giovedì, Dicembre 9, 2021
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Con il progetto CATONE le Procure europee lottano contro le frodi UE. L’impegno della Corte dei conti italiana

Si è concluso ieri il seminario internazionale sul progetto C.A.T.O.N.E. (“Cooperation Agreements and Training on Objectives and New Experiences”), evento di formazione internazionale organizzato dalla Procura generale presso la Corte dei conti insieme al Comitato per la lotta antifrode presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, cofinanziato dall’Ufficio europeo antifrode (OLAF) nell’ambito del programma Hercule III.

Nelle quattro giornate del convegno si è registrato, sotto la regia del Procuratore generale, il confronto e lo scambio di esperienze tra le Istituzioni che ai vari livelli – strategico ed operativo – operano in Spagna, Francia, Grecia, Portogallo e Italia nel contrasto alle frodi in danno dell’UE.

Tra i tanti relatori il Presidente della Corte dei conti, il Sottosegretario per le Politiche e gli Affari europei, il Direttore Generale dell’OLAF, il Comandante generale della Guardia di Finanza, il Procuratore generale presso la Corte di cassazione, il Vice Procuratore europeo, il Comandante del Nucleo della Guardia di Finanza per la repressione delle frodi nei confronti dell’UE, nonché numerosi altri esponenti della magistratura contabile e penale e degli organismi antifrode dei vari Paesi partecipanti.

Tutti gli interventi hanno avuto il comune denominatore, pur nel quadro dei diversi ordinamenti e delle diverse soluzioni organizzative adottate dai singoli Paesi, della comune, rafforzata, determinazione ad agire nei confronti delle fattispecie di irregolarità e frodi in danno dell’UE: un’azione che potrà svolgersi non solo sul piano penale e sanzionatorio, ma anche sul piano dell’attuazione di finalità di recupero (e risarcitorie), promuovendo interazioni e coordinamento tra i vari soggetti preposti alla lotta antifrode.

Al termine del convegno, il Vice Procuratore europeo, ha inoltre annunciato che a breve vedrà la luce un protocollo operativo con la Procura generale presso la Corte dei conti.

Si tratta del primo accordo di collaborazione tra l’European Public Prosecutor’s Office (EPPO) e la magistratura contabile di un Paese dell’UE. In base alla normativa europea, esso permetterà al Procuratore europeo e alle Procure erariali l’immediato scambio di segnalazioni e di informazioni rilevanti nelle indagini su fatti lesivi degli interessi finanziari dell’Unione europea, e la condivisione di importanti elementi istruttori, come le informazioni tratte dalle banche dati.

Un risultato di assoluto rilievo nella prospettiva del rafforzamento delle funzioni delle Procure presso la Corte dei conti, nel momento in cui le magistrature, le forze di polizia e tutte le autorità competenti nella lotta alle frodi sono chiamate a fare fronte comune contro i possibili usi illeciti degli ingenti finanziamenti del piano Next Generation EU, già in corso di erogazione.

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