <em>International Organization of Supreme Audit Institutions<\/em>), per assicurare rigore finanziario nella gestione delle misure di contrasto alla crisi economica, avendo presenti esigenze di crescita equilibrata in funzione di sviluppo e di recupero dell\u2019occupazione. Per cui la finalizzazione delle verifiche e dei riscontri ad accertare se effettivamente siano stati perseguiti gli obiettivi di efficienza e di economicit\u00e0 indicati nelle leggi e nelle direttive amministrative. In particolare in una fase storica nella quale alle regioni si chiede di concorrere al generale equilibrio dei conti pubblici ed a mantenere, con risorse ridotte, i livelli dei servizi essenziali al cittadino, in particolare di quelli sanitari, laddove nell\u2019assistenza ai deboli ed ai bisognosi si misura il grado di civilt\u00e0 di un popolo.<\/p>\n<p>Fin dal momento del loro impianto, le istruttorie condotte sulla gestione del bilancio sono state, pertanto, orientate a fornire un quadro ricognitivo che comprende sia i profili contabili e finanziari, essenziali per la parificazione del Rendiconto, sia gli indicatori di risultato delle missioni e dei programmi assegnati alla Regione, nonch\u00e9 a verificare lo stato di attuazione delle misure di razionalizzazione degli assetti organizzativi, di semplificazione normativa e procedimentale e di quelle ispirate alla lotta alla corruzione e alla promozione della trasparenza, oggetto di un recente, importante intervento normativo (la legge n. 69 del 27 maggio 2015) che ha accentuato il profilo preventivo del contrasto alla corruzione in un contesto integrato di prevenzione e repressione. Contesto nel quale la Corte dei conti ha uno specifico ruolo quale organo di controllo, mentre opportunamente il legislatore che pur prevede riparazione pecuniaria e pagamento di una somma equivalente al profitto del reato ovvero all\u2019ammontare di quanto indebitamente percepito, fa salvo in ogni caso il diritto erariale all\u2019eventuale risarcimento del danno, cos\u00ec riconoscendo che il danno prodotto dall\u2019illecito pu\u00f2 essere, e di fatto \u00e8 frequentemente, assai maggiore del semplice prodotto del reato perch\u00e9 scarica su lavori e forniture gli effetti di indebiti guadagni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 premesso, l\u2019impressione generale che si trae dall\u2019esame del rendiconto generale \u00e8 che la considerevole attivit\u00e0 posta in essere dalla Regione nel corso del 2014 ed i risultati conseguiti, malgrado la difficile situazione finanziaria, in vari campi \u2013 da quello della efficienza della P.A. alle politiche sociali, per la tutela della salute, per la competitivit\u00e0 del sistema economico produttivo, per il capitale umano e per lo sviluppo del territorio e delle infrastrutture \u2013 si collocano prevalentemente sulla linea dell\u2019attuazione e della implementazione di politiche e programmi gi\u00e0 definiti in passato. Con ci\u00f2 mostrando tutta la difficolt\u00e0 di realizzare in concreto quella \u201csintesi virtuosa di continuit\u00e0 e di innovazione\u201d che \u00e8 stata posta come elemento caratterizzante del DAP 2014-2016.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il processo di riorganizzazione dell\u2019Amministrazione regionale individuato dalla Giunta appare certamente espressione di buona volont\u00e0, tuttavia non adeguata all\u2019obiettivo di un significativo ridimensionamento dell\u2019assetto complessivo delle posizioni dirigenziali e di quelle organizzative sicch\u00e9 appaiono necessari ulteriori, incisivi interventi.