Analisi del decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 174

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Analisi del decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 174, Codice di giustizia contabile, adottato ai sensi dell’art. 20 della legge 7 agosto 2015, n. 124.

di Antonio Vetro, Presidente on. della Corte dei conti

Prima di iniziare l’analisi del decreto delegato n. 174/2016, è opportuno richiamare, per sommi capi, le considerazioni critiche svolte nell’articolo dello scrivente in data 13 settembre 2015, sulla riforma concernente il “Riordino della procedura dei giudizi innanzi la Corte dei conti” di cui all’art. 20 della legge delega n. 124/2015, con particolare riguardo ai seguenti punti:

Breve sintesi delle innovazioni nel nuovo codice della giustizia contabile

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Breve sintesi delle innovazioni nel nuovo codice della giustizia contabile

di Stefano Imperiali, Presidente di Sezione della Corte dei conti

 

  1. Sulla base della delega contenuta nell’art. 20 della legge n. 124 del 7.8.2015, è stato emanato il d.lgs. n. 174 del 27.8.2016, che ha approvato il “nuovo codice della giustizia contabile”([1]). Il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7.9.2016 ed è entrato in vigore il 7.10.2016.

La legge delega aveva indicato vari “principi e criteri direttivi”, a volte confermativi di consolidate acquisizioni giurisprudenziali, a volte invece chiaramente innovativi.

Saluto del Presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione Piemonte

sede_bertola_torinoSaluto del Presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione Piemonte, Cinthia Pinotti, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede regionale

Torino, 13 ottobre 2016.

Saluto e ringrazio gli illustri rappresentanti delle Autorità, civili, militari, religiose, esponenti del mondo accademico, rappresentanti del Foro libero ed erariale, colleghi di questa ed altre magistrature, personale amministrativo, e tutti i gentilissimi Ospiti.

Abbiamo pensato di trasformare il momento del cambiamento, che spesso è accompagnato da paure, incertezze, rimpianti per ciò che, di ormai noto e conosciuto si lascia, in una occasione di “festa”, per sottolineare il valore fortemente simbolico che assume oggi l’inaugurazione della nuova sede regionale che, nel solco della sua storica e qualificata tradizione -che ha visto proprio a Torino il 1 ottobre 1862 insediarsi la neo istituita Corte dei conti del Regno d’Italia- viene oggi ad inserirsi in modo centrale, grazie alla nuova collocazione urbana, nel tessuto sociale della città e della Regione come entità viva e pulsante, al servizio delle Istituzioni, delle Pubbliche Amministrazioni, della Comunità territoriale, e dei cittadini che dovranno poter trovare nella sede della Corte una sorta di “casa comune della legalità”. Uno spazio aperto dove non solo si amministra la Giustizia ma si assicura un’ informazione istituzionale comprensibile e trasparente, una conoscenza delle attività delle pubbliche amministrazioni e dei loro risultati, nonché della stessa Corte dei conti; insomma la sede/casa di una Istituzione non arroccata in una turris eburnea, ma capace di dialogare con i naturali interlocutori istituzionali e l’intera comunità sociale, di aprire varchi di oscurità conoscitive, di garantire nelle diverse funzioni, la legalità dell’amministrazione e nell’amministrazione, come la sua collocazione nella nostra Carta costituzionale (artt. 100 e 103) del resto, impone.

Il Senato delle autonomie fuori dalle decisioni di finanza pubblica

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Il Senato delle autonomie fuori dalle decisioni di finanza pubblica

di Pelino Santoro, Presidente On. della Corte dei conti

 

1 – Il fiore all’occhiello della Riforma della Costituzione (titolo V, parte II)  nel testo definitivo, approvato in duplice lettura, a maggioranza semplice, dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016, sarebbe, a detta di molti, il superamento del bicameralismo perfetto e paritario, mediante la ridefinizione delle competenze e della posizione del Senato della Repubblica trasformato in Senato delle autonomie.

Il Codice di giustizia contabile e il giusto processo

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Il Codice di giustizia contabile e il giusto processo

di Pelino Santoro, Presidente on. della Corte dei conti

1 – Gli obiettivi del testo normativo

Tra i criteri di delega dell’art. 20 della legge 7 agosto 2015, n. 124, per il riordino della procedura dei giudizi innanzi la Corte dei conti erano indicati quelli di:

– disciplinare lo svolgimento dei giudizi tenendo conto della peculiarità degli interessi pubblici oggetto di tutela e dei diritti soggettivi coinvolti, in base ai principi della concentrazione e dell’effettività della tutela e nel rispetto del principio della ragionevole durata del processo anche mediante il ricorso a procedure informatiche e telematiche (lett. b);

Costituisce fonte di danno erariale e, pertanto di responsabilità per colpa grave, l’esonero dal pagamento del contributo di costruzione, adottato nella convinzione che non fosse dovuto in conseguenza di un inescusabile errore del funzionario

Cortedeiconti

Costituisce fonte di danno erariale e, pertanto di responsabilità per colpa grave, l’esonero dal pagamento del contributo di costruzione, adottato nella convinzione che non fosse dovuto in conseguenza di un inescusabile errore del funzionario

Corte dei conti – Sezione giurisdizionale regionale dell’Umbria

Abstract:

  • Le regole della responsabilità amministrativo-contabile non consentono al funzionario che ha adottato un dannoso provvedimento esonerativo di pagamento di tributo di procedere, d’ufficio, alla revisione del provvedimento stesso, confermandolo per una fattispecie esonerativa diversa da quella chiesta dal privato e mai invocata, nemmeno nel procedimento di revisione, dal privato medesimo.
  • Ai fini della corretta applicazione delle regole sull’attualità della deminutio patrimonii, le ipotesi di danno da mancata entrata, deliberata e dovuta, non vanno confuse con quelle, alquanto diverse, di illegittimo esonero del pagamento dell’entrata stessa.

L’esistenza della colpa grave del funzionario che vigila sulla corretta esecuzione di un contratto della P.A. è da valutare in rapporto alle relazioni complessive del contratto stesso e non solamente di quelle favorevoli all’Ente

L’esistenza della colpa grave del funzionario che vigila sulla corretta esecuzione di un contratto della P.A. è da valutare in rapporto alle relazioni complessive del contratto stesso e non solamente di quelle favorevoli all’Ente

Corte dei conti – Sezione giurisdizionale regionale dell’Umbria

Abstract:

  • Nel contratto autonomo di garanzia, che assiste le obbligazioni assunte dal privato nei confronti della P.A., è preclusa al garante l’opponibilità delle eccezioni spettanti al debitore principale verso il creditore garantito.
  • La colpa grave del funzionario che vigila sulla corretta esecuzione del contratto stipulato dall’Ente di appartenenza va valutata tenendo conto delle relazioni complessive del contratto stesso e non solamente di quelle favorevoli al suddetto Ente.
  1. 59 – 29 agosto 2016: Pres. Canale – Est. Longavita – P.M. Principato – Pr. c/L. (avv. Marco Mariani).

La Corte dei conti si pronuncia sul rendiconto generale della Regione Umbria per l’esercizio finanziario 2015

gius2La Corte dei conti si pronuncia sul rendiconto generale della Regione Umbria per l’esercizio finanziario 2015

Relazione del Presidente della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per l’Umbria, dott. Salvatore Sfrecola, nel giudizio sul rendiconto generale della Regione Umbria per l’esercizio finanziario 2015 – Perugia, 28 giugno 2016