Alessandro Cagnoli, “Un affare di famiglia”

copdel Prof. Avv. Pietrangelo Jaricci

Alessandro Cagnoli, avvocato romano, con il volume Un affare di famiglia realizza il passaggio (non sappiamo se soltanto temporaneo), oggi tutt’altro che inconsueto, dai codici al variegato mondo del romanzo.

Conobbi Cagnoli quando, in anni ormai lontani, io giovane assistente ordinario alla cattedra di diritto amministrativo della Facoltà di Economia (all’epoca, Economia e Commercio), fui officiato, dall’indimenticabile Prof. Raffaele Resta, di fare gli “onori di casa” al nuovo arrivato, assistente volontario (così erano un tempo qualificati i preziosi collaboratori non di ruolo delle cattedre universitarie).

L’incontro fu particolarmente cordiale ed affettuoso e, di lì a poco, nacque una sincera e duratura amicizia.

Nel suo impegno universitario, lo ricordo sempre disponibile nelle sessioni di esame, nel seguire i laureandi e nel tenere esercitazioni, nonostante la gravosa carica di segretario generale della “Associazione nazionale autoservizi in concessione”, cui attendeva con appassionata competenza.

Lo volli, infatti, con me anche quando, nella stessa Facoltà, mi venne conferito l’insegnamento di diritto pubblico dell’economia.

Conoscitore profondo della materia dei trasporti, non può non essere ricordata la sua puntuale monografia Il trasporto persone su strada tra autonomia di impresa e regime di pubblico servizio (Edizioni Kappa, 2007).

Oggi anche l’amico Cagnoli è trasmigrato al romanzo giallo, sulla scia di precedenti illustri che annovera, tra i più recenti, Gianrico Carofiglio e Francesco Caringella, rispettivamente magistrato ordinario e magistrato amministrativo, con l’augurio che possa arridergli il successo ottenuto da quest’ultimi con lavori costantemente in vetta alle classifiche dei best seller.

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Una tragedia famigliare sconvolge la vita di un piccolo paese e la tranquillità dell’ufficiale dei carabinieri che comanda la locale stazione dell’arma. L’assassinio di Aristide Leonardi, capostipite della famiglia più rappresentativa della zona, che dà lavoro alla quasi totalità degli abitanti del posto nell’estesa vigna voluta e diretta con amore ed orgoglio dal Leonardi, costringe il capitano Gianni Conte a dover affrontare una complessa indagine, spinto e sollecitato dal procuratore Astolfi desideroso di chiudere il caso e di individuare il colpevole prima dell’inevitabile clamore dei media.

Le prime indagini sembrano favorire il desiderio del procuratore. Infatti, numerosi indizi gravano sul nipote della vittima, Paolo Leonardi. Lo stesso Conte si trova a condividere l’opinione del procuratore e procede all’arresto del giovane che viene accusato del delitto.

A difendere Paolo rimane soltanto la sorella Clara il cui atteggiamento e la sicurezza nel ritenere innocente il fratello finiscono per scuotere il capitano Conte che, stimolato anche da un sentimento che inizia a crescere inconsapevolmente in lui, riprende le indagini alla ricerca di una diversa pista che possa scagionare Paolo e coinvolgere l’autore del delitto.

Attraverso una serie di approfondimenti e d’ipotesi riesce finalmente a scoprire la verità ed a fornire una soluzione del caso che lo porta ad individuare il vero colpevole, nonostante lo scetticismo del procuratore.

Una trama ben congegnata, con un succedersi di passaggi logici e coerenti, che finiscono per incastrare l’assassino, fornendo una risposta plausibile alle motivazioni che lo hanno spinto all’omicidio.

In definitiva, un romanzo avvincente e stimolante la cui lettura risulta estremamente piacevole anche in virtù dello stile scorrevole e coinvolgente.

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