<\/p>\n<p>La Corte non si nasconde la difficolt\u00e0 che incontra l\u2019Amministrazione nell\u2019incidere su situazioni persistenti nel tempo ma \u00e8 evidente che i numeri al 31 dicembre 2014 risultano sostanzialmente quelli dello scorso anno: n. 71 posizioni dirigenziali e n. 277 posizioni organizzative non dirigenziali.<\/p>\n<p>Considerata la complessiva dotazione organica del comparto (in totale n. 821 unit\u00e0, al netto delle posizioni organizzative e dei dirigenti) ed il numero dei dipendenti che avrebbero titolo all\u2019assegnazione della posizione organizzativa (n. 590 unit\u00e0 di personale di categoria D a tempo indeterminato), il numero delle posizioni organizzative di secondo livello \u2013 sia quello attuale (n. 277), sia quello rideterminato dalla Giunta e da conseguire entro il 31 dicembre 2015 (n. 260) &#8211; risulta comunque elevato.<\/p>\n<p>Infatti, i dipendenti che beneficiano della posizione organizzativa (277) sono quasi la met\u00e0 di quanti sono in possesso dei requisiti per accedervi (590), e ci\u00f2 determina la presenza di n. 1 posizione organizzativa ogni n. 2,9 unit\u00e0 di personale.<\/p>\n<p>Anche per l\u2019Assemblea legislativa valgono le stesse considerazioni in ordine al numero delle posizioni organizzative particolarmente elevato. Infatti, i dipendenti che beneficiano della posizione organizzativa (30) sono pi\u00f9 della met\u00e0 dei dipendenti in possesso dei requisiti per accedervi (58), e ci\u00f2 determina la presenza di n. 1 posizione organizzativa ogni n. 2,9 unit\u00e0 di personale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il ricorso agli incarichi esterni \u00e8 tradizionalmente un tema critico. Nella cultura di questa magistratura, fatta propria dalle leggi che disciplinano la materia anche sulla base della giurisprudenza del controllo e delle sezioni giudicanti, l\u2019incarico conferito ad un esterno deve corrispondere ad un\u2019esigenza straordinaria, non perseguibile con personale della stessa amministrazione o di altre amministrazioni pubbliche, comprese le universit\u00e0 e le altre istituzioni scientifiche presenti sul territorio.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione della Corte per questa tipologia di collaborazioni deriva certamente dalla necessit\u00e0 di contenere i costi ma anche dall\u2019esigenza di non mortificare le professionalit\u00e0 presenti nell\u2019amministrazione, come invita a fare l\u2019art. 97 della Costituzione.<\/p>\n<p>Anche nel caso di incarichi caratterizzati da un rapporto fiduciario l\u2019esercizio della discrezionalit\u00e0 non esime da una considerazione dei requisiti professionali la cui mancanza, tra l\u2019altro, determina situazioni di disagio dagli effetti negativi nell\u2019ambito delle strutture dell\u2019Amministrazione.<\/p>\n<p>Costi (\u20ac 1.475.307,00 contro \u20ac 1.294.318,00 del 2013, + 18,09%) e metodi di assegnazione degli incarichi sono illustrati nella relazione nella quale si rappresenta l\u2019opportuna di una riflessione in merito ad un intervento legislativo idoneo a rendere le norme regionali trasparenti, indicando le voci di costo (compenso netto\/lordo; oneri accessori, fiscali, previdenziali, etc.) e coerenti con l\u2019orientamento della Corte Costituzionale di cui alla sentenza n. 252 del 30 luglio 2009.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019approvazione del bilancio di previsione \u00e8 intervenuta in ritardo rispetto al termine previsto dall\u2019art. 75 dello Statuto, con conseguente ricorso all\u2019esercizio provvisorio (autorizzato con legge regionale 23 dicembre 2013, n. 32).<\/p>\n<p>Relativamente alla spesa, le previsioni definitive mostrano un incremento della parte corrente (+ 48.478 migliaia di euro), assorbito dalla contrazione degli altri titoli (spese di investimento \u2013 50.024 migliaia di euro e spese per rimborso di mutui e prestiti \u2013 8.681 migliaia di euro).<\/p>\n<p>Anche per l\u2019esercizio 2014 l\u2019equilibrio di competenza \u00e8 stato raggiunto mediante l\u2019iscrizione in entrata di somme derivanti dalla precedente gestione a titolo di avanzo di amministrazione, somme interamente destinate a coprire economie di spesa suscettibili di reiscrizione nel nuovo esercizio poich\u00e9 realizzate su autorizzazioni di spesa gi\u00e0 finanziate con entrate a destinazione vincolata, che non hanno, pertanto, comportato alcun accrescimento della capacit\u00e0 di spesa dell\u2019Amministrazione.<\/p>\n<p>Relativamente ai risultati complessivi della gestione finanziaria, il saldo contabile della gestione di competenza\u00a0 evidenzia un dato negativo (come negli anni precedenti al 2013) pari a 139.970 migliaia di euro, in netto peggioramento rispetto al risultato positivo dell\u2019esercizio 2013 (112.954 migliaia di euro).<\/p>\n<p>Positivo, invece, il risultato della gestione dei residui, pari a 334.535 migliaia di euro, che, unitamente al fondo di cassa (161.523 migliaia di euro), assorbe il risultato negativo della gestione di competenza e determina un avanzo di amministrazione pari a 356.088 migliaia di euro, pur in flessione rispetto all\u2019esercizio 2013 (503.237 migliaia di euro).<\/p>\n<p>Anche il saldo di cassa al 31 dicembre \u00e8 negativo (241.707 migliaia di euro) e in peggioramento rispetto al 2013, per effetto, principalmente, del saldo negativo tra le riscossioni e i pagamenti in conto competenza (484.585 migliaia di euro, al netto delle contabilit\u00e0 speciali), solo in parte assorbito dal saldo positivo di cassa della gestione residui (242.877 migliaia di euro). Nel complesso tale andamento risente sia della flessione della capacit\u00e0 di riscossione (56,37% nel 2014 contro 60,96% nel 2013) sia dell\u2019aumento della capacit\u00e0 di pagamento (66,78% nel 2014, 62,83% nel 2013).<\/p>\n<p>Relativamente all\u2019analisi dei risultati a consuntivo la gestione di parte capitale presenta un modesto tasso di realizzazione degli interventi programmati, peraltro in peggioramento rispetto al 2013, con accertamenti ed impegni inferiori alle relative previsioni, rispettivamente del 50,15% e del 67,56%.<\/p>\n<p>L\u2019analisi della gestione dei residui evidenzia un tasso di riscossione dei residui attivi del 38,64%, in decisa riduzione (58,11% nel 2013).<\/p>\n<p>Anche la gestione dei residui passivi evidenzia un peggioramento del tasso di smaltimento complessivo (39,46% nel 2014 contro 54,57% del 2013), in particolare per la spesa corrente, un andamento consolidato nel tempo e gi\u00e0 pi\u00f9 volte segnalato da questa Corte.<\/p>\n<p>Per quanto attiene all\u2019indebitamento la consistenza al 31 dicembre 2014, come risulta dai dati del conto del patrimonio, \u00e8 pari ad \u20ac 539.980.808,01, (\u20ac 457.866.827,03 nel 2013) ed \u00e8 riferita per \u20ac 415.807.496,55, a mutui e prestiti a carico della Regione e per \u20ac 124.173.311,36 a quelli con oneri a carico dello Stato.<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019esercizio \u00e8 stato contratto un mutuo di \u20ac 132.700.000,00 con la Cassa Depositi e Prestiti a copertura del disavanzo finanziario relativo agli anni 2006, 2007 e 2008, determinato dalla mancata stipulazione dei mutui gi\u00e0 autorizzati.<\/p>\n<p>Il limite di indebitamento risulta rispettato.<\/p>\n<p>Relativamente agli strumenti finanziari derivati in essere, anche nel 2014, la Regione ha sostenuto un differenziale netto negativo, pari a \u20ac 1.625.035,00 (- \u20ac 1.902.472,00 nel 2013 e &#8211; \u20ac 1.024.574,00 nel 2012).<\/p>\n<p>Al riguardo la nota informativa allegata al Rendiconto (art. 62, comma 8, del decreto legge 112\/2008, e s.m.i.) anche per l\u2019esercizio 2014 \u00e8 rimasta sostanzialmente invariata rispetto a quella dei precedenti esercizi includendo solo alcune informazioni aggiuntive sulle caratteristiche delle operazioni in essere, che si ritengono comunque non esaustive.<\/p>\n<p>L\u2019Amministrazione ritiene che la gestione dello swap sia irrilevante e che l\u2019attenzione vada riservata alla sorte del debito principale. \u00c8, peraltro, opinione della Corte che non sia indifferente rispetto all\u2019andamento dei mercati valutare la convenienza di mantenere la situazione immutata o di intervenire sul debito.<\/p>\n<p>La gestione delle entrate evidenzia un miglioramento della capacit\u00e0 di accertamento complessiva pari, nel 2014, al 91,19% (87,89% del 2013) e un lieve aumento anche della capacit\u00e0 di riscossione pari, nel 2014, al 73,12% (70,32% del 2013).<\/p>\n<p>Considerando l\u2019intera massa acquisibile (accertamenti di competenza e residui), mentre la capacit\u00e0 globale di accertamento aumenta (93,11%, contro il 91,84% del 2013), la capacit\u00e0 di riscossione si contrae, passando dal 66,38% del 2013 al 60,54%, per il prevalente effetto dell\u2019andamento delle riscossioni in conto residui.<\/p>\n<p>Per la gestione delle spese, in termini di valore assoluto le previsioni definitive 2014 presentano una contrazione rispetto a quelle del 2013 di \u20ac 10.226.584,00 (- 0,32%) e sono riferite per il 77,37% alla parte corrente (75,58% nel 2013) e solo per il rimanente 22,63% alla parte capitale (24,42% nel 2013).<\/p>\n<p>Sul piano dinamico la capacit\u00e0 di impegno aumenta, passando dal 74,40% del 2013 all\u201981,05% del 2014, in controtendenza rispetto all\u2019esercizio precedente.<\/p>\n<p>Aumenta anche la velocit\u00e0 di cassa, rappresentata dal rapporto fra la massa spendibile e i pagamenti totali effettuati nell\u2019anno, passando dal 62,83% del 2013 all\u201980,50% del 2014.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le spese per rappresentanza, convegni, mostre e pubblicit\u00e0 si ribadisce che la diposizione (lett. f) della D.G.R. n. 138 del 22 febbraio 2011) con la quale sono stati individuati i presupposti per l\u2019ammissibilit\u00e0 delle spese per mostre e convegni non appare in linea con gli orientamenti giurisprudenziali in materia, ormai consolidati.<\/p>\n<p>In particolare, come gi\u00e0 evidenziato per il precedente esercizio, considerato lo stretto legame con i fini istituzionali dell\u2019Ente e l\u2019idoneit\u00e0 a mantenere o ad accrescere il ruolo dell\u2019Ente stesso nel contesto sociale e i requisiti che una spesa deve presentare per poter essere qualificata \u201cdi rappresentanza\u201d, la legittimit\u00e0 consegue ad una rigorosa giustificazione e documentazione, con indicazione, caso per caso, dell\u2019interesse istituzionale perseguito.<\/p>\n<p>Riguardo alle spese sostenute occorre rilevare che circa la met\u00e0 degli impegni assunti (\u20ac 1.384.134,94) sono riferiti alla organizzazione di mostre di fotografie realizzate da Steve Mc Curry (\u20ac 623.572,94, liquidati nell\u2019anno per \u20ac 501.167,42).<\/p>\n<p>Nonostante la progressiva contrazione della spesa, si rileva che la stessa continua ad attestarsi su livelli eccessivamente superiori a quelli stabiliti dal legislatore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quanto alla spesa per il personale dai dati trasmessi risulta rispettato quanto disposto sia dall\u2019art. 1, comma 557, della legge n. 296\/2006 &#8211; che ne stabilisce il contenimento rispetto all\u2019anno precedente (al netto dei rinnovi contrattuali intervenuti nel periodo) \u2013, sia dall\u2019art. 9, comma 28, del decreto legge n. 78\/2010. Dalla documentazione prodotta non risulta, invece, alcuna informazione circa il rispetto di quanto previsto in materia di riduzione dei fondi destinati al trattamento accessorio del personale, dal comma 2-bis della disposizione in ultimo richiamata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 stata avviata una ricognizione del contenzioso in essere dinanzi alla giurisdizione ordinaria ed amministrativa che denuncia numerosi casi di soccombenza che, fatti salvi specifici approfondimenti delle singole vertenze, che non \u00e8 stato possibile condurre per l\u2019incompletezza dei dati trasmessi, potrebbe denunciare una inadeguata tutela degli interessi regionali o una insufficiente attenzione per i diritti dei cittadini e delle imprese.<\/p>\n<p>Va ricordato, in proposito, che il cittadino, in virt\u00f9 del Trattato di Nizza, \u00e8 titolare di un diritto alla \u201cbuona amministrazione\u201d, che per la verit\u00e0 dovrebbe essere in ogni caso proprio dell\u2019esercizio di pubbliche funzioni di interesse della comunit\u00e0 in virt\u00f9 del pi\u00f9 volte richiamato articolo 97 della Costituzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Servizio Sanitario Regionale assorbe oltre la met\u00e0 dell\u2019intero bilancio regionale con previsioni pari al 64,03% del totale, in aumento rispetto al 2013 (57,72%) e con impegni che rappresentano il 78,20% di quelli assunti complessivamente nel 2014, anch\u2019essi in aumento rispetto al 2013 (74,10%).<\/p>\n<p>Per la spesa di beni e servizi la costituzione nell\u2019anno 2014 della \u201cCentrale Regionale di Acquisto per la Sanit\u00e0\u201d (C.R.A.S), si rileva che la percentuale degli acquisti centralizzati \u00e8 rimasta sostanzialmente invariata, passando dal 49% circa del 2013 (235.432 migliaia di euro su un totale di 476.581 migliaia di euro), al 50% nel 2014.<\/p>\n<p>Inoltre, i verbali dei Collegi sindacali delle Aziende, segnalano il ricorrente, reiterato utilizzo di proroghe contrattuali e scarsa tempestivit\u00e0 nel rinnovo delle convenzioni, con conseguente adozione di atti in sanatoria o ricorso a procedure di urgenza. Comportamenti che destano preoccupazione, spesso determinano sprechi, in ogni caso attuano condotte sospette di compiacenze, che producono contenzioso e costituiscono nelle determinazioni dell\u2019<em>Autorit\u00e0 Nazionale Anticorruzione<\/em> indice di fattori di rischio.<\/p>\n<p>In materia di spesa per incarichi e consulenze, in particolare con riguardo alle misure adottate e ai risultati conseguiti nell\u2019anno 2014 per il contenimento della stessa, le informazioni trasmesse risultano generiche e soprattutto non in linea con quanto comunicato dalle singole Aziende del S.S.R. nell\u2019ambito delle istruttorie condotte dalla Sezione sulla base delle relazioni-questionari dei Collegi sindacali sul bilancio d\u2019esercizio 2013 (art. 1, comma 170, della legge n. 266 del 23 dicembre 2005).<\/p>\n<p>A tale proposito si rinvia a quanto segnalato nelle pronunce adottate dalla Sezione nell\u2019ambito di dette verifiche.<\/p>\n<p>Per la spesa farmaceutica territoriale i dati desunti dalle relazioni-questionario dei Collegi sindacali delle aziende sanitarie (trasmesse alla Sezione ai sensi dell\u2019art. 1, comma 170, della legge n. 266\/2005) e dalla ulteriore documentazione acquisita in sede istruttoria, evidenziano, per entrambe le aziende sanitarie, un lieve superamento per il 2013 dell\u2019obiettivo fissato dalla Regione (circa del 2%).<\/p>\n<p>Anche per la spesa farmaceutica ospedaliera, i dati trasmessi dai Collegi sindacali evidenziano il superamento del limite pari al 3,5% del FSN.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione della Sezione nei confronti delle strutture ricettive per la popolazione anziana, indotta da episodi, certo isolati, ma preoccupanti di disattenzione per le condizioni degli ospiti, anziani e spesso malati e quindi deboli, ha rilevato che i controlli e le ispezioni disposti dalla Regione sulle strutture beneficiarie di finanziamento\/sovvenzione da parte della stessa e oggetto di rilievi da parte del <em>Comando del Nucleo Antisofisticazioni e Sanit\u00e0 dell\u2019Arma dei Carabinieri<\/em> (N.A.S.), sono stati effettuati solamente dopo la segnalazione del predetto Nucleo.<\/p>\n<p>Pertanto pu\u00f2 ragionevolmente dedursi che la Regione non provveda autonomamente ad eseguire i dovuti controlli o che questi non siano adeguati.<\/p>\n<p>Inoltre, dagli atti prodotti non risulta effettuato, a seguito delle rilevate irregolarit\u00e0, alcun recupero in termini monetari dei contributi erogati.<\/p>\n<p>Il conto consolidato della sanit\u00e0 evidenzia una spesa sanitaria in aumento rispetto al 2013 dello 0,9%, con un\u2019inversione di tendenza rispetto ai due precedenti esercizi.<\/p>\n<p>Relativamente ai costi e ai ricavi, dal <em>Rapporto 2015 sul coordinamento della finanza pubblica<\/em>, i dati per la Regione Umbria mostrano una crescita sia dei costi complessivi (al lordo degli ammortamenti, delle rivalutazioni e svalutazioni, del saldo delle minusvalenze e plusvalenze e della gestione intramoenia), pari allo 0,6% rispetto al 2013, sia dei ricavi complessivi che si incrementano dell\u20191,4%.<\/p>\n<p>Il risultato di esercizio 2014 \u00e8 pari a 23,4 milioni di euro, in crescita rispetto a quello definitivo del 2013 (pari a 7,1 milioni di euro) per effetto del maggior incremento dei ricavi rispetto a quello dei costi, nonch\u00e9 della positiva incidenza del saldo mobilit\u00e0 extra-regionale.<\/p>\n<p>L\u2019analisi della gestione del patrimonio nelle aziende del Sistema sanitario regionale ha evidenziato costi elevati per locazioni passive ed esigui proventi dalle locazioni attive, beni immobili non utilizzati per le attivit\u00e0 aziendali, alcuni dei quali inseriti nel Piano triennale del patrimonio da alienare. S\u2019impone, dunque, un\u2019attenta ricognizione del patrimonio immobiliare al fine di individuare spazi utilizzabili in luogo di altri acquisiti in locazione passiva, sia l\u2019adozione delle misure necessarie a rendere concrete, nei tempi adeguati, le previsioni di alienazione formulate.<\/p>\n<p>Il conto economico della Regione evidenzia un risultato negativo di \u20ac 218.944.935,00, in netto peggioramento rispetto all\u2019esercizio precedente, chiuso in positivo per \u20ac 148.999.679,00. Il risultato \u00e8 influenzato sia dalla contrazione dei proventi da contributi e trasferimenti dallo Stato e dall\u2019Unione Europea, sia dall\u2019aumento di costi per maggiori trasferimenti a favore degli Enti locali e degli Enti dipendenti dalla Regione;<\/p>\n<p>Il netto patrimoniale, per effetto della gestione, espone un decremento di \u20ac 218.944.935,00 (pari al risultato d\u2019esercizio).<\/p>\n<p>La Corte invita l\u2019Amministrazione a conformarsi alle indicazioni formulate dal Collegio dei revisori nella propria Relazione al Rendiconto generale 2014 per rimuovere le criticit\u00e0 che non consentono un\u2019adeguata rappresentazione della consistenza patrimoniale.<\/p>\n<p>Tra i crediti si segnalano in particolare i Crediti v\/Societ\u00e0 partecipate per \u20ac 13.233.187,18, riferiti al residuo dell\u2019anticipazione erogata alla societ\u00e0 Umbria TPL e Mobilit\u00e0 S.p.A. nel corso del 2013 per \u20ac 17.000.000,00. Riguardo alla restituzione della stessa risultano, nell\u2019esercizio 2014, incassi pari ad \u20ac 3.766.812,82, a fronte dell\u2019importo di \u20ac 4.919.430,00 che doveva invece essere rimborsato.<\/p>\n<p>Nella Relazione della Giunta al Rendiconto 2014 (come peraltro in quella riferita al precedente esercizio) non \u00e8 fatta alcuna menzione di tale anticipazione e della connessa restituzione, con conseguente mancanza di chiarezza e trasparenza nei confronti dei destinatari del Rendiconto, in particolare dell\u2019Assemblea legislativa-Consiglio regionale.<\/p>\n<p>Relativamente alla gestione del patrimonio immobiliare le locazioni passive costano \u20ac 863.756,57, in netta riduzione rispetto ai precedenti esercizi per effetto, in particolare, della cessazione della locazione del fabbricato \u201cPalazzo Fioroni\u201d.<\/p>\n<p>I canoni attivi (per affitti e concessioni) sono pari a \u20ac 770.658,76, in riduzione rispetto ai precedenti esercizi (2012 \u20ac 931.276,60 \u2013 2013 \u20ac 927.782,65). Resta comunque non valutabile la congruit\u00e0 dei canoni indicati con le caratteristiche dei relativi immobili. Per gli immobili oggetto di concessione a titolo gratuito, i dati tramessi non evidenziano n\u00e9 i concessionari, n\u00e9, nella maggior parte dei casi, la motivazione.<\/p>\n<p>Riguardo agli immobili non utilizzati di cui agli allegati D, E, F, G, I al Programma di Politica Patrimoniale 2014-2016, non \u00e8 stata fornita nessuna informazione sullo stato di attuazione degli interventi previsti per gli stessi.<\/p>\n<p>Immobili occupati senza titolo od oggetto di occupazione abusiva alimentano un contenzioso del quale sono state fornite insufficienti informazioni.<\/p>\n<p>Relativamente alle partecipazioni si osserva che non stono stati trasmessi i bilanci al 31 dicembre 2014 e che pertanto le valutazioni sono riferite ai bilanci 2013. Si rileva comunque la presenza di societ\u00e0 che chiudono in perdita, nella quali la Regione detiene partecipazioni di rilevante entit\u00e0 (Umbraflor S.r.l, Sviluppumbria S.p.A. e Umbria T.P.L. e MOBILITA\u2019 S.p.A.).<\/p>\n<p>Con riferimento, in particolare, alla partecipazione nella societ\u00e0 UMBRIA T.P.L. e MOBILITA\u2019 S.p.A., l\u2019assenza dei documenti di bilancio riferiti a tale esercizio, non consente di esprimere alcuna valutazione sullo stato attuale della situazione finanziaria della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Si osserva comunque, come gi\u00e0 segnalato, che dagli atti in possesso della Sezione risulta che la societ\u00e0 non ha corrisposto alla Regione tutte le rate di rimborso dell\u2019anticipazione concessa, previste per il 2014.<\/p>\n<p>Le risorse erogate dalla Regione nell\u2019esercizio 2013 ammontano a complessivi \u20ac 59.054.000,00, in aumento rispetto al precedente esercizio (circa \u20ac 48.274.192,93). Anche in considerazione di tali risorse e, dell\u2019andamento delle societ\u00e0, si riafferma la necessit\u00e0 che la Regione si attivi per garantire il funzionamento, in concreto, dei sistemi di <em>governance <\/em>e di monitoraggio che la stessa riferisce di aver attuato. Invero, n\u00e9 dalla richiamata Relazione del Presidente della Giunta, n\u00e9 dai documenti presentati in fase istruttoria, emergono notizie specifiche in ordine all\u2019effettiva implementazione delle descritte procedure e all\u2019esito delle stesse. Anche le informazioni sugli organismi partecipati contenute nella Relazione della Giunta allegata al Rendiconto non sono idonee ad offrire un\u2019adeguata prospettazione degli effetti che la gestione degli stessi produce sulle finanze regionali, facendo supporre che la stessa Amministrazione non abbia piena cognizione degli stessi.<\/p>\n<p>Relativamente agli enti dipendenti si osserva che anche per l\u2019esercizio 2014 risultano sostanzialmente disattese le disposizioni contenute nell\u2019art. 52, comma 4, della legge regionale n. 13\/2000, poich\u00e9 sono stati allegati i rendiconti al 31 dicembre 2013 e non quelli al 31 dicembre 2014, che avrebbero dovuto essere approvati entro il 30 aprile 2015 e comunque antecedentemente alla presentazione del Rendiconto da parte della Giunta, anche al fine di consentire la valutazione dell\u2019impatto della gestione di tali Enti sul rendiconto stesso. Inoltre per l\u2019Agenzia ATER, non risulta allegato neanche il rendiconto al 31 dicembre 2013.<\/p>\n<p>In via generale, come gi\u00e0 segnalato per i precedenti esercizi, si osserva che sarebbe opportuno completare il Conto Economico, il Prospetto di conciliazione ed il Conto del Patrimonio, con la\u00a0 redazione di una specifica \u201cnota integrativa\u201d, nella quale dare conto in maniera chiara e analitica di quanto esposto nei richiamati documenti, atteso che le informazioni contenute nella richiamata Relazione della Giunta non sono comunque sufficienti a fornire una completa e chiara rappresentazione dei fenomeni rappresentati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infine, relativamente alla verifica dei rendiconti dei Gruppi consiliari (art. 1, commi 9 e ss, del decreto legge n. 174\/2012) sono state accertate modeste irregolarit\u00e0 riguardanti la provvista di personale che comunque i Gruppi hanno provveduto a sanare mediante la rifusione delle relative somme. Con l\u2019occasione si raccomanda all\u2019Ufficio di Presidenza dell\u2019Assemblea legislativa di sollecitare i Gruppi consiliari a verificare la coerenza dei disciplinari interni concernenti le modalit\u00e0 per la gestione delle risorse e per la tenuta della contabilit\u00e0 rispetto alle prescrizioni normative vigenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Salvatore Sfrecola<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La requisitoria del Procuratore regionale Antonio \u00a0Giuseppone<\/strong><\/p>\n<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;4&#8243; gal_title=&#8221;Antonio_Giuseppone&#8221;]<\/p>\n<p>[gview file=&#8221;http:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/requisitoria-integrale-VERSIONE-DEFINITIVA.pdf&#8221;]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[printfriendly]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;3&#8243; gal_title=&#8221;Salvatore Sfrecola Udienza10072015&#8243;] Relazione del Presidente\u00a0Salvatore Sfrecola La relazione con la quale la Corte dei conti di anno in anno riferisce alle assemblee legislative sui risultati dei controlli eseguiti, d\u00e0 conto della verifica costante dell\u2019andamento dei conti pubblici, in rapporto al ruolo che le Amministrazioni sono chiamate a svolgere nell\u2019interesse del Paese e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[22,1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-749","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-corte-dei-conti","7":"category-news"},"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/749"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=749"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/749\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":766,"href":"https:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/749\/revisions\/766"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=749"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=749"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuristidiamministrazione.com\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=749"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}